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“Cento volte Italia”, un secolo di azzurro

Un volume che è soprattutto una galleria di personaggi e avvenimenti che hanno caratterizzato la squadra azzurra.

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Paolo Madeddu e Andrea Saronni, il primo lavora per “Rolling Stones” mentre il secondo ha seguito per anni l’Italia per il TgCom, hanno dato alle stampe “100 volte Italia” (Castelvecchi editore, pp. 311). Un volume che è soprattutto una galleria di personaggi e avvenimenti che hanno caratterizzato la squadra azzurra. Il libro celebra non a caso il centenario della nazionale e racconta, con il gusto della prosa satirica, la vita di personaggi e avvenimenti molti dei quali fanno parte della memoria collettiva del paese. Davanti al lettore si apre un collage delle immagini che come dicono gli autori: «Ha trasformato lo sport in un rito collettivo». Talmente collettivo, da far nascere il luogo comune dei 50 milioni di commissari tecnici. La nazionale è per lo più snobbata quando non partecipa a competizioni continentali o mondiali, ma quando si avvicina l’evento ogni 2 o 4 anni, si scatenano polemiche e recriminazioni. Se si vince, poi, il salto sul carro del vincitore è assicurato. Madeddu e Saronni raccontano fatti eclatanti come la testata di Zidane a Materazzi durante la finale mondiale del 2006, o il 4 a 3 di Italia Germania durante Mexico ’70. E via dicendo, zigzagando tra la storia azzurra. Ma ci sono anche avvenimenti meno noti come il litigio tra Maldini e un tifoso; la trilogia del vaffa (l’insulto preferito agli allenatori); storie quasi letterarie come il capitolo dedicato a Gigi Riva, non a caso chiamato Mystic Riva. Non mancano inoltre alcuni capitoli dedicati agli alter ego della nazionale, coloro che ormai sono diventati un elemento indispensabile per chi guarda la televisione: i commentatori. Un’analisi quasi filologica, e scherzosa nello stesso tempo, dei modi di dire, delle iperboli e delle stupidaggini proferite, che si tratti dei rampanti di Sky e dello stile paludato Rai.

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