“L’appalto ad Anemone prima del mio mandato”
Il presidente del Consorzio di Bonifica invia alcune precisazioni all’articolo pubblicato da “Il fatto quotidiano”.
Egregio Direttore,
non è mia abitudine intervenire nei dibattiti sui quotidiani. Oggi lo faccio,non tanto e non solo perché si tenta di infangare il nome del sottoscritto e dell’ente che rappresento (tentativo non nuovo del resto), ma perché lo si fa con una tale goffaggine e approssimazione che pare per lo meno sospetta se non intenzionale: date completamente sbagliate, morti che ritornano in vita, segretari di commissione inesistenti, ecc…
Non mi dilungo sulla doverosa premessa che si evince da chi conosce anche solo superficialmente l’amministrazione del Consorzio: il Presidente ed il Cda non hanno alcun potere sulla gestione degli appalti e/o gare pubbliche.
In aggiunta a ciò devo dire che, dopo circa 10 anni dall’aggiudicazione dei lavori, dagli atti in mio possesso non mi risulta che relativamente a questo appalto ci siano stati ricorsi al TAR ne tantomeno indagini della magistratura.
Per doveroso buon gusto non mi dilungo neanche sugli aspetti legati alla mia vita privata, che tali restano.
Ma veniamo ai fatti certi, verificabili e incontrovertibili relativi all’articolo apparso su ‘Il fatto quotidiano’ ripreso da Bergamonews:
1.Il sottoscritto è stato eletto Presidente del Consorzio nel settembre 2003.
2.L’appalto a cui si fa riferimento per paventare il teorema criminoso che mi coinvolgerebbe risale al 2001, ben due anni prima della mia elezione.
3.Nel 2001 moriva il rag. Giulio Caiazza, e come è evidente non poteva sedere nell’organo amministrativo del Consorzio durante i lavori, tantomeno nel 2006 a 5 anni dalla sua morte.
4.La commissione di collaudo fu nominata dal Consorzio nell’ottobre 2002 (un anno prima della mia elezione).
5.Dagli atti in mio possesso risulta evidente che il dott. Marco Caiazza, figlio del defunto di cui sopra, non ha mai fatto parte ne ricoperto nessun incaricoall’interno della Commissione di collaudo dell’opera stessa (tanto meno quello di Segretario).
Mi esimo dal commentare oltre e non è questa la sede per capire chi e perché abbia interesse ad infangare la mia persona, ma è ovvio che il tentativo di tirarmi in mezzo è davvero maldestro oltre che privo di ogni fondamento, con l’unico scopo di diffondere illazioni e vergognose calunnie verso la mia persona. Darò ovviamente mandato per tutelare la mia onorabilità in sede giudiziale e nei confronti di chi ordisce tali infamie e, pur nel legittimo e sacrosanto diritto di cronaca, di chi scrive e pubblica simili grossolane e tendenziose falsità.
Cordiali Saluti
Marcello Moro
Presidente Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca
Pubblichiamo molto volentieri le precisazioni del dottor Moro all’articolo de "Il fatto quotidiano" ripreso da Bergamonews. Precisazioni che rettificano alcune informazioni errate (in particolare quelle che riguardano Giulio e Marco Caiazza), ma che confermano come l’appalto e il successivo collaudo siano stati affidati a personaggi oggi finiti nell’occhio del ciclone. Nel pezzo in questione non si muove alcuna accusa all’attuale presidente del Consorzio di Bonifica, tantomeno di aver affidato lui gli incarichi. Non si capisce, quindi, a quali "illazioni e vergognose calunnie" si riferisca. Quanto alla minaccia di perseguire chi "ordisce tali infamie", si tranquillizzi ed usi un linguaggio meno passibile di controquerele. Chi riveste un ruolo pubblico deve mettere in conto di essere chiamato in causa, anche con richieste provocatorie o malposte. Se non si ha nulla da nascondere o da temere si riponde. Con i fatti, come dimostra la lettera che pubblichiamo, non con le querele.

