Valbona, l’assemblea dice sì all’accordo
Otto persone al termine della cassa straordinaria andranno a lavorare nella nuova realtà .
Giornata cruciale, quella di mercoledì 30 giugno per la questione Valbona. Si è svolta infatti l’assemblea dei lavoratori che doveva ratificare l’intesa raggiunta tra azienda e sindacati. “È stata un’assembra movimentata – riferisce Giancarlo Carminati, della Fim Cisl -, perché la tematica era particolarmente calda, ma il voto (22 a 4 favorevoli all’intesa) ci ha consegnato una fabbrica che ha saputo trovare forte solidarietà al proprio interno”.
Al termine dell’assemblea, si è svolto l’incontro con l’azienda per ratificare l’accordo, e quindi il colloquio con alcuni imprenditori locali che si sono detti interessati a rilevare le lavorazioni della Valbona. “Tutti hanno dato prova di concretezza – continua Carminati -, non hanno sparato cifre ne numeri campati in aria. Non prenderanno il marchio, ma parte delle lavorazioni meccaniche, mettendo sul tavolo investimenti che comporterebbero l’assunzione di almeno 8 persone, con possibilità di estendere l’occupazione secondo piani industriali che alimentano fiducia”.
“Si chiude un’azienda nota e rinomata nella Val di Scalve – nota con rammarico Carminati -, ma l’obiettivo di mantenere l’occupazione e le lavorazioni meccaniche in questo territorio già oltremodo svantaggiato di suo è stato salvaguardato. Non è stato possibile farlo totalmente, ma stante le condizioni credo che sia stato fatto nel modo migliore e il voto dei lavoratori conferma la validità delle nostre tesi”
La Valbona chiuderà al termine della CIGS, quindi tra un anno. Intanto, verosimilmente nel giro di due settimane Cassina dovrebbe trovare l’accordo con l’imprenditore o la cordata che darà maggiori garanzie, così il lavoro, almeno per i primi otto lavoratori, potrà ripartire subito.
“A noi piace sottolineare – conclude Carminati – che ci fa piacere aver trovato persone di buona responsabilità interessati a investire in valle”.

