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“C’è bisogno di sangue per Lazio e Sardegna”

L'Avis di Bergamo chiama a raccolta i donatori per far fronte alle necessità di altre regioni. Aferesi possibile anche a Romano.

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Ritorna puntuale l’appello estivo di Avis Provinciale. Non tanto per la bergamasca, quanto per la richiesta di sangue che in questi giorni arriva da Lazio e Sardegna.
“In Italia, è stata infatti raggiunta l’autosufficienza per il sangue intero, proprio grazie alla pianificazione regionale della compensazione delle scorte – spiega il presidente provinciale, Oscar Bianchi – In questi giorni ad averne più bisogno sono i pazienti di Lazio e Sardegna, quindi conto sulla solita generosità degli avisini bergamaschi per far fronte a questa emergenza”.
Gli avisini che vogliono scendere in campo devono essere in buone condizioni di salute, non sospesi, con esami sulla donazione precedente nella norma, che non abbiano donato sangue negli ultimi 90 giorni, se maschi, e negli ultimi 6 mesi se donne in età fertile. E al centro del Monterosso a Bergamo possono anche prendere appuntamento. “L’appuntamento consente loro di scegliere con comodità la giornata – sottolinea il direttore sanitario delle unità di raccolta, Barbara Giussani – evitando i tempi di attesa. Ma contemporaneamente ci permette di rendere più omogenee le sedute di donazione, sia qualitativamente che quantitativamente, garantendo un flusso costante di sangue ed emoderivati al Simt (servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale) e di programmare le donazioni di gruppi particolari destinate a pazienti selezionati, come i politrasfusi, i trapiantati, i neonati prematuri”.
Se con le scorte di sangue intero possiamo dormire sonni, diversa è la situazione per gli emoderivati, dal momento che ne produciamo per meno del 70% del fabbisogno nazionale, percentuale che scende ancora per la produzione di immunoglobuline generiche, presidio vitale per la terapia di patologie del sistema immunitario.
Per questo – e Bergamo fa sempre scuola – l’aferesi, sistema che permette la donazione dei singoli emocomponenti mediante l’impiego di separatori cellulari, è parte integrante delle attività svolte nelle unità di raccolta gestite da Avis.
Da pochi giorni oltre alla aferesi del centro del Monterosso, in città,  è in funzione anche quella di Romano di Lombardia. “Abbiamo voluto avvicinare la raccolta al donatore – dichiara Oscar Bianchi – in particolare nelle giornate prefestive del sabato, che sono le preferite per quegli avisini che non possono o non vogliono assentarsi dal lavoro”. Per ora la raccolta è programmabile su appuntamento il venerdì e sabato (tel. 035.342222 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14, e il sabato dalle 10 alle 12).

Note
Le procedure di aferesi hanno il vantaggio di potere ricavare da un singolo donatore la quantità di emocomponente che si ricaverebbe processando più unità di sangue intero, diminuendo quindi eventuali reazioni avverse al ricevente. 
In particolare il plasma può essere utilizzato fresco (trasfuso direttamente all’ammalato dopo i controlli degli esami sul donatore) oppure dopo lavorazione industriale ai fini di ricavarne plasma derivati, basilari i farmaci salvavita tra i quali i più importanti sono l’albumina, i fattori della coagulazione e le immunoglobuline (anticorpi) generiche o specifiche.
La donazione in aferesi permette inoltre di personalizzare la donazione stessa sulla base delle caratteristiche ematologiche del donatore: i criteri di idoneità alla donazione di plasma per quanto riguarda i requisiti fisici di peso e pressione sono identici a quelli necessari per donare sangue intero, mentre esistono situazioni cliniche peculiari di ciascun donatore per le quali la donazione di sangue intero è sconsigliata, mentre è possibile la donazione di solo plasma.
Esempi classici:
– sideropenia (carenza di ferro) e/o lieve anemia da carenza di ferro, condizione più frequente nel sesso femminile e nei donatori di lunga data:
– lo stato di portatore di una anomalia genetica dell’emoglobina detta “trait talassemico”
– la dieta vegetariana 
– la pratica sportiva agonistica.
Ai fini di utilità trasfusionale dovrebbero essere incentivati a donare, prevalentemente plasma. i donatori di gruppo AB, il cui plasma è universale, vale a dire trasfondibile a pazienti di ogni gruppo sanguigno.

Si può donare sangue intero al centro Avis del Monterosso negli ospedali di Seriate, Treviglio, Romano di Lombardia, Trescore, Calcinate, Ponte San Pietro, Gazzaniga, Zingonia, San Giovanni Bianco, Piario, Sarnico.
Si può donare plasma – solo su appuntamento – al centro Avis del Monterosso e all’ospedale di Romano di Lombardia. 
Il Centro Avis del Monterosso è a Bergamo, in via Da Vinci 4, aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 10.30 (domenica dalle 7.00). Info: 035.342222; www.avisbergamo.it

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Commenti

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  1. Scritto da fsb

    a B.d.B.
    si il 36% dei sardi ha forme più o meno gravi di anemia mediterranea, non mi sembra una novità!
    inoltre chissà che non ci sia qualche turista tuo compaesano che passa le vancanze in sardegna ad aver bisogno di una trasfusione!
    in sardegna c’è la più alta percentuale in italia di donatori, in rapporto alla popolazione!
    ma tanto che vado a raccontarti, tanto dalle tue parti pensate solo che chiunque abiti fuori dal vostro orticello, sia un furbo e un imbroglione!

  2. Scritto da stobla87

    Oltre al fatto che li manteniamo,adesso vogliono pure il nostro sangue?
    A parte gli “scherzi” un po di sangue celtico-longobardo non gli farebbe male.
    Donate!donate!donate!

  3. Scritto da B.d.B.

    Ma Laziali e Sardi sono praticamente tutti anemici o solo furbi.