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“Ciao, vado in vacanza”, gli italiani mentono

Un 15 per cento di italiani trascorreranno le ferie barricati nella propria abitazione pur di non confessare di aver rinunciato a partire per la crisi.

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La crisi economica frena le vacanze degli italiani, ma guai a dirlo. Molti preferiscono restare al lavoro oppure scelgono piccoli soggiorni mordi e fuggi nel fine settimana per portare i bambini al riparo dal gran caldo delle città. Un 10-15 per cento di abitanti del Bel Paese quest’estate si barricherà nella propria abitazione o si "nasconderà " nella seconda casa al mare, in montagna o al lago pur di non confessare a parenti, amici e colleghi di aver dovuto rinunciare alle tanto agoniate ferie per problemi economici.
Rispetto agli anni passati, quando si era disposti ad indebitarsi pur di partire per un viaggio all’estero o una meta esotica, oggi si registra un numero sempre maggiore di persone costrette a scegliere le cosiddette "vacanze talpa". Un fenomeno sicuramente non nuovo, ma che quest’anno trasformerà molti vacanzieri in perfetti bugiardi. Secondo Antonio Lo Iacono, presidente della Società italiana di psicologia, tentate di raccontare qualche bugia sono soprattutto le persone concentrate in provincia, appartenenti alle classi sociali medie o medio alte, che si sono impoverite e che vivono in ambienti dove il controllo sociale è elevato. Chi ha un forte bisogno di apparire "vincente" è infatti portato a nascondere le proprie difficoltà economiche anche a caro prezzo. Una situazione sicuramente non facile da gestire, non solo psicologicamente.
Per non essere scoperto il falso turista si vede infatti costretto, mentre è in ferie, anche se a casa propria, ad adottare alcuni piccoli stratagemmi: uscire alle prime ore dell’alba, rientrare nel cuore della notte, parcheggiare l’auto lontano dall’abitazione, avere scorte di cibo in abbondanza tra le mura domestiche per evitare di essere "beccato" al supermercato e, molto importante, sottoporsi a qualche lampada abbronzante, allo scopo di mostrare un aspetto "da vacanza" e salvare la faccia. Ma non è tutto.
Una volta ritornato in ufficio dovrà fare appello a tutta la sua fantasia per raccontare di aver girato il mondo, esser stato in posti magnifici e in hotel a cinque stelle. Oppure di aver trascorso le ferie su un atollo della Martinica, di aver fatto un safari in Africa, di aver visitato New York o le Hawaaii pur di poter suscitare l’invidia degli altri mentre se lo immaginano a "mollo", vicino a un leone, a far jogging a Central Park o a prendere lezioni di hula a Waikiki Beach. Quando invece la dura verità è che non si è mosso da casa, è stato ospite da parenti o da amici fuori dal giro delle sue normali frequentazioni. O più semplicemente ha chiesto asilo politico nella casa al mare di mamma e papà.

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