BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Troppi sprechi, aboliamo i Comuni sotto i 5.000 abitanti”

Da Sorisole una proposta-provocazione che prende spunto dalla ribadita e mai applicata volontà di ridimensionare i costi pubblici.

Più informazioni su

Egr. direttore,
si fa un gran parlare di sprechi che però, chissà perché, sono sempre gli “altri” a fare: Tremonti punta il dito sulle regioni, le regioni puntano il dito sui ministeri, ecc… ecc…
Vorrei sottoporle una mia piccola riflessione:
– Quali sono le spese fisse che un comune ha per il solo fatto di essere appunto municipio ?
– E’ proprio necessario avere comuni come Blello (94 abitanti) e Averara (195 abitanti), tanto per fare due nomi Bergamaschi ?
– Quanti sono in Italia i comuni che non raggiungono, ad esempio, i 5000 abitanti ?
– Mi chiedo: Ne vale la pena ?
Sarebbe più economico ed efficiente che questi comuni venissero inglobati in altri più grandi o si fondessero con altri piccoli comuni limitrofi.
Stabiliamo una legge secondo la quale, per avere il diritto di essere municipio, un comune deve avere come minimo 5.000 abitanti.
Cosa ne pensa ?
Distinti saluti
Massimo Zambelli
Sorisole

 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Andrea

    Se si vuole fare un discorso serio, credo che oltre al numero di abitanti bisogna indicare anche un minimo di dimensioni del territorio… sapete per esempio quanti Comuni in Bergamasca hanno meno di 3 (tre) chilometri quadrati di superficie? 19… sì, diciannove! Hanno senso Comuni così, anche se hanno magari 6.000 abitanti (vedi Almè)?
    Immaginiamo 6000 abitanti in alta Val Brembana: quanto deve essere esteso un Comune simile? Sarebbe gestibile? Per me l’ideale sarebbe 3.000 abitanti E 10 kmq.

  2. Scritto da Nicholas

    D’accordo! …e lo sarei anche nell’eliminare i mafosi e le escort dal governo!

  3. Scritto da NOEL

    MA NON SCHERZIAMO!!!!!!!!! ALLE CARENZE DEI COMUNI PUO’ PROVVEDERE LA PROVINCIA. ABOLIAMO LE PREFETTURE INVECE CHE SONO DEI DOPPIONI INUTILI. W LA LIBERTA’!!!!!!!!!

  4. Scritto da mai più lega

    aboliamo i vari Raimondi -Calderoli-Stucchi …. e vari parlamentari leghisti che per la montagna non stanno facendo nulla, anzi , la stanno distuggendo e umiliando privilegiando le varie Catania Roma… ed il bello che poi vengono a pretendere il voto!!!

  5. Scritto da Roby

    Mastella Dell’Utri De mita Bassolino venite da noi in valle Brembana , Carrara Calderoli Vanalli Stucchi andate al sud . Ecco questa è la ricetta per aiutare il nord e riequilibrare il sud,così da noi i grandi politici che fanno gli interessi dei loro cittadini ed a loro gli incompetenti che tradiscono i loro cittadini

  6. Scritto da anna

    vi sono già gli accorpamenti: da noi tutte le teste non pensanti ed incapaci si sono unite per rovinarci ! onore alla montagna , disonore ai (purtroppo) suoi politicanti

  7. Scritto da sos nord

    mi sento tradito e preso per il… dalla lega , mai più il voto . meglio comunista e democristiano che “barlafùs”

  8. Scritto da angelo (ma non il n° 21)

    l’idea è possibile lasciando le municipalità che rappresentino le comunità locali ed accorpando le strutture tecnico amministrative (uffici) imponendo ai comuni di unificare i servizi avendo come unità minima di riferimento i 5000 abitanti…specialmente in montagna dove spesso si è più abituati al lamento strutturale che a fare sul serio…

  9. Scritto da Luigi Asperti vicesindaco Cenate Sopra

    Avere tanti piccoli comuni porta anche a moltiplicare la realizzazione di edifici pubblici perchè ciascuna amministrazione vuole i suoi: scuole, palestre, centri per anziani e per associazioni, centri sportivi… con spreco abnorme di denaro pubblico e scarsa funzionalità (scuole senza laboratori, palestre senza gradinate).
    La mediazione potrebbe essere: in montagna comuni di almeno 2000 abitanti, in zone collinari almeno 5000 abitanti, in pianura almeno 10000 abitanti.

  10. Scritto da Lorenzo

    Ma cosa c’entra pianura e montagna? non si può semplificare bisogna creare cultura e valutare caso per caso. Si impiega di più ad andare da Covo ad ad Antegnate che da Cornalba a Serina o da Lenna a Piazza!!
    Il problema è che i cittadini devono capire le funzioni del Comune, i compiti della Provincia e della Regione e i servizi che eroga lo Stato (scuole soprattutto) e le società partecipate o pubbliche o private che fanno un servizio pubblico!! Da qui si inizia a ragionare

  11. Scritto da Anna

    Solo uno Stato forte (come è stato quello degli anni ’30 che ha accorpato Selino con Mazzoleni creando Sant’Omobono), attraverso una istruttoria di un Prefetto con le palle, può accorpare dei Comuni, ma, ha ragione Lorenzo, valutando caso per caso sul territorio!!!!!!!!!!!

  12. Scritto da Simone

    Bravo Angelo hai centrato il problema.
    Anche il patto non va commisurato alla spesa storica ma creando dei coefficienti di rapporto spesa/abitante: se non chi sprecava continua a sprecare.
    Poi si sa qualcosa andrebbe aggiustato perché è normale che zogno spenda di più in trasporto alunni (pensa alle frazioni che ha come endenna e poscante…) rispetto ad Almè…

  13. Scritto da orestolo

    Mi sembra la solita proposta …., il problema non è la presenza delle istituzioni, ma che funzionino. Quei piccoli paesi magari di montagna non conterebbero più nulla inglobati in realtà più grandi. Cerchiamo di uscire dalla solita logica becera dei numeri che comandano tutto, ma entriamo nella logica se funziona bene ed è utile deve esserci.

  14. Scritto da un comune < 5000

    ebbravo il signore di Sorisole!!! così si fa… comoda parlare da paese non interessato… avete provato a chiedere agli abitanti di questi piccoli paesi per sentire cosa ne pensano!!! gli sprechi avvengono proprio nei paesi come Sorisole e non nei piccoli paesi… comunque caro signor Zambelli, la prossima volta, prima di proporre… provi ad informarsi!!!

  15. Scritto da Tiziano Trivella

    I piccoli Comuni, secondo me, hanno ancora un significato ben radicato e giustificato (tradizioni, cultura, gestione del territorio, servizi mirati): io, invece, propongo di modificare la Costituzione per abolire quei carrozzoni inutili che sono le Regioni.
    A che cosa mi serve, ad esempio, la Regione Lombardia???
    Oltre che “rubarmi” mensilmente dei soldi sullo stipendio e, annualmente, il bollo auto, che cosa vedo in cambio? Nulla, assolutamente nulla: quali servizi? quali benefici? Niente.

  16. Scritto da residente in un piccolissimo comune

    eliminare i piccoli comuni ed accorpare i servizi non garantisce affatto un risparmio significativo: se si vogliono offrire ancora dei servizi sul territorio si ha ancora necessità di avere una sede/uffici con tutti i costi che comportano; le indennità degli amministratori potrebbero essere ridotte (sono già contenute) ma si perderebbero persone interessate al controllo sul territorio. Ma la cosa peggiore rimarebbe la sterilità delle relazioni con la popolazione ..

  17. Scritto da incantatori di serpenti

    A cosa serve la provincia oltre che decidere la funzionalità degli edifici scolastici e delle strade? Cosa fa il presidente con tutti gli assessori in esubero? Devon solo riscuotere? Tutti a casa questo potrebbe essere l’inizio di una gestione corretta da parte la pubblica amministrazione. Inoltre quando andiamo a votare non facciamoci incantare dai soliti fachiri legopifferai.

  18. Scritto da de che del Sere

    La soglia dei meno 5 mila per l’abolizione è esagerata anche perchè in montagna per esempio non si può tenere conto solo del numero degli abitanti; ci sono anche questioni legate alle distanze , ai collegamenti e ai servizi di cui la gente necessita, specie se la popolazione è anziana; in pianura sarebbe oggettivamente più facile: ci sono comuni come Isso e Barbata che fanno poco più di mille abitanti e sono due municipi.

  19. Scritto da firme false x cota

    Le regioni hanno talmente tante competenze che molte sono demandate alle Province ed ai Comuni. Se qualcuno non è informato su chi fa che cosa, non significa che la regione non faccia nulla, ma solo che quel qualcuno non è informato. Credo che accorpare i piccoli Comuni sia una cosa positiva soprattutto per loro; ad esempio, un piccolo Comune non pò permettersi lo stipendio di un vigile, tre piccoli magari sì. Quindi un accorpamento corretto porterebbe un miglioramento dei servizi, non altro.

  20. Scritto da gioan padan

    L’accorpamento dei comuni è senz’altro auspicabile, come pure l’abolizione delle provincie, non foss’altro che gli illuminati politici nostrani (padani) essendo divenuti conquistatori di poltrone, non gradiscono l’idea. Quantomeno si accorpi e si abolisca solo dove i contesti politici, non servano a loro laute prebende.

  21. Scritto da caal vert

    condivido pienamente la proposta : i costi della politica non sono solo i parlamentari di roma ladrona ma sopratutto la somma dei lauti stipendi e indennità che si portano a casa i vari sindaci e assessori nonchè i consiglieri delle varie ex municipalizzate (figlio di bossi insegna)

  22. Scritto da abitante di piccolissimo comune

    sì, certo, risparmiamo sulle imdennità e abbondiamo nei disagi per i cittadini dei piccoli e piccolissimi comuni: il benessere della popolazione ignoriamolo pure, tanto si tratta solo di piccoli comuni, sarà di livello basso anche la popolazione che li abita, no? Scusate, ma si possono ridurre le indennità agli Amministratori di tutti i livelli della P.A., realizzando ingenti economie ma mantenendo però i servizi alla popolazione, che proprio perché vive in piccoli centri già subisce disagi.

  23. Scritto da padano deluso

    E’ una proposta di tale buon senso che non verrà, aime’, mai applicata anche perche’ una forza importante di governo, la lega, del localismo ha fatto una bandiera , vedi abolizione delle province e l’ultima tragicomica finanziaria con meno 10 meno 9 meno 8 (sembrava il lancio da Cape Canaveral) e poi sparito. Sarebbe interessante, se vivessimo in un paese normale, che qualcuno spiegasse la differenza tra gli prechi locali e gli sprechi di Roma ladrona.

  24. Scritto da swap

    In provincia di Bergamo ci rimetterebbero la pelle ben 188 comuni !
    vedi : http://www.comuni-italiani.it/016/lista.html

  25. Scritto da Valter Grossi

    Prima n poi, quando saremo alla frutta o con la ….. fino al collo e magari (e per fortuna) governati da un Draghi qualcosa del genere si rivelerà indispensabile.

  26. Scritto da Ivan

    Trovo che questa proposta sia un po’ troppo semplicistica e non tenga conto di numerosi fattori che influenzano la vita dei residenti nei piccoli comuni e soprattutto di dove siano i veri sprechi in Italia. Spesso i piccoli comuni sono i più virtuosi, spesso gli amministratori degli stessi si rimboccano le maniche e si mettono a fare i lavori che nemmeno gli spetterebbero (magari gratuitamente). Basterebbe andare un pochino oltre, con poco sforzo, a quello che viene proposto dai media nazionali

  27. Scritto da milva

    Ci sarebbero senza dubbio delle economie importanti, ma forse devono essere proprio i cittadini e le associazioni a far maturare l’idea, dimostrando che le economie di gestione possono diventare servizi migliori. Vorrei dire a #3 che inglobare dei comuni piccoli in uno più grande significa avere un solo sindaco, una giunta, un segretario e una sola struttura di capiripartizione con paga da dirigenti, non significa per forza tagliare gli uffici decentrati più utili.

  28. Scritto da Marco

    Siamo in Italia le idee come queste hanno troppo buon senso e da noi le cose di buon senso non vengono realizzate, si preferiscono quelle anormali dove ci sono sprechi di soldi e sete di potere.
    L’esempio sono piccoli comuni di 3000 abitanti con 5 liste che si fanno la guerra spietata per amministrare un pezzo di terra.

  29. Scritto da Andrea

    mha…gia’ questi comuni sono bistrattati e nemmeno considerati a livello provinciale…figuariamoci se vengono aboliti…. perche’ invece di abolire comuni non si aboliscono gli stipendi e le indennita’ che spettano a chi fa parte di giunte? forse perche’ molti aspirano alla cadrega per prendersi indennita’ facendo poco????

  30. Scritto da Riccardo

    E’ cosa buona e giusta !! Talmente buona e giusta che non verrà mai fatta !

  31. Scritto da Giacomo

    Nel piccolo comune le spese fisse sono soltanto quelle del municipio. Spesso gli amministratori non percepiscono nemmeno indennità (o 100 euro al mese massimo) e lavorano sia da impiegati sia da operatori!!! Gratuitamente. L’importante è creare sinergie ed economie di scala in servizi a livello sovraccomunale. Studiate di più

  32. Scritto da romildigno

    Ma che sprechi avete mai visto nei piccoli comuni?
    Gli sprechi e gli imboscati sono nei grandi comuni, nelle aziende e nei consorzi, nelle società partecipate, ecc.

  33. Scritto da simo

    Un po’ semplicistico ‘sto massimo zambelli.
    Vuol paragonare il Comune di Sestriere o Foppolo con Santa Brigida (tutti e tre con meno di mille abitanti)? Ad esempio è a conoscenza delle competenze del Comune di Orio al Serio che però ha solo 1750 abitanti? Il problema è più complesso, ma gli sprechi non sono nei COmuni ma in altri enti o società!!

  34. Scritto da libero

    Comuni virtuosi come Sorisole,che ben amministrano e che avrebbeto molti soldi da spendere, non possono perchè limitati dal Patto di stabilità, questo è il vero problema! e l’anno prossimo a causa del taglio del 12% agli stanziamenti e dell’ulteriore irrigidimento del patto i comuni non potranno fornire nemmeno i servizi base al cittadini, come tappare le buche per strada… e poi quando Roma deciderà che gli servono i soldi dei comuni li “razzierà” dei loro risparmi lasciandoli in “mutande”!

  35. Scritto da rispio

    Sotto i 5000 abitanti non hanno il patto di stabilità.

  36. Scritto da greta

    Pensa che qualcuno voleva separare Petosino dal resto del COmune per creare il Comune di Petosino pari a meno di 4000 abitanti…

  37. Scritto da pin del monte

    La proposta è troppo intelligente e di efficacia immediata, se attuata. Ma non se ne farà niente fino a quando – e alcuni interventi su tale idea lo provano – non si capirà che accorpare Comuni non significa eliminare i servizi (semmai migliorarli), ma togliere poltrone e relativi soldi e “prestigio”. A proposito: Marco, la guerra si fa addirittura per un centinaio di abitanti. Per l’ultimo voto a Blello c’erano in corsa 7 (sette) liste! Ma non è delirio?
    Pin del Monte

  38. Scritto da Angelo

    Per esperienza so che nei piccoli Comuni gli sprechi sono veramente pochi, il perosnale è al minimo e gli amministratori spesso rinuncia anche alle indennità! Invece di fare una valutazione in base al numero degli abitanti bisognerebbe fare una valutazione in base alla spesa media per abitante e vedreste che in tante città con migliaia di abitanti, soprattutto del sud, le cifre superano quelle dei piccoli comuni!!