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Economia in crisi, gli uomini anche

Un'indagine del telefono Amico rivela che le difficoltà del periodo hanno toccato soprattutto i maschi.

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Nel 2009 i 700 volontari di Telefono Amico Italia presenti in 21 città hanno ricevuto più di 100 mila telefonate al 199.284.284, il numero del servizio di ascolto telefonico nazionale. La crisi economico-sociale e psico-culturale ha inciso –secondo i dati delle chiamate a Telefono Amico – anche sul disagio emotivo: la solitudine e il bisogno di compagnia restano “il problema” ma sempre più sentiti sono anche i problemi economici, occupazionali, legati all’abitazione e alle prospettive per il  futuro.
Enrico Finzi, sociologo e presidente di Astra Ricerche, che ha realizzato lo studio per Telefono Amico, ha incrociato i dati dell’“Osservatorio sul disagio emotivo” -nato e realizzato con il supporto di Nokia- con altre ricerche e ha ottenuto un quadro da cui emerge che la dimensione di genere della crisi è particolarmente rilevante ed espressiva: i dati segnalano infatti che gli utenti del servizio sono sempre più uomini. Si è passati dal 64% negli anni dal 1995 al 2007 al 65% del 2008, sino a sfiorare il 70% nel 2009. Per quel che riguarda l’età, quasi tre quarti degli uomini hanno più di 35 anni.
Ecco alcuni numeri dell’“Osservatorio” analizzati da Astra Ricerche.
Gli utenti del servizio sono uomini per il 69% nel 2009 e donne per il 31%. Per quel che riguarda l’età, il 73% ha più di 35 anni: è in netta crescita la quota degli ultra45enni, cresciuta di circa il 60% nell’ultimo decennio. I principali motivi per cui ci si rivolge a Telefono Amico Italia  sono la solitudine (21%) e il puro bisogno di compagnia (6%). Enrico Finzi ha interpolato questi ed altri dati con ricerche diverse (in allegato trovate il “racconto” completo).
“La solitudine è -come mostrano anche i dati dell’ultimo Monitor Astra/Telefono Amico Italia- un problema più drammaticamente avvertito dai maschi, per di più con tendenza alla crescita nel corso degli ultimi anni (in particolare nel 2009). La principale ragione di questo trend ha a che fare con il progressivo indebolimento dell’identità maschile nella società italiana contemporanea. Altre ricerche affermano che solo il 34% dei maschi adulti risulta pienamente identificato con se stesso e con i propri ruoli sociali. I restanti due terzi dell’universo dei maschi ultra17enni vivono un disagio -a volte assai profondo- circa la specificità maschile, nella sostanza non avendo accettato l’evoluzione dell’universo femminile”. D’altronde le ricerche psico-sociali, dalla fine degli anni 90 gli indicatori di self-confidence mostrano un progressivo calo per gli uomini e all’opposto  un forte incremento di autostima tra le donne, sempre più sicure di sé, non dipendenti da uno o più maschi, consapevoli della propria inedita forza personale e sociale oltre che più scolarizzate, informate, con un ‘poliedro esistenziale’ più ricco)”.
Ci si rivolge dunque a Telefono Amico soprattutto perché ci si “sente” soli, ma vivono da soli solo il 51% degli appellanti (in calo rispetto al 2008), mentre quasi la metà vive con il partner oppure – molto più spesso e in crescita – con familiari o almeno con amici. La tendenza di lungo periodo è all’incremento della solitudine di coloro che vivono in famiglia, a netto scapito dei singles.
Nettamente differenziate le problematiche: mentre le donne che chiamano Telefono Amico evidenziano problemi legati al bisogno di compagnia e alla solitudine, alle relazioni familiari e sentimentali (inclusi i rapporti di coppia) e in generale alle relazioni interpersonali, gli uomini sono sempre più fortemente centrati sui problemi relativi alla sessualità –soprattutto tra i più giovani- e alla masturbazione, oltre ai problemi religiosi e filosofici.
Rispetto al 2008 si osserva un consistente incremento dei disoccupati, cui corrisponde un significativo calo dei pensionati: in effetti, coloro che lavorano sono stabili attorno al 43% del totale, mentre è evidente l’incremento di lungo periodo fra gli appellanti degli imprenditori e dei lavoratori autonomi, così come il decremento delle casalinghe. La crisi ha comunque colpito duramente dal punto di vista socio-economico. Secondo Finzi chi ne ha risentito di più sul piano del disagio emotivo sono stati gli uomini. “Le conseguenze negative dei crescenti problemi socio-economici, i quali – diventati più aspri dall’autunno 2008 – colpiscono maggiormente il genere maschile, se non altro perché la crescente disoccupazione è concentrata nel settore manifatturiero (ove il tasso di attività era ed è comunque molto più alto tra gli uomini), mentre le donne (più concentrate nel terziario) hanno pagato meno dazio per la crisi italiana/europea, oltre a dimostrare una forte e inedita capacità di resistere alle pressioni volte a farle ‘tornare a casa’ (tecnicamente questo fenomeno viene chiamato ora ‘resilienza’)”.
Non meno rilevante per la scelta di Telefono Amico come interlocutore è la regola non scritta secondo cui gli uomini  non devono “lamentarsi” pubblicamente dei propri disagi esistenziali. Conclude Finzi: 
“Anche in questo caso un ruolo negativo è giocato dalla persistente convinzione di molti maschi italiani che “gli uomini non debbano piangere mai”, ossia che ad essi siano preclusi il riconoscimento pubblico delle proprie difficoltà esistenziali: il risultato è che il disagio maschile tende ad auto-alimentarsi senza ‘sfoghi’, mentre quello femminile risulta contenuto dalla ‘valvola di sicurezza’ dell’esplicitazione dei propri guai”.
 

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