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“Non si combattono così traffico e smog”

Il consigliere comunale indipendente dei Verdi critica la politica della mobilità del Comune di Bergamo.

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Bergamo, in compagnia del Comune di Cusano Milanino, ha questo primato in Europa: è la prima ed unica città che cancella una (anzi due) piste ciclabili. L’assessore Ceci si arrampica sugli specchi, proponendo ragioni di carattere tecnico che spiegherebbero il “sacrificio” di alcune piste ciclabili. Appare però evidente che il crescente problema del traffico in città (a questo proposito: giugno è stato un mese terribile per i Bergamaschi), e il relativo dramma dell’inquinamento atmosferico non si risolve con provvedimenti “tecnici”, ma con una politica di mobilità sostenibile. L’obiettivo dovrebbe essere quello di incentivare l’uso dei mezzi pubblici e delle biciclette in sostituzione delle automobili private. Gli strumenti sono conosciuti: piste ciclabili, zone a traffico limitato, corsie preferenziali per i mezzi pubblici, parcheggi interscambio coordinati con le linee dei mezzi. Si sta andando nella direzione opposta. Purtroppo Ceci e la maggioranza di centrodestra non capiscono che la mobilità sostenibile è un’opportunità straordinaria per coniugare necessità e libertà nel trasporto cittadino. Si tratta di una necessità: la collocazione geografica di Bergamo rende strutturalmente molto elevato il livello di polveri sottili in città. Di fronte a questa “impasse”, la risposta in termini di politiche della mobilità dovrebbe essere più forte e non più debole. Si tratta, inoltre, di una possibilità di libertà: l’attraversamento delle città mediante altri mezzi rende la qualità della vita migliore e favorisce lo scambio sociale e commerciale. Chiunque abbia visitato le città europee dove si fa un uso massiccio delle biciclette ha avvertito la sensazione di maggiore libertà.

Pietro Vertova,
consigliere comunale indipendente nei Verdi

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Commenti

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  1. Scritto da orazio coclite

    Ma se in cinque anni sono riusciti a fare due mezze piste ciclabili sui marciapiedi cosa vuole insegnare questo scansafatiche ?
    Ah già ad aiutare anche il Paci Paciana a ristrutturare la sede con 800000 mila Euro. O No?

  2. Scritto da orazio coclite

    errat corrige sono 800000 e non 800000 mila.Davvero troppi!
    Chiedo scusa.

  3. Scritto da gio

    meno bolsi ; andate in moto !

  4. Scritto da L.P.N.E

    @GIANNI: TIPO QUALI? Dobbiamo smetterla di ragionare rimanendo dell’idea che tutto si deve scontrare con il volume di traffico così come è. Il traffico VA’ RIDOTTO in ogni modo così che corsie preferenziali per bus o ciclabili trovino l’allocazione che meritano anche sulle grandi direttrici interne e non essere delle entità paracadutate in una situazione di traffico che resta immutata. Visioni nuove (per l’Italia) della mobilità che dubito possano uscire dalle menti leghiste.

  5. Scritto da Gianni

    L.P.N.E. non dica a me di smettere di ragionare la prego, il mio ragionamento ha dignità come il suo, e non sono leghista. Il fenomeno del traffico veicolare è sempre in aumento, qui come altrove. Si interviene sull’inquinamento con l’introduzione di nuove tecnologie, nuovi motori, nuovi carburanti. Prendere il bus perchè è giusto prendere il bus non è una tesi corretta. Per le priorità, a pari volume si interviene sulla velocità del suo flusso. allargando la carreggiata quindi.

  6. Scritto da me

    sig consigliere ..lasa pert alà

  7. Scritto da Fra

    GRANDE PIETROOO!!!!!!!
    vergognoso cancellare piste ciclabili e aumentare il bike sharing, è un puro controsenso!
    PIU AUTOBUS, anche di notte
    PIU SICUREZZA, anche di notte
    MENO AUTO e città più A MISURA D’UOMO!

    complimenti a chi ha votato questi fenomeni….

  8. Scritto da pandemonio

    Forse è meglio togliere cento metri di pista ciclabile inutile e pericolosa piuttosto che chiudere scuole di quartiere efficenti e utili come fece qualcuno che il consigliere dei verdi dovrebbe conoscere,quando era vicesindaco!Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

  9. Scritto da Daniele Lussana

    Quando le piste ciclabili non sono funzionali e utilizzate ma sono solo dei “mozziconi” di pista (per altro scomode anche per i ciclisti che ad ogni semaforo devono o attraversare o ri-immettersi sulla carreggiata) vanno smantellate e ripensate in modo più serio. La pista di Viale Giulio Cesare al contrario del suo “scopo ecologico” ha creato solo più code e di conseguenza smog. Giusta la scelta della Giunta sulla sua soppressione.

  10. Scritto da guido da bg

    Solita demagogia verde sinistrosa: la pista ciclabile di VialeG.Cesare non serviva a nulla, discutibile anche dal punto di vista pratico, con un primo pezzo a dividere il marciapiede.
    La verità è che Bergamo non è città adatta per creare piste ciclabili, con le due direttrici principali, Via Verdi e Via A.May, così come Via Roma e Via Garibaldi, che solo le stesse dell’inizio del ‘900 per ampiezza e destinazione.
    Solo che allora, diversamente da oggi, le auto erano inesistenti!!!!!!

  11. Scritto da L.P.N.E.

    Le tolgono ora per poi rimetterle a tempo debito (sotto elezioni)…………..E’ una battuta ma dà questi furbastri ci si può aspettare di tutto. Purtroppo la miopia della classe politica di destra è davanti agli occhi di tutti qualunque argomento venga trattato. “La Padania Non Esiste”

  12. Scritto da Francesco P.

    Sono d’accordo con Lussana (num.: 4) nei fatti la pista è scomoda (anche io ogni tanto vado in bici) la soluzione potrebbe essere quella di allargare il marciapiede e farne una ciclopedonale. Così si salvaguarderebbero le 2 corsie e i ciclisti.

  13. Scritto da Gianni

    Idealmente una fitta rete di piste ciclabili renderebbe migliore la qualità della vita dei cittadini, in genere. E’ opportuno sapere che le nostre città, a differenza di quelle nordiche, non hanno mai contemplato carreggiate con piste ciclabili, risulta oltremodo difficile ora inserirle senza compromettere altro, vedi traffico, vedi parcheggi. Sono sicuro che gli attuali amministratori hanno deciso in base a delle priorità diverse dalla mobilità dolce ma non per questo meno importanti.