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Il Caravaggio conteso: “Ma le carte dicono che è milanese”

Ironia e verità accertata: così Pierluigi Panza sul Corriere della Sera racconta della contesa tra Milano e Bergamo per il grande artista Michelangelo Merisi.

Ironia e verità accertata: così Pierluigi Panza sul Corriere della Sera racconta della disfida tra Milano e Bergamo per il grande artista Caravaggio. 

Premesso che tra Caravaggio e un aeroporto c’è lo stesso rapporto che esiste tra i templi egiziani e uno stambecco, una fatal contesa oppone, nel nome del pittore, Letizia Moratti e i consiglieri provinciali dell’Udc bergamasca. Il sindaco di Milano ha proposto di intitolare a Caravaggio il presunto hub di Malpensa; i consiglieri Udc della provincia di Bergamo quello di Orio al Serio. Inutile dire che, se non ricorressero i 400 anni dalla morte, di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio poco sarebbe interessato a entrambe le parti. Invece Caravaggio è diventato quest’anno un’icona pop, per cui si riscoprono sue presunte ossa che vengono portate in giro per l’Italia come una reliquia, si clona nel paese di Caravaggio la Cappella Contarelli della chiesa di San Luigi dei Francesi di Roma da lui dipinta, ci s’inventa la Notte caravaggesca e si apre la Pinacoteca Ambrosiana (coda naturalmente) per vedere la «Canestra» da lui dipinta che è lì da sempre e—detto fuori dai denti — è un modello allegorico cristologico utilizzato in quadri ben più complessi.

Ma veniamo ai paradossi della vicenda aeroportuale. Primo: sorprende che siano proprio Moratti e l’Udc a proporre il nome di Caravaggio. Viene da chiedersi: sanno che Caravaggio fu assassino, omosessuale, frequentatore assiduo di prostitute, maghe e certamente «valent’huomo» di assai mal costume? Come mai, di solito, queste caratteristiche non vanno bene e, in questo caso, sì? Secondo: andrebbe aperto un caso nominalistico sugli aeroporti italiani. Quello di Roma è intitolato a Leonardo da Vinci, che a Roma è stato tre anni (1513-1516) passati più che altro, racconta Vasari, a scuoiare ramarri. A Leonardo andava intitolato l’aeroporto di Milano, dove è vissuto a lungo sotto Ludovico il Moro realizzando il non proprio ininfluente Cenacolo. Mentre quello di Roma poteva essere intestato a Caravaggio, perché lì ha dipinto la gran parte delle sue opere.

Terzo: il clou della contesa tra Moratti e l’Udc, verte, però, sui natali del pittore. E qui, metodologicamente, carta canta. L’unico atto che, da dopo il Concilio di Trento, è utile per stabilire dove uno sia nato è il «registro delle anime» dove i prevosti annotano l’atto di battesimo; altro gli storici non hanno! E’ chiaro che, per paradosso, in un giorno si potessero anche nel Cinquecento percorrere alcuni chilometri (ma assai pochi). Ma resta il fatto che non lo si può provare. Per cui, anche per Caravaggio, fa fede l’atto di battesimo ritrovato da Vincenzo Pirami nell’Archivio Diocesano di Milano. Atto che così recita: settembre 1571: «Adi 30 fu bat(tezzato) Michelangelo f(ilio) de D(omino) Fermo Merixio et D(omina) Lutia de Oratoribus. Compare Fran(cesco) Sessa». Fermo Merisio e Lucia Aratori, genitori del pittore, si erano sposati a Caravaggio nel gennaio del 1571. E il pittore era nato probabilmente il 29 settembre a Milano e subito battezzato.

Commenti

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  1. Scritto da Andrea

    E’ una questione di soldi…La Moratti probabilmente non sa neanche chi sia Il Caravaggio ma di certo fa gola averlo nella propria palmares quando porta bei quattrini.. La città Caravaggio lo ha sempre ricordato e onorato senza mai farci una lira, non c’è un negozio che ne propone i gadget o quant’altro, questo perchè il suo artista è amato per quello che era e che sarà,CARAVAGGINO, non per i soldi che può portare. Merisi sei e resterai Caravaggino!

  2. Scritto da buconellacqua

    @1 BASTA LO VAI A DIRE A CASA TUA!!
    Uno ha il diritto di intestare un posto pubblico a qualunque personaggio pubblico. Non c’è nessuno squallore, né nel posto né nel personaggio. Esiste l’aeroporto Leonardo Da Vinci, l’aeroporto Johann Strauss la stazione di Porta Garibaldi, la piazza Marconi. Cosa vuoi???
    L’unica cosa squallida sono certi discorsi di chi pretende di sapere tutto e vuol dettar legge. In teoria dovremmo essere in un Paese libero.

  3. Scritto da uno che la verità se la cerca con la propria testa e non

    Allora: facciamo il punto. Il certificato di battesimo dice solo che è stato battezzato a Milano. Può essere che sia nato a Caravaggio e che in giornata si sia trasferito a Milano, dove poi è stato battezzato (del resto suo padre lavorava a Milano). Ma ciò non si può dimostrare. Così come non si può dimostrare che la famiglia fosse già a Milano al momento della nascita.
    Lampante, no?

  4. Scritto da un po' di quello che ci vuole

    E’ figlio di bergamaschi no? Cio’ basta a fare di lui un bergamasco. Ma a Milano non hanno niente di meglio da fare che cercare di appropiarsi dei natali di uno che per secoli è stato considerato bergamasco e per giunta porta il nome di Caravaggio? Come se noi volessimo i natali di uno che si chiama che so io..buccinasco…o pioltello. Non avete altri artisti per dare il nome all’aeroporto?

  5. Scritto da Italia libera

    Signori, ecco a voi il Bergamo News. Un giornale che ripete a pappagallo ciò che dice il giornale di via zolferino a Milano.
    Io sottoscrivo @1 e dico che in Italia nei media ormai regan la menzogna.
    L’importante è far far notizia alla menzogna.

  6. Scritto da buon senso

    Credo che non ci debbano essere regole per nominare un aeroporto, una stazione, o una via. Si ricordi l’articolista che l’Italia è un Paese libero (anzi: dovrebbe essere libero). Caravaggio è un personaggio universale, come Leonardo da Vinci.

  7. Scritto da E alura???

    Scusate… ma Malpensa è milanese così come lo è Orio al Serio: per niente! L’uno è aeroproto di Varese, l’altro è di Bergamo. Qual è il problema? Non c’è nessuno scippo, Berghe, desde fo’ de la büsa. Tu ti svegli solo quando c’è da far guerre dalle cause perse?

  8. Scritto da l

    @1
    Le carte non dicono un bel niente. Sono d’accordo con te. Non si dimostra nulla, ma hanno voluto forzare le cose.

  9. Scritto da Tuditanus

    Basta.
    Lasciamo riposare in pace l’anima di Michelangelo Merisi.
    Proporre l’intitolazione a lui di uno dei due aeroporti tuttora innominati dell’area metropolitana lombarda è stata un’idea più ottima che buona, ma lo pseudodibattito che ne è seguito è stato più squallido che pessimo.
    Che i morti seppelliscano i morti.
    Se si vuole far proseguire lo pseudodibattito su questi livelli indegni, allora si abbia anche il fegato di proporre nomi di personaggi controversi e squallidi.