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Cresce il pubblico a Locarno e il concorso entra nel vivo

Fine settimana intenso per il festival internazionale del film, proiettato anche il film italiano in gara e ospite d’onore l’attore americano John C.Reilly

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Fine settimana, finalmente, all’insegna di un grande afflusso di pubblico al Festival di Locarno, complice sicuramente il bel tempo e la programmazione che ha proposto titoli di grande interesse e, di nuovo, incursioni nelle “letterature di genere”, con l’horror che sembra essersi guadagnato uno spazio fisso nella programmazione.
Ospite d’onore l’attore John C. Reilly, nome importante del cinema americano anche se spesso difficile da associare a un volto visto che la gran parte della sua carriera è stata da caratterista e da comprimario; a Locarno però è venuto come protagonista della divertente commedia “Cyrus” dei fratelli Duplass, grottesca storia di un uomo di mezza che costruisce una relazione con una affascinante coetanea (Marisa Tomei) e scopre subito di dover fare i conti con un pericoloso avversaio: il figlio ventunenne della sua fiamma che, morbosamente geloso, farà di tutto per liberarsi del rivale. Un film che certamente arriverà anche nelle sale italiane nei prossimi mesi, un’opera divertente e anche molto ben strutturata seppure con qualche debolezza nella trama e, probabilmente, destinata a perdere mordente nell’adattamento a una lingua diversa dall’inglese.
 
Sempre in Piazza Grande anche una curiosa antistoria di Natale, il finlandese “Rare Export” film di Natale, ma di un Natale particolare, che riesuma un’antica leggenda lappone, secondo cui Santa Claus sarebbe stato una sorta di spirito maligno dedidto alla punizione anche violenta dei bambini; una leggenda che tinge immediamente le atmosfere natalizie di colori decisamente neri, in quello che è stato definito un horror per bambini.
“Il ladro di luce” invece, del kirghizo Akram Arym Kubat, è stato probabilmente il film migliore visto finora almeno in Piazza Grande: un elettricista in un piccolo paese rurale dell’Asia centrale ripara gli impianti dei suoi compaesani ma vuole anche dar loro la certezza che in questi impianti continui ad arrivare la luce, la corrente elettrica, cosa non facile visto che molti di loro non sono in grado di pagare la bolletta. Il ladro di luce allora sabota gli impianti e trucca i consumi, mettendosi con ciò in conflitto con le autorità proprio nei giorni del 2005 in cui un golpe incruento porterà alla caduta del regime post sovietico. Una circostanza che metterà l’elettricista ribelle in buona luce nei confronti del nuovo potere, aprendogli, apparentemente, le porte per la realizzazione del suo sogno di garantire la corrente a tutto il paese. L’ottimismo però si squaglierà rapidamente mentre le speranze naufragano nella corruzione e nel tradimento degli ideali. Il finale tragico però non manca di mostrare, se non lsperanza, almeno fede in un’umanità che sa resistere naturalmente al sopruso.
 
E mentre andrebbero segnalati diversi candidati al concorso internazionale scesi in campo tra sabato e domenica (e va almeno citato l’unico italiano “Pietro” di Francesco Gaglianone) tutte le principali rassegne sono entrate ormai nel vivo, a partire da quella a cui è stata legala la proiezione de “il ladro di luce”: Open Doors, quest’anno legata alle produzioni dei paesi dell’Asia centrale (proprio in quest’ottica si è scelto di proiettare un film kirgizo in Piazza Grande) che ha visto l’assegnazione domenica di cinque borse per la realizzazione di altrettanti film a produttori e registi di Kirgizistan, Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan e Tagikistan, registi che nei prossimi anni saranno di ritorno, si spera, a Locarno con le opere prodotto grazie a Open Doors.
Non mancherebbero inoltre le note relative all’”altro festival” quello che si occupa di socialità e di politica e che, quest’anno, diventa anche crocevia di incontri a vario livello con il ministro della cultura svizzero, Didird Burkhalter che sabato è sceso in Piazza grande a vedere “Cyrus” accompagnato da Jean Claude Trichet, presidente della BCE. Lunedì 9 agosto protagosti a Locarno saranno quasi esclusivamente film francesi e di paesi francofoni, a segnare la “giornata della francofonia” organizzata per rendere omaggio al vertice internazionale dei paesi francofoni previsto a Montreux alla fine di ottobre.

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