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Ganz: “Ho segnato dappertutto, non in azzurro Il motivo? Mio figlio Simone Andrea”

Alessandro Dell'Orto di "Libero" intervista l'ex bomber atalantino che spiega i motivi dell'esclusione di Sacchi dopo le due convocazioni guadagnate quando giocava con l'Atalanta.

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Alessandro Dell’Orto, inviato di "Libero" intervista l’ex bomber atalantino che spiega i motivi dell’esclusione di Sacchi dopo le due convocazioni guadagnate quando giocava con l’Atalanta e parla del figlio, giocatore bomber come il padre, della primavera del Milan.

Chissà se “el segnerà sempre lu”. Per ora lo sta facendo con i ragazzini e gol, gol, gol è arrivato fino alla Primavera del Milan. Il cognome, del resto, è una garanzia. Ganz. Il nome Andrea ha 17 anni (21 settembre 1993 e tenevi a mente questa data, poi scoprirete il perché) e lo stesso fiuto di papà Maurizio che ne ha 41 ed è stato un grande bomber di Samp, Brescia, Atalanta e soprattutto Inter e Milan.
Maurizio, da qualche giorno a Milanello si allena un nuovo Ganz. E dire che qualche anno fa sembrava che l’Inter…
“Mio figlio ha fatto una scelta di cuore da due stagioni. E’ tifosissimo del Milan e con gli Allievi rossoneri, lo scorso campionato, ha messo a segno 19 reti, e in più ne ha realizzate altre 13 nei tornei. Così ora l’hanno aggregato alla Primavera anche se ha due anni in meno degli altri”.
A un passo dal football vero.
“E’ un’esperienza importante. Anche io, da ragazzino, arrivai alla Primavera della Samp direttamente dagli Allievi. Giocavo con Pagliuca, Paganin, Del Piero, Gambero. Tutta gente del ’65 e ’66. E io sono del ’68.
Scusi, ha detto Del Piero?
“Stefano, fratello di Alex. Ogni tanto a vedere gli allenamenti portava il piccolo Pinturicchio. Chi si immaginava che sarebbe diventato un campione così…”
Allenatore di quella Primavera?
“Il primo anno Soncini. E poi Marcello Lippi”.
Lippi l’ex ct?
“Si capiva che sarebbe diventato un bravo tecnico. Anche se ai tempi si giocava solo a uomo”.
Torniamo a Simone Andrea. Nella Primavera del Milan lo allena Giovanni Stroppa.
“E’ stato mio compagno. Era un fenomeno con i piedi, adesso è un mister che fa giocare bene la squadra e cura soprattutto la fase offensiva. Ecco perché mio figlio può imparare molto”.
A proposito. Che caratteristiche ha il baby Ganz?
“E’ alto 1.75 e spero possa arrivare ad 1.82. Vede la porta, ma rispetto a me partecipa di più al gioco della squadra. E’destro. Fisicamente e tecnicamente è meglio di come ero io”.
Urca. A chi lo si può paragonare, tanto per fare un esempio? Forse Gilardino?
“Più a Borriello”.
E lei, Maurizio, che padre è? Ossessionato dalla carriera del figlio?
“No, l’ho allenato quando era più piccolo. Lo lascio tranquillo, ma gli do anche consigli”.
Il cognome pesa o lo aiuta?
“Pesa. Ma finora è sempre arrivato nelle squadre come Ganz e se ne è andato come Simone Andrea. Dimostrando sul campo di essere bravo. Spero possa fare la carriera che ho fatto io”.
Potrebbe fare addirittura meglio e non si offenda. Nel senso di Nazionale… Lei è stato convocato due volte ai tempi di Sacchi, ma non ha mai esordito. Prima chiamata: 24 marzo 1993, Italia-Malta 6-1.
“Sul 4-0 restavano due cambi disponibili. Si sono scaldati Chicco Evani e Marchegiani ed è entrato solo il portiere. Lasciamo perdere…”
Seconda chiamata: 22 settembre 1993, Estonia-Italia 0-3.
“Il giorno prima siamo in ritiro a Coverciano. Alle 4 di notte chiama mia moglie dall’ospedale: “Maurizio, sto per partorire, ci siamo”. Decido di raggiungerla. Mancini, mio compagno di camera, prova a fermarmi: “Ma no, aspetta. Dormici su e domani ci penserai. Vedrai che andrà tutto bene”. Niente da fare”.
Lascia il ritiro?
“Sveglio il massaggiatore Bozzetti, gli dico che sto partendo per andare da mia moglie. Di avvisare il ct Sacchi”.
E va?
“Chiamo un taxi, in due ore sono a Genova. Arrivo in tempo per assistere alla nascita di Simone Andrea. Emozione unica. Poi, sempre in taxi, mi faccio portare all’aeroporto di Pisa dove sta partendo il charter della Nazionale per Tallin”.
Ce la fa?
“Arrivo alle 11.30, mezzora prima del decollo. Salgo sull’aereo e tutta la squadra mi applaude. Quasi tutta…”
Il giorno dopo l’Italia vince 3-0 ma nemmeno questa volta lei esordisce. E sarà anche la sua ultima convocazione in azzurro.
“Ho pagato la scelta di lasciare il ritiro senza avvisare Sacchi. Ma rifarei la stessa cosa mille volte: non baratto l’emozione di veder nascere un figlio con la Nazionale”.
E se Simone Andrea un giorno esordisse in maglia azzurra?
“Sarei felice come se fossi io a giocare. In un certo senso mi restituirebbe la Nazionale che ho perso per lui”.

(di Alessandro Dell’Orto, "Libero")

 

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Commenti

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  1. Scritto da Terrone

    Grande Ganz…..piccolo sacchi che non gli regalò l’esordio per la nascita del figlio causa fuga…. sul 3 a 0 a malta!!!

  2. Scritto da G.M. DEA 1907

    Per Beppe bertoldo
    Grande Maurizio,esempio di lealtà sportiva. In ogni squadra ha lasciato il segno ,non solo con i Gol ma come uomo. Sciaquati la bocca prima di nominare il suo nome.

  3. Scritto da stefano

    concordo con @2
    ganz bravissimo giocatore ma anche persona limpida come dimostra l’episodio raccontato relativo alla nazionale.

  4. Scritto da beppebertoldo

    …@stefano..e@g.m. dea 1907….prima di scrivere idiozie…studiate il significato delle parole che usate!!!!!”lealtà sportiva”….”persona limpida”….come si possono utilizzare simili espressioni per uno che gioca nella padania….e spera nella nazionale italiana per il figlio??????

  5. Scritto da antonio F.d.l.

    Ragazzi prendete esempio da un calciatore con la C maiuscola. Lealtà, rispetto dell’avversario e dei tifosi, atleta vero come pochi. A tutti i tifosi delle squadre dove ha militato ha regalato solo gioie.
    Grazie Maurizio, sarebbe bello che qualcuno organizzasse una partita in tuo onore.

  6. Scritto da beppebertoldo

    …MA IL GANZ, NON E’ IL CENTRAVANTI DELLA PADANIA?????COME MAI PER IL FIGLIO SPERA NELLA NAZIONALE ITALIANA???????