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Plauso e bandiera verde alle donne di Ornica

Al via la IX Carovana delle Alpi. In Bergamasca promosso anche Rovetta, bandiere nere invece a Foppolo e Castione della Presolana.

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Due bandiere nere e due verdi per denunciare la cementificazione e per segnalare le buone pratiche sulle Orobie bergamasche. Sono questi alcuni tra i riconoscimenti che saranno assegnati nell’ambito della IX edizione della Carovana delle Alpi, la campagna nazionale di Legambiente, realizzata in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ogni anno effettua il “check up” delle nostre montagne. Da venerdì 30 luglio, infatti, la Carovana inizia il suo viaggio, invitando tutti i cittadini a partecipare ai trekking che fino ad ottobre si svolgeranno lungo tutto l’arco alpino. La spedizione, oltre a consegnare le bandiere nelle mani degli interessati, continuerà a raccogliere segnalazioni, denunce di degrado, ma anche ad accendere i riflettori sulle possibilità di turismo sostenibile in montagna.
Due ferite aperte si registrano sull’arco prealpino della nostra provincia: Foppolo e Castione della Presolana. Le motivazioni delle BANDIERE NERE riguardano principalmente lo sfrenato consumo di suolo e progettazioni dissennate in aree già altamente edificate. Nel dettaglio:
– Foppolo ha in progetto il potenziamento della volumetria alberghiera, commerciale e residenziale, attraverso la costruzione di un nuovo centro urbano con: un maxi hotel da 500 camere e più di mille posti letto, parcheggio a tre piani da 1.200 posti auto e 90 autobus, 200 nuovi appartamenti, negozi, ristoranti. Il nuovo “Villaggio alpino”, un piano integrato di intervento da 100 milioni di euro, voluto dall’Amministrazione comunale di Foppolo, andrà a stravolgere l’attuale piazzale degli alberghi, in prossimità dell’arrivo delle piste da sci, un vero e proprio paese nel paese. Significherà togliere spazi di respiro in una zona che è già da anni oggetto di edificazione e consumo di suolo incontrollato. Si è deciso di investire ancora in cemento dando nuovo fiato alle mire speculative legate al mercato delle seconde case, contrariamente a quelle che sarebbero le reali necessità del territorio, sollevando molti dubbi sulla sua reale capacità di rilancio economico. Foppolo si è conquistato un posto di tutto rispetto tra le località che hanno sacrificato ogni vocazione turistica all’altare della monocoltura dello sci invernale, ipotecando nel cemento delle seconde case ogni ambizione di sviluppare una vera industria dell’accoglienza turistica. Gli errori sono sotto gli occhi di tutti, con un turismo che oscilla tra le formule “mordi e fuggi” e quella low cost, un traffico automobilistico infernale e una desolante distesa di abitazioni vuote per mesi.
– Castione della Presolana si aggiudica la bandiera nera a causa del proseguimento di una politica di gestione del territorio improntata a un forte consumo di suolo a fini edilizi e speculativi tramite l’adozione di un PGT che prevede circa 300.000 mc di aree edificabili. Il comune ha già subìto un intenso processo di antropizzazione difficilmente sostenibile e attualmente, per quanto riguarda il numero di seconde case, si trova al primo posto nella classifiche dei comuni lombardi e al quarto posto nell’ambito delle sei regioni che si affacciano nell’arco alpino: 6102, pari all’82,64% del totale delle abitazioni, una media di 2,24 case per abitante. Il PGT in via di adozione prevede un consumo di suolo pari a 227.029 mq, di cui 160.000 in aggiunta al precedente P.R.G. Questo comporterà: la compromissione degli elementi di pregio dei nuclei storici dovuta all’aumento delle opere realizzabili al loro interno; l’alterazione irrimediabile delle caratteristiche storiche e paesaggistiche della località Rusio che vedrebbe raddoppiare la superficie edificabile in un colpo solo; l’aumento del rischio di dissesto idrogeologico conseguente all’interessamento di aree non propriamente adatte all’edificazione; la lievitazione dei costi di gestione dei servizi necessari alle nuove aree. L’aspetto più grave dell’indirizzo perseguito dall’amministrazione, a nostro avviso, è l’ostinazione a inseguire un modello di sviluppo basato sul consumo delle risorse e potenzialità del territorio, invece di investire nell’edilizia sostenibile e nella promozione di un turismo improntato al rispetto e alla valorizzazione delle caratteristiche proprie dell’ambiente montano.
Ma Legambiente non si limita alla denuncia. La Carovana, infatti, percorre le Alpi anche alla ricerca di quanti sviluppano progetti di tutela e salvaguardia del territorio, per premiare con le BANDIERE VERDI l’impegno di quanti hanno mosso passi significativi verso uno sviluppo di qualità. Fortunatamente anche nella provincia bergamasca esistono esempi d’eccellenza. Proprio geograficamente accanto alle bandiere nere assegnate:
– La cooperativa “donne di montagna” di Ornica, perchè hanno saputo sviluppare un progetto coinvolgente di albergo diffuso e di sviluppo fondato sulla valorizzazione delle risorse culturali ed umane di un territorio montano, reagendo positivamente allo spopolamento di un paese di montagna. Alle 83 famiglie residenti, a seguito dello spopolamento, fa riscontro una dotazione di ben 285 abitazioni. È in questo contesto che ha potuto nascere e svilupparsi l’idea dell’ospitalità diffusa, fatta di cura dei luoghi, ma anche di salvaguardia e recupero delle vecchie abitazioni, delle baite estive e dei relativi alpeggi e prevede anche un ricco programma di attività: dalle escursioni (anche a dorso d’asino), a corsi e degustazioni dei prodotti locali, dallo sci d’alpinismo alle attività di turismo scolastico con la fattoria didattica adottata dalla scuola elementare, in località Sirte. «Ci fa piacere sostenere “miracolo” dell’esperienza delle donne di Ornica – dichiara Nicola Cremaschi, Presidente di Legambiente Bergamo – esperienza che deve essere il più possibile conosciuta e riconosciuta, per la qualità del lavoro stanno facendo. Si tratta di un esempio raro, concreto e “vincente” di un nuovo modo di fare turismo montano, fatto di conoscenza e non di semplici consumi, che permette di ricreare economie, socialità e vivibilità in un territorio di alta montagna che rischiava lo spopolamento definitivo e il degrado, puntando sulla qualità, sull’integrazione e sul rispetto delle risorse locali esistenti».
– Rovetta, premiato per le politiche di sostenibilità di un comune che, da anni, applica una convinta pratica di coinvolgimento della popolazione e delle associazioni nella conservazione del proprio territorio e nell’animazione del proprio tessuto sociale.
L’obiettivo è quello di legare l’aggregazione sociale alla rivalutazione del patrimonio culturale e ambientale, grazie, per esempio a: la “Sgambada de Blum”, manifestazione sportiva non agonistica realizzata dal gruppo Alpini; la Camminata alle Malghe, passeggiata conoscitiva sul monte Fogarolo, promossa con l’ASD San Lorenzo; le giornate ecologiche e di manutenzione boschiva e dei sentieri promosse dal consorzio forestale Alpifly. L’attenzione al territorio ha permesso a Rovetta di distinguersi nella redazione di studi geologici particolarmente avanzati e approfonditi, nella regolamentazione rigorosa delle strade agrosilvopastorali, nella sistemazione delle vallette e nella prevenzione del dissesto idrogeologico. Anche in materia di urbanistica Rovetta ha introdotto norme avanzate sulla qualità edilizia, sulla riduzione dei consumi idrici e energetici (per le infrastrutture e gli edifici pubblici il comune ha puntato tutto sulle rinnovabili, dotando scuole e piscina di pannelli fotovoltaici e gli edifici sportivi di centralina a biomassa) e sulla “crescita zero” per quanto riguarda le nuove aree edificabili, per arrestare la proliferazione delle seconde case con un attento monitoraggio preventivo dei fabbisogni residenziali, per prevenire ogni speculazione.
Proprio per promuovere un’idea di turismo sostenibile, dal 3 al 5 settembre Legambiente e Serianambiente organizzano a Oltre il Colle una tre giorni di trekking, all’insegna della scoperta del territorio e dell’ambiente dell’alta Val Seriana. Sono previste visite geologiche e naturalistiche, guide agli alpeggi per vedere le attività di malga e pernottamenti in rifugio.
 

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Commenti

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  1. Scritto da mela

    la bandiera nera affibbiata a Castione (ergo, ai suoi governanti) non sembra una novità. Tale bandiera gliel’hanno già data da tempo i turisti, che sempre meno frequentano la zona (non ascoltate i politici, che dicono che c’è una folla immane negli alberghi e nelle case, perché basta farci un giro per capire dove sta la verità). Le case nuove? Servono solo ai comuni e a chi li amministra, per i più svariati motivi, quasi mai a favore delle comunità.