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Indesit in utile: “Rivedete il piano industriale”

Buoni i conti al Consiglio di amministrazione dell'azienda "anche grazie agli stabilimenti di Brembate Sopra e Refrontolo che si vogliono chiudere".

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“Con questi risultati, che lo stesso Cda ha definito oggi ‘molto positivi’, il Gruppo Indesit dovrebbe ringraziare i propri lavoratori anziché chiudere gli stabilimenti e licenziare oltre 500 persone con il suo Piano industriale” ha detto Mirco Rota, segretario generale provinciale della Fiom Cgil, commentando le notizie in arrivo da Milano, dove si è riunito giovedì 29 luglio il Consiglio di Amministrazione di Indesit Company, sotto la Presidenza di Andrea Merloni, per esaminare i dati del secondo trimestre.
“Il buon andamento sia del fatturato che della redditività, raggiunti grazie anche alle risorse pubbliche messe a disposizione con gli incentivi, dovrebbero chiamare il gruppo ad una più attenta politica industriale evitando di scaricare le conseguenze del Piano industriale sui lavoratori” continua Rota. “Si tratta di risultati raggiunti pur con la presenza nel gruppo dei due stabilimenti di Brembate e Refrontolo che ora l’azienda vorrebbe chiudere. Questa per noi è una conferma, un’ulteriore prova, che il mantenimento dei due siti non preclude i buoni livelli di redditività di tutto il gruppo. Ora Indesit riveda il Piano”.
E Ferdinando Uliano della Fim Cisl sottolinea in particolare la dichiarazione del CdA riguardo al fatto che “il miglioramento della redditività di questo semestre è riconducibile principalmente alla riduzione del costo del prodotto, grazie al maggior assorbimento dei costi fissi industriali, derivante dalla ripresa dei volumi (+ 11,1%)”. Questo "dimostra che le motivazioni portate al tavolo dall’azienda per dimostrare la necessità di chiudere Brembate anche per i suoi costi fissi, non reggono alla prova dei fatti. Il recupero del mercato Russo per circa il 10% dei ricavi nel primo semestre può consentire un peso minore dei costi fissi anche per lo stabilimento bergamasco".
Pertanto il segretario Fim, ritiene "che la discussione debba partire dal come rilanciare e sviluppare Brembate, a quali investimenti effettuare sul suo prodotto per renderlo più efficiente e competitivo e certo non dal come e quando chiuderlo".
Indesit ha chiuso il 2° trimestre 2010 con ricavi pari a 671,6 mln di euro in aumento del 9,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel primo semestre 2010, i ricavi sono stati pari a 1,273 mld in aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
(…)L’indebitamento finanziario netto è sceso a 366 milioni di euro, in miglioramento di 158 milioni di euro rispetto ai 524 milioni del 30 giugno 2009”. (fonte Dow Jones Newswires -July 29, 2010 08:12 ET (12:12 GMT) Copyright (c) 2010 MF-Dow Jones News Srl)
Il margine operativo (EBIT) nel secondo trimestre del 2010 è stato pari a 29 milioni di euro, contro 14,1 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente facendo così registrare un incremento positivo del 105,2%. La percentuale del margine sul fatturato è salita al 4,3% dal 2,3% del secondo trimestre 2009 (fonte Teleborsa).
Ricordiamo che il colosso produttore di elettrodomestici, il 9 giugno scorso, ha annunciato di voler chiudere insieme allo stabilimento di Refrontolo anche quello Bergamasco di Brembate di Sopra, mettendo a rischio 430 posti di lavoro più altri 300 dell’indotto.
 

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Commenti

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  1. Scritto da UNIONE SINDACALE di BASE (USB) di BERGAMO

    Sulla difesa del posto di lavoro,non ci sono compromessi o sottomissioni che tengano,GUAI A CHI TOCCA IL POSTO DI LAVORO! Su questo la Unione Sindacale di Base -USB di BERGAMO sosterrà sino in fondo tutti i lavoratori! Denuncerà chi tenterà alla fine di cedere!
    L’UNIONE SINDACALE DI BASE DI BERGAMO è uno strumento sindacale a disposizione dei lavoratori che non intendono mollare!
    Quando,come spesso capita,ci saranno cedimenti,NOI CI SAREMO,A FIANCO DEI LAVORATORI IN LOTTA!
    USB è nata per questo

  2. Scritto da Carlo

    Alla Indesit servirebbe davvero Bonanni. Con una deroga generale al contratto e ai diritti dei lavoratori, cercherebbe di convincere la INDESIT a rimanere a Brembate. Magari con metà stipendio, forse senza un mese di ferie ma solo tre giorni l’anno oppure senza la malattia retribuita perchè geneticamente i bergamaschi sono gente forte e sana…… con tanta vogli di lavorare.

  3. Scritto da Marisa

    Hanno firmato accordi separati per accontentare le imprese che li sostengono nelle aziende facendo favori ai delegati CISL