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Ha diretto la Stabile, vince premio a Erice

Damiana Natali, direttrice d'orchestra, a Erice ha vinto la "Venere d'argento 2010" dopo essersi diplomata in composizione a Bergamo e aver diretto la Stabile.

 Su "Nuovasocietà" Alessandro De Bartolomeo intervista Damiana Natali, direttrice d’orchestra che a Erice ha vinto la "Venere d’argento 2010" dopo essersi diplomata in composizione a Bergamo e aver diretto l’Orchestra Stabile della città del Donizetti.

La rassegna Venere d’Argento 2010, premio internazionale a personaggi che si sono contraddistinti in vari ambiti e in corso di svolgimento ad Erice, comune a 756 metri sul livello del mare in provincia di Trapani, ha incoronato la prima vincitrice: si tratta del Maestro Damiana Natali che nella splendida cornice della Chiesa di San Martino ha ricevuto dalle mani della presentatrice Vanessa Galipoli, e dal Sindaco della Città Giacomo Tranchida il premio, raffigurante la testa della dea Venere.
La consegna del Premio, tornato ad essere assegnato nella cittadina siciliana dopo un periodo di oblio, è stata effettuata in una chiesa gremita di pubblico in occasione del concerto con musiche di Mozart e Vivaldi diretto dal maestro Natali ed impreziosito dal violino di Grazia Raimondi.
Cresciuta in un piccolo paese del Piemonte, vicino ai Laghi Maggiore e Orta, Damiana Natali ha incominciato gli studi pianistici da bambina e dopo la maturità classica ha conseguito il Diploma di Pianoforte (Conservatorio “G. Verdi” di Torino, quale allieva di Maria Gachet), e il Diploma di Composizione (“Gaetano Donizetti” di Bergamo). Ha studiato Direzione d’Orchestra (Accademia Superiore di Musica di Pescara con Donato Renzetti ) e Direzione di Coro (Conservatorio “G. Verdi” di Milano). Come direttore d’orchestra ha lavorato con L’Orchestra Stabile di Bergamo, la Sinfonica del Teatro Coccia di Novara, la Filarmonica di Milano, la Cantelli di Milano. Ha collaborato anche con Rai e Mediaset, oltre ad essere direttore artistico del Festival Internazionale Estate in Musica lago d’Orta, e direttore musicale dell’orchestra Ars Armonica.
In questa edizione del premio internazionale il maestro Natali aveva già diretto l’ouverture dello scorso 27 Giugno che anche in quella occasione aveva riscontrato notevole gradimento da parte del pubblico. Abbiamo raggiunto il maestro durante una pausa dei suoi innumerevoli impegni per porle qualche domanda.
Quali ostacoli oggi in Italia per chi vuole intraprendere la carriera di direttrice d’orchestra?
“Molti sono gli ostacoli – ha risposto il Maestro – che pone la direzione d’orchestra nei teatri italiani, alcuni di questi accomunano sul podio maschi e femmine, altri direi nello specifico al "femminile" riguardano la mancanza di fiducia da parte dei direttori artistici e dei musicisti dell’orchestra nelle capacità gestionali delle donne. Il dirigere è visto come un mestiere di "potere", per questo non adatto alle donne.”
Ritiene a parità di bravura che ci siano ancora oggi pregiudizi o preconcetti riguardo alla figura di direttrice d’orchestra, in un settore tradizionalmente maschile?
“I preconcetti ci sono ma il problema non spaventa, anzi incoraggia ad andare avanti, se nella vita si è scelto questo mestiere: alla fine professionalità, studio e competenze risultano vincenti, oltre naturalmente le qualità personali. In realtà uomini e donne fanno lo stesso percorso formativo, molte ore di studio e di preparazione: nel mio caso, come in quello di tanti altri direttori, lo studio musicale è quello intrapreso da bambini e mai smesso, il diploma di pianoforte, di composizione e molti perfezionamenti e concerti. Nonostante questo certo, le confermo che ci sono evidenti discriminazioni, forse come in nessun altra professione.”
Quanto di Damiana Natali donna c’è nel suo modo di dirigere?
“Il pubblico apprezza molto la mia direzione, penso perché più comunicativa, istintiva, emotiva, estrosa, questa è la parte femminile. La lascio con una battuta da rivista: dirigere è un lavoro pesante emotivamente, certo, ma in fondo molto femminile: reggere la bacchetta pesa poco e non richiede particolari muscoli, se non quelli di un bel cervello!”
Alessandro De Bartolomeo

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