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“La buona novella”, De Andrè e la musica dell’Orchestra Apocrifa

La Piccola Orchestra Apocrifa di Giorgio Condini si esibirà giovedì 12 agosto nella chiesa parrocchiale in un concerto che ripropone il famoso album di Fabrizio De Andrè.

Fabrizio d’Andrè è il loro punto di riferimento, il suo repertorio è il filo conduttore della loro musica. La Piccola Orchestra Apocrifa di Giorgio Condini, che sarà a Valbondione alle 21 nella chiesa parrocchiale, giovedì 12 agosto (ingresso libero) offre uno spaccato della produzione del cantautore genovese in modo originale. Molti artisti negli ultimi tempi si sono cimentati nella riproposta del repertorio di De Andrè ma la produzione della Piccola orchestra Apocrifa di Giorgio Cordini, che giovedì 12 agosto si esibirà ne “La buona novella di Fabrizio De Andrè, si distingue per la raffinatezza e un modo tutto originale di proporre i brani dell’artista: il loro però non è un tributo a Fabrizio De Andrè.
"La buona novella" nel concerto della “Piccola Orchestra Apocrifa di Giorgio Cordini” è una rivisitazione per quartetto d’archi, chitarra, bouzouki, percussioni, voce e cori del famoso concept album di Fabrizio De André.  Alla chitarra e bouzouki si esibirà Giorgio Condini, alla viola Michele Gazich, al violino Stefano Zeni, al violoncello Daniele Savoldi, al flauto Enzo Santoro, alle percussioni Gaspare Bonafede, ai cori Denise Pisoni e Maria Cordini mentre la voce sarà di Alessandro Adami.
A scrivere gli arrangiamenti e a curare la produzione artistica dello spettacolo è Giorgio Cordini, chitarrista che per otto anni, tra la fine del 1990 e il 1998, ha suonato con il cantautore scomparso. Dopo una serie di lavori discografici, comunque improntati al tema della canzone d’autore (“CHITARRE D’AUTORE” 2000 e “DISARMATI” 2002), il ricordo di Fabrizio De Andrè lo ha spinto a dedicarsi a questo importante progetto, che vede la luce dopo un anno di impegno e dedizione.
Il concerto – quasi due ore di musica – prevede nella prima parte l’esecuzione senza interruzioni di tutti i brani de “La Buona Novella” nella stessa sequenza dell’album di Fabrizio De Andrè. Gli arrangiamenti, pur introducendo alcune variazioni e brevi intermezzi di collegamento delle canzoni tra loro, sono stati realizzati con il massimo rispetto per la stesura originale. E’ stata effettuata una ricerca di sonorità più moderne con l’accostamento di strumenti etnici come il bouzouki e l’hang alla formazione classica del quartetto d’archi, mentre la voce solista evoca per espressività e profondità quella di Fabrizio De André.
Nella seconda parte del concerto vengono eseguite invece alcune tra le canzoni più conosciute (Il Pescatore, Volta la carta, La guerra di Piero…) ed altre raramente eseguite in pubblico e adatte all’organico della Piccola Orchestra Apocrifa (Preghiera in Gennaio, Recitativo). Apre questa seconda parte “Si faceva chiamare Gesù”, una canzone che, nonostante sia stata composta in precedenza, ben si collega come tema e ambientazione musicale alla Buona Novella.

Commenti

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  1. Scritto da B.d.B.

    Il buon De Andrè osannato in parrocchia, ma……….