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La dieta mediterranea sarà Patrimonio Unesco

L'Ue ha appoggiato la proposta del Governo spagnolo di far rientrare la dieta mediterranea tra i patrimoni Unesco.

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L’Ue ha appoggiato la proposta del Governo spagnolo di far rientrare la dieta mediterranea tra i patrimoni Unesco. La “raccomandazione” dovrà essere ratificata dal Comitato esecutivo della Convenzione sul patrimonio mondiale immateriale dell’Umanità che si riunirà a Nairobi dal 14 al 19 novembre
La dieta mediterranea entra a pieno titolo nel Patrimonio dell’umanità. Conclusione positiva, infatti, del dossier avviato dalla Spagna e dall’Italia nel 2007 e a cui hanno fatto seguito la adesioni di Grecia e Marocco. Forte la soddisfazione del presidente della Commagri dell’Europarlamento Paolo De Castro che in qualità di ministro nel 2007 aveva avviato la candidatura per l’Italia.
Successivamente nel 2008 l’ex ministro, divenuto senatore, aveva predisposto a prima firma una mozione parlamentare bipartisan sulla candidatura sottoscritta da oltre 100 senatori e approvata all’unanimità.
«Finalmente – ha dichiarato De Castro – si chiude un percorso lungo e difficile che garantisce una valorizzazione indispensabile sia nel percorso di crescita economica della nostra agricoltura sia in termini di tutela dei consumatori».
Come la laguna di Venezia, i trulli di Alberobello, il Machu Picchu, Notre Dame, la Statua della Libertà o la grande barriera corallina, anche la dieta mediterranea sta per entrare nella lista del patrimonio dell’umanità all’Unesco, per il valore storico che ha assunto questo modello alimentare negli stili di vita e per i benefici per la salute dimostrati scientificamente.
L’iniziativa del Governo Zapatero ha un valore straordinario per l’Italia che è il Paese simbolo di questo tipo di cucina e dove più radicata è la cultura alimentare fondata sui principi della dieta mediterranea con primati raggiunti nelle principali produzioni base come la frutta, verdura e pasta e il posto d’onore nella Ue per vino e olio di oliva, dietro rispettivamente alla Francia e alla Spagna.
La dieta mediterranea è infatti basata sul consumo di alimenti ricchi di fibre (cereali, legumi, frutta e verdura), di olio d’oliva e di pesce ed è unanimemente riconosciuta come dieta sana e nutriente, utile per contrastare l’invecchiamento cellulare e le malattie cardiovascolari.
Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani – sottolinea la Coldiretti – di conquistare il record della longevità (attribuito anche al maggior consumo di aglio) con una vita media di 77,2 anni per gli uomini e di 82,8 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea.

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