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Napolitano frena le ipotesi sul voto

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano frena le spinte, "sbrigative" e "strumentali", che puntano al ricorso anticipato delle urne

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano frena le spinte, "sbrigative" e "strumentali", che puntano al ricorso anticipato delle urne. In un’intervista a L’Unità, il capo dello Stato mette infatti tutti in guardia dai molti, troppi pericoli che "un vuoto politico e un durissimo scontro elettorale" portano con sé. E allora questo, anche in considerazione dei primi incoraggianti segnali di ripresa economica, "é il momento di abbassare i toni, di compiere uno sforzo di responsabile ponderazione tra le esigenze della chiarezza politica e quelle della continuità della vita istituzionale". Perché se è vero che quello che si é aperto nella maggioranza è "un conflitto serio", non bisogna mai perdere di vista, secondo il Capo dello Stato, l’obiettivo principale della politica che è quello di guardare "al paese che ha bisogno di risposte ai propri problemi anziché di rese dei conti e di annunci minacciosi nell’arena politica cui non consegua alcuna prospettiva generatrice di fiducia".

Una fiducia invece necessaria per cogliere e intervenire fattivamente – con "azioni di governo adeguate e coerenti" – su quei "segni recenti, positivi e incoraggianti di ripresa produttiva, di ritorno alla crescita" pur in quadro mondiale che resta critico. Non lavorare a "consolidare e a rafforzare" questi segnali sarebbe dunque irresponsabile. E da qui giunge la forte "inquietudine" che Napolitano consegna all’Unità per quanto ha visto nelle vicende politiche durante il suo breve riposo a Stromboli. A preoccuparlo sono soprattutto le "implicazioni istituzionali" che derivano, "ancora una volta", da "un clima di polemiche e contrapposizioni esasperate sul piano politico" che diffondono anche "un senso di grave precarietà e incertezza per quel che può accadere sul piano della governabilita". Oltre a questo Napolitano dice anche "basta" alla campagna dei veleni che vede come obiettivo principale il presidente della Camera, Gianfranco Fini. E lo dice senza mezzi termini: "Ho sempre ritenuto – sottolinea – che nessun contrasto politico debba investire impropriamente la vita delle istituzioni. Perciò è ora che cessi una campagna gravemente destabilizzante sul piano istituzionale qual è quella volta a delegittimare il presidente di un ramo del Parlamento e la stessa funzione essenziale che egli è chiamato ad assolvere per la continuità dell’attività legislativa". Una continuità, questa, che come quella della vita delle istituzioni, non può e non deve essere messa in discussione.

E "sarebbe bene che esponenti politici di qualsiasi parte non dessero indicazioni" sul ricorso o meno al voto anticipato "senza averne titolo e in modo sbrigativo e strumentale", ribadisce Napolitano ricordando a quanti in questi giorni lo hanno chiamato in causa che "le mie responsabilità istituzionali entreranno in gioco solo quando risultasse in Parlamento che la maggioranza si è dissolta e quindi si aprisse una crisi di Governo. Compirò in tal caso tutti i passi – conclude – che la Costituzione e la prassi ad essa ispiratasi chiaramente dettano".

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