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Milani settima nella finale dei 400 agli Europei

Risultato storico per un'atleta bergamasca. Dopo aver raggiunto la finale Marta Milani strappa il settimo posto. E' cresciuta nell'Atletica Bergamo '59.

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Semplicemente fantastica. Agli Europei di Barcellona, Marta Milani ha disputato una grandissima finale dei 400 metri, che già era stata per l’allieva di Saro Naso un traguardo impensabile alla vigilia. La portacolori dell’Esercito, cresciuta e affermatasi con i colori dell’Atletica Bergamo ’59, ha infatti strappato il settimo posto nella gara dominata dalle fortissime russe, che hanno infilato un en plein micidiale negando all’altra azzurra Libania Grenot la gioia del podio.
Un risultato storico – perché mai nessun atleta bergamasco era riuscito ad arrivare così in alto agli Europei in una gara individuale – che acquista ancor più valore in virtù dell’exploit cronometrico. Con 51"87, infatti, Marta è scesa per la prima volta sotto il muro dei 52", con un progresso di ben 40 centesimi sul precedente personale. E il tempo fatto segnare questa sera sulla pista spagnola rappresenta addirittura la sesta prestazione italiana di sempre, alle spalle della stessa Grenot (50"30), di Daniela Reina (51"18), di Virna De Angeli (51"31), di Patrizia Spuri (51"74) e di Danielle Perpoli (51"85). Marta, che era entrata in finale con l’ottavo tempo, per 1 solo centesimo di secondo, ha corso una gara perfetta, nonostante l’handicap della prima corsia, notoriamente indigesta ai quattrocentisti. Ha distribuito perfettamente lo sforzo e non si è fatta per niente spaventare dall’avvio velocissimo delle avversarie. Sul rettilineo finale, mentre la russa Firova (49"89 il tempo finale) andava a infilare le connazionali Ustalova (49"92) e Krivoshapka (50"10), con la Grenot lontana dalle medaglie per 33 centesimi, Marta non si è affatto disunita e, anzi, ha caparbiamente guadagnato una posizione, rimontando negli ultimi metri la francese Muriel Hurtis. Adesso il pensiero corre inevitabilmente alla staffetta 4×400, nella quale il quartetto azzurro può addirittura strizzare l’occhio al podio.
Meno fortuna ha avuto invece Raffaella Lamera, che in mattinata è uscita malamente in qualificazione nel salto in alto, al pari della numero uno azzurra Antonietta Di Martino. L’atleta allenata da Orlando Motta e Pierangelo Maroni, che quest’anno era salita sino a 1.95, ha superato la misura di ingresso di 1.78 alla prima prova, poi ha dovuto ricorrere al secondo tentativo per varcare l’1.83 ma al primo ha passato l’1.87. Fatali sono state però le tre prove a 1.90, misura che però non sarebbe stata ugualmente sufficiente per andare in finale, visto che si doveva fare almeno 1.92.

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Commenti

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  1. Scritto da bg

    Complimenti Marta!