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Blitz annunciato e il rischio è che si ripeta. Maroni: tolleranza zero

Sul Corriere della Sera un articolo di Fiorenza Sarzanini con le reazioni del ministro e del Viminale: l'attacco non pare un caso isolato, ma si temono altri blitz degli ultrà contrari alla tessera del tifoso.

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Sul Corriere della Sera un articolo di Fiorenza Sarzanini con le reazioni del ministro Roberto Maroni e del Viminale all’attacco di mercoledì alla Bèrghem Fest di Alzano, attacco che non pare un caso isolato, ma si temono altri blitz degli ultrà contrari alla tessera del tifoso.  

Si sapeva da almeno due giorni che gli ultrà avrebbero scelto la festa della Lega Nord per protestare in maniera eclatante contro la "tessera del tifoso". Dal Viminale i responsabili del controllo del territorio avevano predisposto l’invio di poliziotti di rinforzo per garantire la sicurezza della manifestazione e dei tre ministri invitati al dibattito. Ma tutto questo non è bastato a frenare l’assalto contro le forze dell’ordine di almeno quattrocento persone armate di spranghe e bottiglie molotov. Un messaggio chiaro al titolare dell’Interno Roberto Maroni che infatti annuncia di voler reagire in maniera dura «perché nelle prossime settimane non possiamo rischiare di trovarci sotto attacco ogni volta che ci saranno occasioni ufficiali. Non tollereremo di dare spazio ai violenti negli stadi e negli appuntamenti non sportivi». Eppure è proprio questo il rischio, come gli ha ribadito il prefetto Antonio Manganelli.
Non ha funzionato il dispositivo predisposto dal questore di Bergamo Matteo Turillo, ma altre misure rischiano di rivelarsi inadeguate se – come paventano gli analisti – il passaparola tra i sostenitori di squadre diverse e di diverso orientamento politico scatenerà nuovi episodi di guerriglia pure lontano dagli impianti, preferibilmente durante incontri di partito o istituzionali. Non a caso il capo della polizia ha affidato il coordinamento delle indagini a Massimo Bontempi, funzionario al vertice dell’Ucigos che già ieri mattina è arrivato in città. Ma soprattutto ha disposto che domenica sera tutte le questure trasmettano «report» dettagliati su quanto accaduto fuori e dentro gli stadi durante il primo turno del Campionato di calcio: i risultati saranno analizzati in una riunione straordinaria dei responsabili dell’ordine pubblico che lui stesso presiederà lunedì mattina. I contatti tra il prefetto e il ministro vanno avanti per tutto il giorno perché alla fine sia chiara la linea che Maroni vuole ribadire alla vigilia delle partite: «Non si illuda chi pensa che torneremo indietro rispetto a quanto abbiamo deciso. Siamo pronti a rispondere a questi violenti, che certo non posso definire tifosi, e a rispondere alle loro provocazioni».
Manganelli li definisce «delinquenti, che nulla hanno a che vedere con gli appassionati di calcio, visto che scelgono platee diverse e soprattutto ci arrivano travisati, portando bastoni e bombe carta». Ma lui stesso non può nascondere le difficoltà che ancora esistono nel rilascio della «tessera» con «sette squadre in grave ritardo, prime fra tutte Napoli e Lazio». Per cercare di porre rimedio è stato varato un regolamento in via d’urgenza che consentirà di andare in trasferta a chi non è ancora in possesso della scheda magnetica, ma ha già dimostrato di avere i requisiti per ottenerne il rilascio. Una sorta di elenco di persone «accreditate» inserite nella banca dati di Lottomatica. «Ma questa – dice Manganelli – è l’unica deroga, perché se la protesta è così forte vuol dire che abbiamo colto nel segno. Evidentemente i facinorosi sanno che non sfuggiranno ai controlli, sono consapevoli che la festa è finita».
Al fischio di inizio delle partite mancano poche ore, dunque si decide di esibire fermezza. Tocca al sottosegretario Alfredo Mantovano annunciare che «nella prima riunione del Consiglio dei ministri sarà approvato un decreto legge che ripristini la possibilità di effettuare arresti in flagranza differita», vale a dire anche ore dopo gli scontri effettuati in occasione delle partite. La norma era stata varata «a tempo» quando al Viminale c’era Giuseppe Pisanu ed è scaduta il 30 giugno scorso. I vertici delle forze dell’ordine la ritengono utile, ma è soprattutto sulla possibilità di concedere una tutela giuridica ai cosiddetti «steward» che Manganelli punta per avere «un controllo efficace all’interno dello stadio». Durante le partite potrebbero essere equiparati ai pubblici ufficiali in modo da avere anche gli stessi poteri di intervento. Sembra invece esclusa l’eventualità – caldeggiata da alcuni magistrati – di applicare il divieto di ingresso nelle strutture sportive a chi è stato condannato per reati gravi e specifici come la rapina, il traffico di droga oppure l’appartenenza ad organizzazioni criminali.
Fiorenza Sarzanini

 

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Commenti

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  1. Scritto da atalantino vero

    Ragazzi,siamo in migliaia contro trecento minorati mentali che quando vedono la macchina della polizia fuori casa vanno a piangere dalla mammina!!! SPARGETE LA VOCE,NN E’ MOLTO MA UNA COSA LA POSSIAMO FARE !!!!!!!!!! BOICOTTIAMO LA FESTA DELLA DEA !!!!!! SCRIVETELO DAPPERTUTTO e soprattutto spero che la stessa decisione la prenda la societa’:nessun tesserato atalantino alla festa !!!! Dobbiamo essere noi a tagliare fuori questa feccia NO FESTA DELLA DEA,NEANCHE 100 lire ai vigliacchi