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Tentato omicidio, indagini su truffe e pista passionale

Proseguono le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri sul tentato omicidio di Colle Pedrino.

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Sono le truffe e i precedenti penali della vittima del tentato omicidio, ma anche possibili gelosie, e quindi la pista passionale, i campi nei quali indagano i carabinieri per venire a capo del tentato omicidio di Paolo Vastarella, 46 anni, napoletano con residenza a Codogno (Lodi) al quale sono stati sparati quattro colpi tra la nuca e la testa nella notte tra martedì e mercoledì 20 e 21 luglio. Il tentato omicidio, dal quale l’uomo è scampato miracolosamente, si era consumato nei boschi sopra Colle Pedrino, territorio di Palazzago.
L’identità della vittima è stata svelata e i carabinieri hanno anche rintracciato la donna lituana con la quale Vastarella conviveva da anni e dalla quale aveva avuto un figlio 40 giorni fa.
L’uomo aveva sentenze passate in giudicato per truffa, in particolare per i tipici “pacchi” dell’autogrill, e lavorava negli ultimi anni come venditore d’auto per un concessionario di Rodano (Milano). Per lavoro si muoveva nelle province di Lodi, Milano, Brescia, Como e Mantova.
L’uomo è uscito da casa sua nel tardo pomeriggio di lunedì e dalle 18 di quel giorno il suo cellulare, come ricostruito dai carabinieri, è risultato spento. La ricostruzione di quanto è davvero accaduto risulta oscura da quel momento in poi. Non è chiaro se il giorno successivo Paolo Vastarella possa aver incontrato qualcuno, con il quale è salito spontaneamente a tarda sera fino a Colle Pedrino oppure se sia stato sequestrato e tenuto sotto minaccia, per essere portato tra i boschi, percorrendo quella strada stretta e lunga sopra Palazzago.
Il commerciante d’auto è ricomparso solo mercoledì mattina, attorno alle 9,30, pochi metri più giù della stradina che porta alla cava dell’Italcementi. Incosciente, è stato visto da un allevatore del posto, che ha dato l’allarme. Quattro colpi di pistola conficcati tra capo e nuca, ma ancora vivo, con una frattura alla volta cranica e una contusione celebrale piuttosto grave. L’ipotesi più accreditata è che un sicario, forse in compagnia di un’altra persona, gli abbia sparato la sera prima nei boschi sopra Colle Pedrino, a lato della strada (nella foto), e se ne sia poi andato, lasciando Vastarella a terra e credendolo morto. Vicino ai bossoli sono state infatti trovate tracce di sangue. Poi la vittima, come per miracolo, si sarebbe rotolata lungo un primo pendio tra boschi e rovi, fino ad attraversare la strada per la cava ed entrare in un secondo pendio, per raggiungere la stalla dell’allevatore.
Si tratta anche in questo caso di fatti da ricostruire: il 46enne è stato ritrovato con gli slip addosso, con la maglietta a poca distanza, senza i bermuda e le infradito che indossava quando è uscito di casa. Anche l’auto con la quale aveva lasciato l’abitazione sembra scomparsa nel nulla. Di certo gli aggressori, per arrivare fino a Colle Pedrino e scegliere quel luogo per l’esecuzione, conoscevano bene il posto. Nei prossimi giorni i carabinieri del nucleo investigativo provinciale torneranno a fare un sopralluogo.

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