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Barista ucciso, caccia al rapinatore

La gente aiuta le indagini della squadra mobile: una decina di persone in questura per testimoniare. Charita la dinamica, indicazioni utili per risalire all'assassino.

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Si stringe il cerchio attorno all’assassino di Leping Zhou, 44 anni, ucciso da una coltellata all’addome sabato sera, dopo aver chiuso il suo bar di via Carducci. Grazie alle testimonianze della gente, la squadra mobile ha raccolto elementi preziosi che hanno consentito di ricostruire meglio la dinamica del delitto. Una decina di persone si sono recate in questura per raccontare quello che hanno visto: tra di loro anche alcuni automobilisti che transitavano a quell’ora, mezzanotte circa. Una famiglia, di ritorno da una cena, ha assistito alla scena e ha voluto dare il suo contributo alle indagini.
Pochi dubbi ormai sul movente: è stata una rapina finita male. Al momento sono escluse altre ipotesi, come quella del regolamento di conti o di un suggestivo omicidio maturato negli ambienti della mafia cinese. Zhou, che a quanto si sa era una bravissima persona, è stato affrontato dal rapinatore all’uscita dal bar, prima di salire sulla sua bicicletta con cui ogni sera tornava in via Carnovali, dove abitava. Vistosi minacciato, è fuggito attraversando la carreggiata, con in mano il sacchetto dell’incasso. Ma l’assassino lo ha inseguito e raggiunto sul marciapiede opposto. Il barista ha resistito, c’è stata una collutazione. A quel punto è partita la coltellata al ventre che ha provocato una forte emorragia, rivelatasi mortale. L’autopsia preciserà meglio le cause del decesso, ma sembrano ormai esserci pochi punti oscuri: il trauma riscontrato al collo della vittima non sarebbe così grave come apparso in un primo momento. 
Dopo esser stato colpito, il cinese è finito a terra in una pozza di sangue, urlando e gridando aiuto. Dalle finestre qualcuno si è affacciato, alcuni automobilisti hanno rallentato e poi accostato. L’aggressore ha lasciato bottino e coltello sul posto, fuggendo a piedi lungo via Carducci, in direzione Curno. Il 118 è arrivato pochi minuti dopo, ma non c’è stato nulla da fare.
In attesa del responso sulle impronte trovate sull’arma del delitto, la squadra mobile continua le ricerche dell’assassino. Massimo riserbo sull’argomento, ma gli investigatori ritengono di essere sulla buona strada. Grazie anche alle testimonianze dei cittadini, che potrebbero avere fornito particolari decisivi per tracciare un identikit. I negozi dell’isolato, negli ultimi tempi, sono stati stati più volte presi di mira da balordi a caccia di qualche spicciolo. Il vicino Blockbuster è stato rapinato per ben due volte in meno di due anni, con modalità anche drammatiche ma per fortuna senza gravi conseguenze. Sabato sera invece ci è scappato il morto.

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