Ma ora i problemi sono legati all’Adda-Cherio
Lodo arbitrale assegna all’impresa pi?? di 4 milioni extra appalto. Il Consorzio paga confidando nel rimborso del ministero: ma i fondi non arrivano.
Mentre c’è chi racconta relazioni pericolose con la "cricca" di Anemone e Balducci, il Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca è alle prese con un’altra questione piuttosto delicata che, se non risolta, andrebbe a pesare sulle tasche degli agricoltori della zona compresa tra l’Adda e il Cherio.
Già, perché non arrivano dal ministero i soldi che un lodo arbitrale ha imposto di versare all’impresa che ha ormai quasi concluso l’opera, soldi che il Consorzio ha già versato contraendo un mutuo di oltre quattro milioni di euro.
L’opera in questione, un canale irriguo, collega appunto il fiume Adda col Cherio per consentire a quest’ultimo di avere abbastanza risorse idriche per l’agricoltura locale. Ebbene, l’intervento è stato appaltato anni orsono a un’associazione di imprese (Aiace). I lavori si sono interrotti e poi hanno dovuto essere modificati per via di ritrovamenti archeologici e i prezzi sono lievitati di un bel po’. L’impresa ha infatti chiesto rimborsi per 9 milioni e il consorzio, contrario, si è affidato a un lodo arbitrale (previsto dalla legge). Il lodo ha concluso gli esami decidendo che all’impresa andavano altri 4 milioni di euro e, per far proseguire i lavori, il Consorzio ha pagato contraendo un mutuo.
Però il collegamento Adda-Cherio è un’opera interamente finanziata dal ministero e quindi anche quei soldi dovrebbero arrivare da qui. Invece non arrivano: da un anno ormai e il timore all’interno del Consorzio è che, vuoi per i vari tagli governativi, vuoi per la necessità di andare coi piedi di piombo in queste situazioni, alla fine il costo resti sulla groppa dell’ente presieduto da Marcello Moro. Un costo che alla fine verrebbe spalmato su chi usufruisce del servizio, in questo caso probabilmente gli agricoltori.

