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L’omicida ora fa la vittima: “Sono stato aggredito” fotogallery video

"Sono stato aggredito. Ho sparato solo per difendermi". Cos?? ha risposto al gip Claudio Pinto, il carpentiere di 37 anni che domenica mattina a Rota Dentro ha ucciso Felice Mariani.

"Sono stato aggredito. Ho sparato solo per difendermi". Claudio Pinto, il carpentiere di 37 anni che domenica mattina a Rota Dentro ha ucciso Felice Mariani, pensionato di Melzo in villeggiatura in compagnia della sua convivente Giancarla Severgnini, anche davanti al giudice per le indagini preliminari Vittorio Masia (che ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere) ha ripetuto quello che aveva detto ad un vicina di casa a pistola ancora fumante. Nell’interrogato durato poco più di un’ora l’omicida si è dipinto come una vittima. "Mariani è entrato in casa mia minacciandomi con un coltello. Ho temuto il peggio ed ho sparato". A riprova della presunta aggressione il giovane ha indicato la ferita da arma da taglio riportata ad un polpaccio. Ed ha ricordato che un coltello è stato ritrovato tra le mani della vittima. A monte del tragico epilogo l’omicida ha raccontato di alcuni piccoli litigi, legati al rumore ed a disturbi a suo dire subiti ad opera della coppia milanese che soggiornava nell’appartamento posto sopra al suo. 
Il gip ha comunque contestato a Claudio Pinto l’omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi. E ne ha disposto la permanenza nel carcere di via Gleno. 
Sulla sua versione lavorerà più approfonditamente il pubblico ministero Letizia Ruggeri. Dal quel che è emerso finora, infatti, non pare molto convincente l’ipotesi dell’aggressione. Felice Mariani domenica scorsa stava lasciando Rota Dentro, frazione di Rota Imagna, per ritornare a Melzo dopo un paio di settimane di vacanza. Il diverbio è avvenuto sul pianerottolo mentre il pensionato si apprestava a portare le valigie in auto. Uno scenario un po’ improbabile per un tentativo di aggressione brandendo un coltello. Né pare che i rapporti tra la coppia milanese e il carpentiere di origini brindisini siano stati tali da giustificare una così violenta esplosione di rabbia. Pinto ha "abbattuto" Mariani con quattro colpi al torace della sua 38 Special acquistata solo un paio di giorni prima (con una licenza per "uso sportivo"). Poi avrebbe infierito con almeno un altro colpo (ma forse sono due) con il pensionato ormai esanime a terra. Nella sua furia irrefrenabile ha successivamente cercato di ferire anche la convivente della vittima. 
Possibile che banali discussioni di condominio possano provocare una simile reazione? O non è che la spiegazione possa ritrovarsi nella personalità dell’omicida? Un uomo che, a detta dei vicini, stava sempre barricato in casa con le tapparelle abbassate, che era diffidente con tutti, che dava segni di non essere perfettamente equilibrato. 
Resta anche da capire cosa abbia fatto negli ultimi mesi. Si sa che ha cambiato più volte casa, rimanendo sempre al riparo delle verdi montagne valdimagnine. Ma di cosa viveva, visto che non risulta aver avuto un lavoro stabile?     

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