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Il governo resta in sella ma la maggioranza non c’è più

Respinta la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario alla giustizia Caliendo ma l'astensione dei "finiani" ha messo in luce i numeri del governo, al di sotto dei 316 deputati necessari a non bloccare l'azione di governo

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Ora che i numeri sono apparsi sul tabellone elettronico della Camera dei deputati lo si può dire: il governo non ha più la maggioranza anche se per il momento sta a galla lo stesso. La mozione di sfiducia presentata dall’opposizione nei confronti del sottosegretario alla giustizia Caliendo (coinvolto nell’inchiesta sulla cosiddetta P3) non è passata ma la maggioranza ha totalizzato solo 299 voti dei 316 necessari per andare avanti. In 229 hanno votato a favore della mozione mentre 75 si sono astenuti.Se Caliendo rimane al suo posto è perchè il gruppo dei finiani di "Futuro e Libertà" si è astenuto, insieme a a Udc, Mpa e Api di Rutelli. 

La golden share sul governo è ora in mano al nascente terzo polo Fli-Udc-Api. Nessuno, tra finiani e centristi, aveva l’interesse a far cadere il sottosegretario e con lui l’esecutivo. Non adesso, certamente. Ma il dato sensibile è che l’asse finiani-Udc-rutelliani ha potenzialmente in mano i numeri per far andare o meno avanti il governo. Le "defezioni" negli schieramenti di partenza sono state minime, probabilmente fisiologiche e soprattutto ripartire in ognuno degli ormai tre poli parlamentari.

Tutto ora è rimandato a settembre e le posizioni espresse nei giorni scorsi dai leader dei maggiori partiti restano quelle. Per il Pdl e la Lega non c’è altra alternativa al voto anticipato al primo sgambetto di "Futuro e Libertà". Reguzzoni, capogruppo della Lega alla Camera, lo ha ribadito ancora oggi nelle dichiarazioni di voto sulla mozione Caliendo. Nell’opposizione è strisciante la polemica sul da farsi. Mentre Bersani apre ad un possibile governo tecnico o istituzionale per cambiare la legge elettorale l’Idv punta a tornare alle urne, temendo di rimanere schiacciato da accordi con i centristi.

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