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Quattro colpi in testa, ma ?? fuori pericolo di vita fotogallery video

E' tenuto in coma farmacologico dai medici ma ?? fuori pericolo di vita il 46enne che qualcuno voleva uccidere nei boschi sopra Colle Pedrino.

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E’ tenuto in coma farmacologico dai medici, ma risulta fuori pericolo di vita, l’uomo di origini napoletane di 46 anni, residente a Lodi, che qualcuno voleva uccidere nei boschi sopra Colle Pedrino (Palazzago), nella notte tra il 20 e il 21 luglio.
Arrivato in condizioni gravissime in ospedale dopo l’allarme di un allevatore del posto alle 9,30 di mercoledì, l’uomo è stato operato nella giornata di ieri (venerdì 23) e risulta ora fuori pericolo di vita. Da parte degli inquirenti c’è il massimo riserbo sulla vicenda e su tutta l’attività d’indagine. Il quarantaseienne è stato identificato grazie alle impronte digitali. L’allevatore l’aveva trovato semi incosciente, con il volto ricoperto di sangue, sdraiato a fianco della stalla dove tiene alcuni asini. L’uomo si lamentava vagamente ma per lui i soccorsi sono arrivati in tempo. In ospedale, da parte dei medici, la macabra scoperta: qualcuno gli aveva sparato in testa quattro colpi di pistola calibro 22. Proiettili piccoli, solitamente non utilizzati da criminali di professione che vogliono ammazzare andando sul sicuro.
Altri elementi, però, oltre ai quattro colpi in testa, lasciano pensare ad una chiara volontà di esecuzione che si è consumata sul ciglio di una strada, sopra un ripido pendio pieno di alberi. Oltre a percorrere con il quarantaseienne, forse bloccato nell’auto, almeno cinque chilometri di strada stretta, buia e piena di curve sopra Palazzago, l’uomo, o gli uomini che hanno provato ad ucciderlo, lo hanno costretto a spogliarsi, a disfarsi di tutti gli oggetti personali che aveva con sè, a togliersi anche i pantaloni. Quindi i quattro colpi in testa calibro 22, usciti tutti dalla stessa pistola e una spinta nel dirupo. Forse colpi sparati mentre l’uomo era ancora tenuto fermo dai suoi sicari, o forse sparati mentre stava già cercando di liberarsi e di fuggire.
Certamente un lavoro malfatto da parte dei sicari, perchè il ferito è rimasto cosciente almeno per alcuni minuti: il tempo che gli bastato per superare il primo pendio tra gli alberi, raggiungere la stradina che porta alla cava dell’Italcementi e buttarsi di nuovo su un prato, fino ad individuare la stalla dell’allevatore e a fermarsi lì, privo di forze. Quando è stato trovato aveva addosso solo gli slip. Si era tolto la maglietta. Tramite le telecamere installate nella zona, e in particolare a Palazzago, i carabinieri stanno cercando di individuare movimenti sospetti nella notte tra il 20 e il 21 luglio. Al setaccio anche i contatti del cellulare del quarantaseienne.

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