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Popolare di Bergamo, utile in calo del 45%

Il primo semestre del 2010 per la Banca Popolare di Bergamo si è chiuso con un utile netto normalizzato di 54,8 milioni di euro.

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Il primo semestre del 2010 per la Banca Popolare di Bergamo si è chiuso con un utile netto normalizzato

di 54,8 milioni di euro, in contrazione del 45% rispetto ai 99,7 milioni di euro realizzati a fine giugno 2009. L’utile netto riclassificato – comprese le componenti non ricorrenti – è pari ad euro 50,4 milioni. I proventi operativi si sono attestati a 382,6 milioni di euro, con una flessione del 19,6% rispetto ai 476,1 milioni del medesimo periodo del 2009. Il basso livello dei tassi di interesse e la situazione dell’economia reale, hanno infatti compresso i profitti del semestre a livelli significativamente inferiori rispetto a quanto registrato nel primo semestre dello scorso anno. Nel dettaglio delle voci economiche, il margine di interesse, pari a 216,6 milioni di euro esprime una riduzione del 28,7% rispetto ai 303,8 milioni del giugno 2009 essenzialmente attribuibile alla dinamica dei tassi di mercato. Le commissioni nette, attestatesi a 153,7 milioni di euro, sono in flessione del 3,2% rispetto al primo semestre del 2009 (158,8 milioni di euro). Nel dettaglio il decremento registrato nelle commissioni su conti correnti (comprensive della commissione per messa a disposizione fondi e della commissione di massimo scoperto), e sul collocamento dei prodotti di leasing e factoring è stato parzialmente compensato dalla positiva dinamica delle commissioni da raccolta indiretta. Sul fronte interno continua l’attività di razionalizzazione dei costi amministrativi e delle spese del personale: attuato nello scorso gennaio il piano di ottimizzazione territoriale del gruppo UBI, che è proseguito nel giugno con la razionalizzazione della rete di sportelli sui territori di riferimento, consentendo così di conseguire importanti benefici in materia di contenimento dei costi di struttura. Ha infine completato il programma di interventi il varo di un piano di riduzione volontaria dell’organico per 86 unità. Gli oneri operativi (al netto del costo degli incentivi all’esodo del personale per 6,1 milioni di euro) sono pari a circa 244 milioni di euro ed evidenziano un calo dell’1,9% (- 5 milioni circa) rispetto ai 248,5 milioni di euro di fine primo semestre 2009. Nel dettaglio, le spese per il personale si sono attestate a 136,7 milioni di euro esprimendo una riduzione del 2,3% rispetto ai 139,8 milioni di euro del medesimo periodo del 2009. La componente relativa alla voce delle altre spese amministrative ammonta a 103,7 milioni di euro manifestando un risparmio del 2,3% rispetto a quanto rilevato fine giugno 2009. Il rapporto oneri operativi su proventi operativi (Cost/income) al netto delle componenti non ricorrenti descritte in precedenza si attesta al 63,7% (52,2% a fine giugno 2009), incremento dovuto essenzialmente alla significativa riduzione dei proventi operativi comparata ad una minor riduzione percentuale dei costi. Le rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti si sono ridotte rispetto al medesimo periodo del 2009, attestandosi a 46,5 milioni di euro (65 milioni al 30 giugno 2009), di cui 39,7 milioni di rettifiche analitiche su crediti non performing e 6,9 milioni di rettifiche collettive sui crediti in bonis. Il costo del credito si attesta allo 0,47% annualizzato, risultato inferiore rispetto a quanto registrato a giugno 2009 (0,64%). Non è mancato anche nel primo semestre 2010 il sostegno alle economie locali ed in particolare alle piccole e medie imprese ed è continuata la virtuosa collaborazione con le imprese, le Associazioni di Categoria e le Istituzioni Locali finalizzata alla definizione di soluzioni/prodotti idonei a supportare le strategie di investimento, di riorganizzazione e rilancio delle imprese. L’utile della operatività corrente al lordo delle imposte ed al netto delle voci non ricorrenti si è attestato a 93 milioni di euro, in contrazione del 42% rispetto ai 160,3 milioni di fine giugno 2009. Comprendendo le componenti non ricorrenti l’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte ammonta a circa 87 milioni di euro. Il periodo sconta infine un carico fiscale normalizzato previsto in 38,2 milioni di euro con un’incidenza percentuale sull’utile al lordo delle imposte del 41%, in crescita rispetto al 37,8% del giugno 2009, sostanzialmente a seguito della maggiore incidenza delle componenti di costo non deducibili ai fini dell’IRAP.

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