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Cucinare gatti su mangiagatti.com

Dopo la vicenda Beppe Bigazzi, altra puntata della polemica sul cucinare gatti. L'Aidaa: "Chiediamo l'immediata chiusura del sito".

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Tagliatelle al sugo di gatto, gatto in agrodolce e crostini di gatto. Queste alcune delle scioccanti ricette pubblicate sul sito Mangiagatti.com, di cui l’Aidaa (Associazione italiana animali e ambiente) ha chiesto l’oscuramento. L’associazione ha inoltrato la segnalazione alla Polizia postale di Milano e alla Procura della Repubblica. «Abbiamo chiesto l’immediata chiusura del sito – si legge in una nota – che inneggia a uccidere e cucinare gatti, dando pure le ricette».
Il sito in questione tratta il tema dell’uccisione degli animali per scopi alimentari e pone l’interrogativo etico sulla differenza tra l’uccisione per motivi alimentari di animali d’affezione come, ad esempio, il coniglio o il cavallo, e un gatto. Si trova anche una pagina dedidcata alla legislazione in materia di animali.
«Bianca, magra, tenera, gustosa, la carne di gatto va consumata soprattutto d’inverno. Per essere buoni da mangiare la loro età deve essere compresa fra tre mesi e un anno». Queste alcune delle agghiaccianti informazioni pubblicate sul portale. A queste seguono dettagliate indicazioni su come preparare la carne: «Prima di passare all’esecuzione della ricetta scelta, tenere a bagno il gatto per mezz’ora in una soluzione composta da un litro e mezzo d’acqua e un bicchiere d’aceto. Le erbe più adatte per insaporirlo sono il rosmarino, la salvia, l’alloro, il timo, il finocchio selvatico, il basilico». E ancora: «La carne del gatto è un po’ acquosa, quindi farla saltare alcuni minuti in padella per asciugarla. I tempi di cottura sono di circa 30-45 minuti, a seconda dell’età dell’animale».
«È una vergogna – dichiara Lorenzo Croce, presidente dell’Aidaa – che esista ancora gente che pubblicizzi ed inneggi all’uccisione dei gatti a scopo culinario. Noi abbiamo chiesto l’immediato oscuramento del sito, ma non ci basta. Vogliamo che i responsabili vengano presi e puniti con il massimo della pena». La sezione dedicata ai commenti è stata presa d’assalto da decine e decine di persone indignate. Tutti si pongono lo stesso interrogativo: si tratta di una provocazione di cattivo gusto o di reali estimatori della carne di gatto?

(da lastampa.it)
 

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