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Macario bronzo ai Mondiali Junior

L'atleta della società bergamasca si prende il terzo posto nell'otto. Per l'Italia tre argenti e due bronzi nel medagliere finale.

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Tre argenti (quattro di coppia e quattro con maschile, doppio femminile) e due bronzi (otto e doppio maschile) dopo le finali dei Mondiali Junior di Racice. E’ questo il bottino dell’Italia, presentatasi in Repubblica Ceca con otto equipaggi allenati dai CT Claudio Romagnoli (squadra maschile) e Josy Verdonkschot (squadra femminile).
Ed è un terzo posto quello conquistato dall’otto di Matteo Macario, l’atleta della Canottieri Sebino che con i compagni di barca Bernardo Nannini (Firenze), Marco Di Costanzo (Posillipo), Simone Angeloni (Tevere Remo), Fabio Vigliarolo (Gavirate), Vincenzo Abbagnale (Stabia), Roberto Bianco (CRV Italia), Giuseppe Vicino (CRV Italia) e del timoniere Enrico D’Aniello (Stabia) si è reso protagonista di questa rassegna iridata. Come un anno fa a Brive La Gaillarde (Francia), la medaglia arriva sul filo dei centesimi: questa volta sono 19 centesimi a far la differenza, ai danni della Romania, al termine di una finale incertissima dove gli Stati Uniti battono la Germania (campione mondiale negli ultimi 3 anni).
Il resoconto della gara è da infarto. Italia quinta dopo i primi 500, ma a 41 centesimi dalla capofila Germania: in mezzo Gran Bretagna, Stati Uniti e Romania, due posizioni rimontate ai 1000 grazie al buonissimo passo di gara. Stati Uniti potenti e brillanti: primi, davanti alla Germania che non perde da quattro anni. Ai 1500 invariate le prime due posizioni, un solo centesimo separa Italia e Romania. I rumeni preparano la freccia, transitano terzi sotto le tribune ma non fanno i conti con il grande cuore Italia. Negli ultimi 200 metri gli azzurri danno tutto, ma proprio tutto, e ricacciano indietro la Romania. Per soli 19 centesimi. Questo il commento a caldo di Matteo: “Prima di tutto, voglio dedicare questa medaglia di bronzo a Claudio Romagnoli e Lello Polzella per il grande lavoro svolto nella preparazione della nostra barca, ai miei fantastici compagni di squadra e al mio tecnico societario Carlo Babaglioni. Sono felice per la mia prima medaglia mondiale, è chiaro che dopo la batteria ci aspettavamo qualcosa di più. Abbiamo avuto un problema tecnico in barca, il cox-box non funzionava e non sentivamo la voce del nostro timoniere Enrico D’Aniello”.
 

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