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Ex Upim, polemica Comune-Pdl “A fa negot sa sbaglia mai”

L'assessore alla Cultura Daniela Ciocca replica punto su punto alle critiche della coordinatrice di Forza Italia. "Con noi sull'edificio dell'ex Upim ?? cambiata la musica"

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Egr. Direttore,

la lettera inviata da Pinuccia Prandina a nome del PdL trevigliese, di cui è fiduciaria coordinatrice, mi ha lasciata senza parole parlate, ma me ne ha fatte venire molte di scritte. Chiedo scusa, ma per mettere ordine nel groviglio che è riuscita a fare dovrò metterci un po’. Vado per punti per antica abitudine.

(nella foto il precedente progetto, ribattezzato "Armadillo", ma abbandonato su indicazione della Sovrintendenza, ndr)

Premessa: sulla sciagurata (così la definisce) vendita delle farmacie comunali, si metta d’accordo con il capogruppo PdL avv. Pignatelli e con il consigliere PdL, ex Forza Italia, Giancarlo Fumagalli, che in Consiglio comunale hanno dichiarato di non avere pregiudiziali ideologiche circa la vendita delle farmacie (il PdL non è mica liberista per niente): solo non sono d’accordo sull’uso dei proventi. E propongono, come lei, la vendita dell’ex Upim. Cosa su cui torneremo.
Esordio. Esordisce Prandina con una filippica in cui addossa a questa Amministrazione comunale tutto quanto successo in sedici anni, dimenticandosi però che questa Amministrazione governa da quattro. E’ vero che la storia dell’immobile ex Upim è lunga come la fame (costruito anche sulle ceneri del Teatro Sociale, venduto dalla allora Amministrazione comunale DC nel 1968), acquistato dal sindaco Minuti con un colpo d’ala, addormentato da un concorso all’altro per anni e anni nel sonno di amministrazioni e di opposizioni. Che hanno anche governato dal 2001 al 2006 – lo ricorderai Pinuccia Prandina, che sei stata anche assessore –, non facendo per l’ex Upim un bel tubo di niente. Non vi ha crocifissi nessuno. Fedeli al detto “a fa nigòt sa sbaglia mai”, vi è andata liscia, però ci avete lasciato un bel nigòt.
Evviva la differenza. Con noi è cambiata la suonata: perché abbiamo messo in bilancio i finanziamenti necessari per realizzare l’opera. Perché ad oggi non solo abbiamo il progetto preliminare (già depositato) che ha passato il vaglio della Sovrintendenza, e sta passando quello dei Vigili del Fuoco, dell’Asl ecc., ma entro breve avremo anche il progetto esecutivo: l’anticamera della realizzazione. E, se tutto procederà bene con il reperimento fondi, andremo a gara per l’appalto. Cosa che non ha mai fatto nessuna amministrazione prima della nostra. Tante discussioni, tante belle commissioni, tante belle mostre di progetti, ma poi, ciao Pèp.
C’è salotto e salotto L’ex Upim, nonostante le sue condizioni, in questi anni ha svolto un ruolo centrale nella vita culturale e sociale della città. Noi questo ruolo lo vogliamo mantenere. Per questo abbiamo tolto di mezzo l’ipotesi della vendita a privati, anche con parti convenzionate: i milioni di euro già spesi dalle passate amministrazioni rendono la proposta assolutamente svantaggiosa per la città. “Solo il privato può ridare, in breve tempo, vivacità al nostro centro storico trasformando una brutta piazza nel salotto della città ecc. ecc.”, scrivi. Ma, coordinatrice, dove vivi? Se anche oggi, pur in queste condizioni, la piazza è viva e piena, lo si deve a tre fattori: la ottima scelta dei commercianti di incrementare le aperture estive dei negozi, il bilancio comunale che sostiene (brutalmente, paga) tutte o quasi le manifestazioni che vi sono organizzate e il lavoro di programmazione e organizzazione dell’Ufficio Cultura e della squadra di allestimento di Franco D’Adda!
Investire nella cultura e nella socialità E veniamo alle ultime due chicche: i costi di gestione. Tra i punti forti del progetto (come richiesto dal bando ex Upim) ci sono il risparmio energetico, l’uso di energie rinnovabili, l’abbattimento dei costi di gestione (quelli che rendono salatissimo il conto annuale del PalaFacchetti, tanto per fare un esempio). Dove sarebbe il rischio di alti costi di gestione? Cosa c’entra poi la ‘gabbia’ dei Padiglioni a vetro del mercato “non freschi d’estate e non caldi d’inverno”? Formigoni ha fatto tirare su un grattacielo di non so quanti piani tutto cristallo per la nuova galattica sede della Regione! I progettisti in questo nuovo secolo e millennio sapranno bene quello che fanno. Non sarebbe più semplice pensare che nel frattempo la tecnologia ha fatto colossali passi avanti?
Seconda chicca: l’ex Upim sarebbe il doppione dell’attuale Centro civico e non ne vale la pena per lo “sparuto numero di fruitori del servizio”. La primavera scorsa l’Ufficio Cultura ha organizzato un convegno sulle nuove funzioni e sulla nuova organizzazione dei servizi culturali (che sono un po’ di più della biblioteca – Prandina, già assessore alla Cultura, dovrebbe saperlo bene). Con i migliori esperti nazionali in circolazione. Pieno di funzionari comunali. Aperto a tutte le forze politiche e agli amministratori, attuali e in pectore, tutti regolarmente invitati. Non si è visto nessuno o quasi, come si vedono sempre esigui lacerti di personale politico ai diversi appuntamenti che hanno a che fare con cultura e socialità. Poi per forza non si riesce a capire. E’ inutile continuare a fare le Officine e i Cantieri delle idee (a destra come a sinistra) se poi le Officine e Cantieri servono per fare e disfare le alleanze e per distillare le alchimie politiche, ma le idee frequentano altri posti.
Il Ministero manda in onda da tempo uno spot invitando alla cultura, che è “cibo per la mente”: perché i trevigliesi dovrebbe stare a dieta? Noi pensiamo ai cittadini comuni: loro sì che sono un investimento, come dimostrano le esperienze di città grandi e piccole che hanno fatto il salto di qualità creando gli spazi per quella parte della vita (ed è tanta e tanto importante) in cui si scopre che – come camminare e parlare – è bello e naturale vedersi, leggere, ascoltare, discutere di quel che si è letto o visto, anche studiare, navigare in rete, organizzare visite, guardare mostre, fare la spesa di cibo (nello spazio mercato, anch’esso previsto) e fare l’altra spesa, quella per il benessere e per il tempo libero, quella per l’incontro, quella per lo stare insieme in un ambiente in cui viene naturale e facile entrare come a casa propria. Senza essere studenti o professori, colti o letterati, intellettuali o ricercatori, appassionati o voraci lettori. Senza essere intimiditi dalla struttura. E’ un altro concetto di spazio culturale e sociale. Uno spazio che si apre ad utenti che oggi non sono tali. Sono questi che cerchiamo soprattutto: ovunque si è scoperto che l’utenza teorica è vastissima e che la si può intercettare. E’ la gente che rende vitali gli spazi, non solo i clienti e i consumatori.
Chiudo qui: l’ex Upim non è solo questo. Le destinazioni dell’opera ristrutturata sono chiare, dichiarate e rese pubbliche da tempo. Ignorarle, non conoscerle, non è un delitto, ma non è un diritto far finta che non ci siano. Ma una volta la politica del fare non era apprezzata? O non va bene solo se a fare siamo noi? La ristrutturazione dell’ex Upim è uno dei punti del nostro programma elettorale: continuate a fare le pulci sulle cose che non riusciremo a fare (i neofiti fanno programmi sempre un po’ troppo ambiziosi) e poi non vi va bene quando ne realizziamo un punto fondamentale? L’ex Upim è dei trevigliesi e tale deve rimanere, se è possibile che lo sia. Questo abbiamo promesso e questo stiamo cercando di fare.
Del dietrofront e di altre curiosità linguistiche. La precedente copertura dello stabile ex Upim non andava bene perché i costi di manutenzione della struttura in legno (l’avete detto voi) vi preoccupavano? Perché la Sovrintendenza aveva dubbi sull’impatto con l’intorno? Bene, adesso la copertura in legno (l’armadillo) non c’è più e, ottemperando alle prescrizioni della Sovrintendenza, anche lo skyline è salvo. Da quando si chiama dietrofront adeguare il progetto alle prescrizioni degli enti superiori, deputati e titolati a farlo?
Ho capito che il vocabolario è uno strumento per linguisti e non per linguastri, ma il mondo della politica tradizionalmente inteso dovrebbe ricominciare a dare alle cose il loro nome e tenere separati i giudizi. Sennò perché la stessa cosa (vendita delle farmacie) se la facciamo noi si chiama “vendita sciagurata” e se la fa (come l’ha fatta) un’amministrazione di centro destra (basta fare solo qualche chilometro) si chiama invece “alienazione per investimenti”? Dimostrata con tanto di conteggi per spiegare che è molto più conveniente di un mutuo?
Glielo spiegate voi ai trevigliesi che – oltre all’Upim, che è ormai inagibile e che ha lasciato orfani di spazio tantissime iniziative di tantissimi trevigliesi -, senza alienazioni non verrà ampliato il Centro Diurno per anziani, le case comunali di via XX settembre non verranno ristrutturate, il traffico di viale Col di Lana e Largo Vittorio Emanuele continuerà a soffocare la città, non sarà completata la ciclabile per Brignano, eccetera, eccetera?

Daniela Ciocca
Assessore alla Cultura
Comune di Treviglio

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Commenti

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  1. Scritto da de che del Sere

    Per 10 trevigliese, siamo obiettivi, l’ex sindaco Minuti non fa parte del PDL e della LN , ma al ballottaggio delle ultime elezioni amministrative non si è schirato con la Borghi ma con il candidato del centro destra ,se ben ricordo.

  2. Scritto da Santa Barbara

    @16
    Il candidato di centrodestra dell’ultima volta era ZORDAN uomo di centrosinistra!
    Ecco perchè hanno perso, ecco perchè è nata Treviglio Libera, ecco perchè Mangano che lo sosteneva non può essere candidato Sindaco….

  3. Scritto da de che del Sere

    Per Santa Barbara, così mi conferma che Minuti ha appoggiato il candidato sostenuto dal centrodestra ( Zordan ) che ha poi perso con la Borghi.Che poi Zordan non sia di centrodestra è un problema dei partiti di centrodestra di Treviglio che lo hanno sostenuto l’ultima volta. Per mia fortuna non voto a Treviglio ma Minuti stava inequivocabilmente con il centrodestra appoggiano Zordan.

  4. Scritto da tre numero perfetto

    x 18-Minuti, ex monarchico, poi socialista, poi sindaco con l’appoggio della Dc, poi sindaco con l’appoggio del centrosinistra, nel 2006 si candida con propria lista, al ballottaggio si schiera con Zordan (parente alla lontana di Zorro) ex Dc, poi Margherito, poi candidato del Pdl, nel 2006, dopo varie giravolte viene trombato, assieme a lui anche Minuti. Minuti, Zordan, Borghi rappresentano la “continuità” di una politica amministrativa voluta dai poteri forti trevigliesi Chiesa, Banca, Loggia

  5. Scritto da una trevigliese doc

    La Ciocca come sempre è volgare nelle risposte sia scritte che verbali. Concordo con il post precedente quanto si dice “ma quando mai l’ex Upim è stato un punto di riferimento della cultura trevigliese.
    Se non ci fossero i commercianti il centro sarebbe morto.
    E proprio nel bel mezzo dei “mercoledì di shopping” il nostro Comune decide di chiudere la piazza…. Splendida trovata…. complimenti per il tempismo…

  6. Scritto da www.cafenero.ilcannocchiale.it

    Ciocca colpisce la Prandina per dargli una visibilità e un importanza che non ha e frammentare più di quanto non sia già il PDL rendendo quindi difficile la candidatuta di Pignatelli o di Mangano . Perchè la Prandina tradita forse da un ego esagerato e forse assecondata dal suo cooptatore Saffiotti, magari crede davvero di poter aspirare alla poltrona.
    Mossa astuta.

  7. Scritto da Rolando

    Diciamocela tutta , la destra trevigliese ha fornito e fornisce un’immagine deprimente , la Lega pure peggio. Ho apprezzato la compostezza e concretezza con cui lavora l’attuale amministrazione. Meno male che a treviglio c’è ancora gente e in grado di esprimere scelte di buonensoche da un valore alla serietà.

  8. Scritto da Piffero

    Mi scusi “trevigliese doc” (11) , sta parlando del “mercoledì di shopping” della settimana più vuota dell’anno ? Quando li avrebbero dovuti fare i lavori, a Natale ?
    Ma si rende conto che non fate altro che aggrapparvi al nulla magari litigando tra di voi pure su quello ? Che la Borghi resti in buona salute.

  9. Scritto da Lapalisse

    @11 – “Se non ci fossero i commercianti il centro sarebbe morto” .
    Ma va là ? Chi l’avrebbe mai detto ! Nelle altre città invece…… vada avanti lei.
    Ma davvero non ha altri argomenti ?
    “la Ciocca come sempre è volgare” ? Dov’è il problema ? La mandi a lezione d’eleganza da quelle virtuose di fioretto linguistico di cui sono ricche la destra e la lega trevigliese (!!??).

  10. Scritto da rieccolo

    e l’assessore ha perfettamente ragione, ma non so quali saranno ir isultati l’anno prossimo…

  11. Scritto da Roberta_1966

    Ottima risposta, chiara e circostanziata su tutti i punti.
    Cara Pinuccia Prandina, leggi e impara a memoria la lezione.

  12. Scritto da Franco Risica

    Brava Ciocca!
    Prandina continua a stendere i panni e a fare la massai, la politica lasciala a Mangano, Pignatelli e Fumagalli, visto che tu non riesci a combinare nulla…..

  13. Scritto da dino

    PRANDINA PRANDINAA PRANDINAAA PRANDINAAAAAAAAAAAAAA
    Leggi taci e porta a casa ,i trevigliesi sono stufi delle vostre balle e beghe,i FATTI CONTANO.

  14. Scritto da Il saggio

    Lo spiritoso che invita la Prandina a fare la massaia deve essere proprio povero di idee se è il massimo della elaborazione culturale che riesce ad esprimere. Purtroppo oggi la battaglia politica a questo è ridotta. Con gente che ha come soli argomenti il dileggio personale. pensa così di riempire una scatola cranica altrimenti desolatamente vuota. A destra come a sinistra. Mala tempora currunt.

  15. Scritto da marco di treviglio

    il tono saccente e sagrbato della risposta dell’assessore fa pensare che le argomentazioni della segretaria del pdl, signora prandina, hanno colto nel segno!!

  16. Scritto da uno di destra di treviglio

    brava prandina, va avanti cosi’,perche’ da quando lo dirigi tu il a treviglio, il pdl ha cominciato finalmente a esistere e noi non ci sentiamo piu’ orfani! la ciocca, invece di essere sarcastica e stizzita al punto di diventare scortese, dovrebbe riflettere sulle tue osservazioni.. va avanti cosi’!!

  17. Scritto da Franco Risica

    @7
    “Il PdL a Treviglio da quando ci sei tu finalmente esiste”?
    Ma dove, se questo è il primo comunicato dopo 8 mesi di Sua gestione.
    La realtà è che la Prandina non conta nulla, gli unici politici (che possono anche non essere simpatici) del centrodestra sono Mangano e Pignatelli. la Prandina annaspa e cerca di far qualcosa.
    Se non c’era Saffioti che la nominava…..
    Spero solo che Pignatelli faccia il candidato sindaco, Mangano il vice Sindaco e finalmente Treviglio sarà ben governata!

  18. Scritto da un trevigliese

    premessa: non ho mai votato il pdl, ma lettere come questa mi fanno riflettere se non sia il caso di farlo.
    La lettera della Ciocca maschera, dietro un’orgia di parole, una completa mancanza di percezione della realtà.
    L’ex-upim ha svolto un ruolo centrale nella vita culturale? Davvero?? Scusi ma non ce ne siamo accorti.
    Sappiamo invece che è costato a NOI contribuenti un sacco di euri.
    E che un sacco di euri andranno per rimetterlo a posto. E che le farmacie producono reddito…

  19. Scritto da un trevigliese

    se questa è la politica del fare, l’è méi fà nigot! Almeno si risparmia!
    Per quanto riguarda il fatto che l’ex-upim non l’ha voluto questa giunta beh, qui siamo alla presa in giro. Minuti, che l’ha fortissimiamente voluto, non mi sembra faccia parte né della Lega né del pdl.
    Prendersi le responsabilità è il primo segno di serietà
    Meno parole e più concretezza!