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Buona la prima per il workshop di architettura

Dieci studenti provenienti da varie parti del mondo, docenti stranieri e non si sono confrontati sul tema del limite tra terra ed acqua.

Si è concluso lo scorso sabato a Sarnico il primo workshop internazionale di architettura chiamato “Thinking the Edge/Ripensare il limite”. Per due settimane dieci studenti provenienti da varie parti del mondo, docenti stranieri e non si sono confrontati sul tema del “waterfront”, cioè il limite tra terra ed acqua nelle sue varie implicazioni in una cornice d’eccezione, ovvero quella del Sebino. Nato con l’intenzione di offrire agli studenti la possibilità di relazionarsi con professori di altissimo livello e contemporaneamente seguire quasi ogni sera una conferenza sul tema del “Limite”, il workshop ha visto la partecipazione di nomi illustri del panorama architettonico, filosofico e culturale.
Otto conferenze serali e tre pomeridiane si sono sommate ad un intenso lavoro di analisi del territorio; anche la produzione dei dieci progetti finali ha messo a dura prova i giovani partecipanti. Il culmine dell’evento si è avuto con la conferenza di Barry Bergdoll, curatore in capo per l’architettura ed il design del MoMA di New York, il quale ha attraversato l’oceano appositamente per venire a parlare di un argomento molto coerente con il tema del workshop, e cioè la mostra recentemente inaugurata nel suo museo chiamata “Rising Currents che tratta le problematiche del waterfront del porto di New York, in relazione anche all’innalzamento delle acque dovuto al riscaldamento globale. La cornice a questa conferenza sono stati i cantieri Riva di Sarnico, le cui imbarcazioni sono da sempre icone del design italiano.
Ma oltre al curatore del MoMA hanno parlato, in altre serate, Manuel Gausa, architetto e docente di Barcellona, Frederic Levrat della Columbia University di New York, Leslie kavanaugh, filosofa e ex direttrice del dottorato di ricerca alla Delft University in Olanda, Luigi Prestinenza Puglisi, noto critico e scrittore d’architettura italiano, Sislej Xhafa, artista newyorkese di origine kosovara, Yehuda Safran, pensatore, architetto, scrittore e professore alla Columbia University ed infine Stefano Mirti, direttore del Dipartimento di Design del NABA a Milano.
Le conferenze pomeridiane invece hanno visto Ilaria Mazzoleni, bergamasca ma da anni docente al SCI-arc in California, parlare di biomimetica applicata all’architettura, Giuseppe Licari e Cristina Ampatzidou del concetto di limite e Maria Abatino della semiotica dello spazio. Dopo una presentazione iniziale delle aree di progetto e una visita via traghetto -messo a disposizione dal Consorzio dei Laghi, che ha anche fornito la maggior parte delle informazioni tecniche sul comprensorio del Sebino- i ragazzi hanno affrontato con singolari punti di vista e soluzioni molto interessanti le aree del Lido Nettuno a Sarnico, della ex cava del Bogn a Riva di Solto e dell’approdo e approccio al centro del paese di Lovere.
I vari progetti sono stati presentati sabato 7 agosto di fronte ad un nutrito gruppo di docenti e alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale di Sarnico.
Grazie all’alto contenuto culturale dell’evento il Presidente della Repubblica ha aderito alla manifestazione conferendo al workshop, organizzato da Paolo Belloni ed Oliviero Godi, entrambi docenti del Politecnico di Milano -che ha coordinato l’evento- la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana, premio ambitissimo che va ad unirsi al Patrocinio della Provincia di Bergamo, del Comune di Sarnico, del Consorzio dei Laghi Bergamaschi, della Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, dell’Ordine degli architetti di Bergamo, della Consulta Regionale degli Architetti e dell’ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili.
Pensato come evento ciclico a cadenza annuale, “Thinking The Edge” ha dimostrato come anche un piccolo comune come Sarnico può diventare il centro d’attrazione di eventi culturali di altissimo livello che aiutano in maniera decisiva a far conoscere ad un pubblico mondiale le realtà della nostra provincia e contemporaneamente ottenere punti di vista alternativi delle problematiche locali che possono stimolare soluzioni e riflessioni innovative.

Commenti

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  1. Scritto da Alberto

    Ottima iniziativa degli arch. cadei e ruggeri e di tutta l’amministrazione di sarnico e la sua corte,speriamo che questi momenti di studio possano vedere risolto il tormentore dell’estaate sarnicense: cosa mettiamo al posto delle PALME????