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Sagre: troppe e selvagge Confesercenti vuole delle regole

A Bergamo raccolte 200 firme di negozianti. Il direttore Giacomo Salvi: "In questi ultimi tempi c'è stata una vera inflazione di questi eventi, spesso a scapito della qualità".

Nei giorni scorsi Confesercenti ha consegnato all’assessore regionale al Commercio Turismo e Servizi Stefano Maullu la proposta di regolamentazione delle manifestazioni denominate “Sagre e Feste popolari”.
Il documento si propone di mettere ordine in un settore che negli ultimi tempi ha vissuto uno sviluppo “selvaggio”: l’obiettivo è tutelare in primo luogo i consumatori, assicurando la qualità delle feste all’aperto. Inoltre, si vuole anche salvaguardare il principio di libera concorrenza, a
garanzia di chi esercita l’attività di ristorazione tutto l’anno, mettendo in campo professionalità e investimenti continui.
La consegna della proposta di regolamento è il coronamento di un percorso avviato alcuni mesi fa dalla Confesercenti di Brescia, cui hanno aderito le sedi di tutta la Lombardia. A Bergamo la petizione ha raccolto il sostegno di oltre duecento esercenti.
L’istanza di FIEPeT – Confesercenti mira ad ottenere un provvedimento regionale che integri alla normativa vigente, assicurando così maggiore sicurezza nei confronti dei consumatori e pari condizioni operative per tutti coloro che somministrano alimenti e bevande, anche in termini di controlli amministrativi, igienico-sanitari ed in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
“Le sagre estive sono una bella cosa – spiega Giacomo Salvi, direttore di Confesercenti Bergamo – ma in questi ultimi tempi c’è stata una vera inflazione di questi eventi, spesso a scapito della qualità. E’ il momento di fissare delle regole, anche per evitare che queste feste facciano concorrenza sleale a chi si impegna tutto l’anno per garantire un’offerta di prim’ordine alla propria clientela. Nessuno vuole cancellare le feste all’aperto, si tratta solo di stabilire dei limiti che sono dettati prima di tutto dal buon senso”.
In particolare, si avverte sempre più l’esigenza di uno strumento normativo che consenta di distinguere tra le attività realizzate da onlus e partiti politici e quelle iniziative, ormai il 65% delle sagre e feste popolari, che hanno tutt’altro che natura benefica e rappresentano di fatto vere e proprie aziende “ombra” della ristorazione.

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Commenti

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  1. Scritto da Alex!

    E’ l’evasione totale che regna indisturbata nelle sagre.
    Una regolamentazione e’ giustissima e soprattutto maggiori controlli da parte della finanza (e non solo fuori dai negozi), perche’ difficilmente vengono rilasciati scontrini fiscali!
    L’itaia deve essere uguale per tutti…
    MEDITATE GENTE… MEDITATE!

  2. Scritto da Parroci

    Le parrocchie sono i primi evasori fiscali, e poi i parroci, dal pulpito, durante le messe, pregano correttezza nel pagare le tasse e dicono che chi non le paga fa peccato. Ipocriti!

  3. Scritto da gianni

    quelle dei partiti politici potete proprio farle sparire, tanto sono tutti uguali (non le sagre).

    le feste del paese, la festa delle famiglie , un incontro per tutti, lasciatele dove sono.

  4. Scritto da FAcciamo una proposta

    facciamo la proposta che gni esercente che firma , abbia un controllo fiscale approfondito.
    scommettiamo a quante firme si arriva?
    viva le sagre!!

  5. Scritto da gio

    si possono ridurre le feste ma i commercianti che tanto si lamentano perchè non finanziano loro gli spettacoli e non organizzano loro delle feste pubbliche?

  6. Scritto da andrea b

    i negozianti si lamentano sempre.degli incassi stratosferici degli alpini si sono già dimenticati?
    salvi è , credo, in borgo palazzo, via immobile in mezzo a belle iniziative ( pignolo bassa e santa caterina)
    credo che risichi ….
    ciao Andrea

  7. Scritto da polpopaul

    Troppe le feste organizzate dagli oratori: tanti lavoratori in nero (chiamati gentilmente volontari) e nessuno scontrino fiscale rilasciato. Spesso con qualità-prezzo scandalosi.

  8. Scritto da B.d.B.

    Sagre e feste casereccie =
    Igiene: 0
    Prezzi praticati: STRATOSFERICI
    Evasione fiscale: TOTALE
    Qualità cibo: MEGLIO NON SAPERLO.
    Disturbo ambientele: VERGOGNOSO
    L’unica nota positiva è che almeno i poveretti che a casa mangiano malissimo e da soli, alle sagre gozzovigliano senza pretese in allegra compagnia non badando a nulla.

  9. Scritto da MISSION: DAR DA MANGIARE???

    D’accordo. Tutte le sagre devono essere libere ma con leggi uguali a ogni pubblico esercizio: igiene, sicurezza, personale in regola, tassazione… Non sono un ristoratore, ma che ogni associazione, qualunque cosa faccia non sappia che organizare una sagra mangereccia mi sembra troppo. Ogni associazione faccia ciò per cui è nata. Punto. Sembra che la mission di ogni associazione o, parrocchia sia GUADAGNARE DANDO DA MANGIARE!!!! Nient’altro da fare?

  10. Scritto da HA HA HA

    AHHAHAHAHHA
    i commercianti che si fanno i commenti da soli
    fanno ridere

  11. Scritto da volontario

    se vi danno dtanto fastidio le sagre…
    non andateci
    punto

  12. Scritto da per @11 volontario

    Ci puoi scommettere.

  13. Scritto da evviva

    evviva le sagre

  14. Scritto da Maurizio

    Già,perche loro la qualità la sanno dare ! Per fortuna che queste sagre ci sono dove ci si può sedere in allegria senza il pericolo di essere spennati vivi.