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Banderas, 50 anni di fascino latino fotogallery

L'attore spagnolo compie mezzo secolo: dagli esordi con Almodovar, all'approdo negli Stati Uniti con il movimentato matrimonio con Melanie Griffith.

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Con quegli occhi di velluto e il nome da fotoromanzo, era predestinato a diventare una star. Antonio Banderas compie cinquant’anni, mezzo secolo da sex symbol seguendo un copione che sembra scritto da uno sceneggiatore pigro: dalla Spagna a Hollywood con moglie americana, Melanie Griffith, gelosissima. A casa Banderas risse furibonde e riconciliazioni, la nascita di una figlia, Stella del Carmen, lui che dichiara che "senza Melanie non posso vivere", lei, più volte ricoverata per disintossicarsi che "Antonio è l’uomo della mia vita, ha senso della famiglia" e "non ci lasceremo mai". Faccia da mascalzone gentile – non è un caso che il macho Banderas risulti più credibile nei ruoli da cuore tenero tipo l’insegnante che riscatta i ragazzi disagiati in Ti va di ballare? – l’attore lanciato da Almodovar (Labirinto di passioni, Legami!, Matador, La legge del desiderio, Donne sull’orlo di una crisi di nervi) doveva fare il calciatore, ma un piede fratturato gli cambia la vita.Da Malaga, dov’è nato, parte per Madrid: corsi di teatro il pomeriggio, cameriere la sera, incontra Almodovar che lo fa debuttare. Ha successo, è un fusto con la testa, curioso, colto, legatissimo al suo Paese, uno dei rari divi interessati alla politica e al mondo che lo circonda. Negli anni Novanta approda a Hollywood che offre al latin lover uno dei ruoli più intensi della sua carriera, quello del gay Miguel, l’uomo che qualunque essere umano vorrebbe incontrare, compagno affettuoso del malato di Aids Tom Hanks in Philadelphia. Il film di Demme vince due Oscar, fa discutere, racconta per la prima volta cosa significhi essere omosessuali e discriminati, Banderas è salutato come il divo su cui puntare; maschera e mantello fa Zorro con Anthony Hopkins, gira Evita di Alan Parker. Sembra che senza di lui non si possa girare un film (65 all’attivo), è lì ovunque, capelli da fraticello o chioma lunga, sguardo bollente o bollito a seconda dei ruoli (Intervista col vampiro, La casa degli spiriti, Spy kids, Two much).
Gira polpettoni come Original sin che fa molto parlare per le scene d’amore con Angelina Jolie. "Sembra che lo facciamo davvero – spiega Banderas – sia io che Angelina siamo attori disinibiti, non abbiamo paura del nostro corpo. La lezione l’ho imparata lavorando con Almodovar: ‘Un attore deve esser capace di fare tutto’, mi diceva ‘gay, etero, represso, scatenato’". Le solite malelingue sussurrano di un flirt con la Jolie. "Ne ho sentite tante nella mia carriera. Mi fanno ridere, Angelina ha detto che piuttosto anderebbe a letto con Melanie.
Invece Melanie Griffith, la figlia di Tippi Hedren cresciuta con i leoni e le bamboline infilzate dagli spilli dono di Hitchcock (certe cose, se non hai un carattere forte, possono segnare l’infanzia), se la becca lui; la sposa nel 96, è un grande amore condito di psicofarmaci, alcol e botox. Diventa regista, girano insieme Pazzi in Alabama e nonostante la gelosia che esaspererebbe un santo, Banderas rilascia interviste da re dei gentiluomini: "Melanie era la donna dei miei sogni ancora prima di conoscerci. Abbiamo superato molti ostacoli e questo ci ha reso più forti. Se ci fossimo arresi, e io sono uno che non si arrende mai, non saremmo ancora insieme".
A cinquant’anni si dice soddisfatto, vuole dedicarsi alla regia, ma non si può mai stare tranquilli. Un altro divo da esportazione, il roccioso Javier Bardem, l’ultimo sex symbol (sposato con Penelope Cruz) che dalla Spagna ha conquistato l’America, è diventato il primo rivale del bell’Antonio. Bardem ha talento, fascino e il dono dell’ironia: quando riceve l’Oscar come miglior attore non protagonista per Non è un paese per vecchi ringrazia i fratelli Coen "per avergli fatto sfoggiare una delle capigliature più orribili della storia del cinema".
Nessuna rivalità? "Se sono geloso dell’Oscar di Javier Bardem? Non mi pongo la questione perché ho i miei successi – rispondeva Banderas – sono stato il primo spagnolo candidato al Golden Globe, all’Emmy e al Tony; il primo con una stella nella Walk of Fame e con cinque film numero uno per incassi. Sono orgoglioso dell’Oscar di Javier perché è un mio amico. Io, come lui, sono in competizione con Brad Pitt, Leonardo Di Caprio, Johnny Depp o Tom Cruise. E Cruise non ha l’Oscar, come neppure Pitt o Depp". Una sfida casalinga tra seduttori spagnoli non è ammessa.

(da repubblica.it)

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