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Matrimoni fast food: veloci a sposarsi e a separarsi

Ogni anno in Italia si celebrano 240 mila matrimoni di cui il 20% nasce da fidanzamenti brevi. Di questi, almeno la metà salta entro tre anni.

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Nell’era della velocità, del mordi e fuggi, dell’usa e getta, quando la vita va di corsa e i tempi si comprimono, anche il matrimonio diventa "fast food". Una definizione coniata dall’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani (AMI), che spiega ad Affaritaliani: "Sono le sempre più frequenti unioni celebrate dopo pochi mesi di fidanzamento e che hanno poche possibilità di tenuta".
Come si andasse al supermercato, quando il bisogno di accasarsi si fa impellente, si sceglie quasi a tavolino il fortunato (o la fortunata), come si prelevasse un prodotto dal bancone, e in quattro e quattr’otto ci si presenta davanti all’altare. Ma dopo qualche mese, pochi anni al massimo, si realizza di avere accanto una persona quasi sconosciuta e si prende altrettanto velocemente la decisione di dirsi addio.
Ogni anno, secondo i dati AMI, in Italia si celebrano 240 mila matrimoni, di cui almeno il 20% (quindi circa 48.000 unioni) nasce da fidanzamenti brevi, di durata non superiore ai sei mesi. Di questi, almeno la metà salta entro tre anni. I matrimoni lampo sono più diffusi al centro-nord, dove i ritmi sono più frenetici e la tradizione meno radicata: "Le regioni che meglio resistono alla crisi del matse ora si è arrivati allo "speed marriage". "Le agenzie matrimoniali e i siti di incontri on line stanno facendo affari d’oro – spiega Gassani -. C’è un’organizzazione sommersa di società che offrono dalla semplice avventura al progetto che dura rimonio sono senza dubbio la Campania e la Sicilia, vere roccaforti in cui si registra il maggior numero di unioni e il minor numero di separazioni".
D’altronde, se negli ultimi anni si è diffusa la moda dello "speed date", ovvero gli incontri di tre minuti per conoscere l’altra persona, non c’è da sorprendersi "per sempre". Ed è facile cedere alla tentazione di scegliere il partner su un catalogo".
Dietro questo fenomeno ci sono anche ragioni sociali profonde, che spingono a procrastinare sempre più il momento del matrimonio, per poi ritrovarsi a fare tutto di corsa: "L’indipendenza economica – prosegue Gassani – si raggiunge sempre più tardi, verso i 28-30 anni, e si fa molta fatica a trovare casa, visti i prezzi dei mutui. Allora, anche il progetto di una vita a due si sposta in là nel tempo". Se fino ai trent’anni non si ha fretta di trovare l’anima gemella, sorpassata la fatidica soglia, però, l’ansia sale, anche per motivi biologici. "Quando ci si fidanza a 33-34 anni, chiaramente non si ha più tempo per stare insieme dieci anni prima di sposarsi. Se prima il fidanzamento durava almeno due-tre anni, adesso si aspettano soltanto pochi mesi, un anno al massimo".
Un conto, però, è andare d’accordo nei primi mesi di innamoramento, quando si vede la vita in rosa, un conto è aver verificato l’affiatamento delle coppia anche nella noiosa routine quotidiana oppure nei momenti di difficoltà. "Se poi si pensa che un’udienza per separazione dura in media 27 minuti, alle prime avvisaglie negative si fa presto a dire basta". Oggi la separazione è vista sempre più come un rimedio, piuttosto che come un fallimento, come invece avveniva in passato: "Si sta diffondendo un approccio irresponsbaile e consumistico al matrimonio. Ma, oltre alla questione morale, non si pensa a tutti i problemi pratici, dai costi del processo all’affido dei figli, che una separazione comporta". Ed ecco l’appello, quasi paradossale per un avvocato matrimonialista, a "non abusare del divorzio. Spesso si scopre che alla base non ci sono dissidi gravissimi e irrecuperabili. Piuttosto, sarebbe meglio andare dallo piscologo o dal sessuologo".
Perché l’altro fenomeno rilevante è quello dei "matrimoni bianchi": il 30% delle coppie italiane vive un matrimonio senza sesso, o quasi. E non è una questione d’età, perchè il problema è diffuso anche tra gli under 40. "Giovani coppie che si sono sposate in fretta, pensando più alle bomboniere che alla propria affinità, si ritrovano senza attrazione, come fossero fratello e sorella". E a quel punto la conseguenza non è la rinuncia ai rapporti sessuali, ma la diffusione di tradimenti e relazioni extraconiugali.

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