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Stipendi tagliati, i sindaci: “Ma i problemi sono altri”

Prevedini (Caravaggio), Lamera (Romano), Carrara (Albino) si vedranno ridurre la busta paga, ma sono alle prese con pi?? cospicui tagli dei trsaferimenti statali ai loro municipi.

Un taglio del 7 oppure del 3 per cento allo stipendio dei sindaci bergamaschi è previsto nella manovra del governo. Un taglio che non sembra creare alcun problema ai primi cittadini della provincia orobica alle prese con ben altre riduzioni per i Comuni di riferimento. Dal Pdl alla Lega passando per il centrosinistra, il ritornello è sempre lo stesso: "Cosa vuole che sia, il mio pensiero va ai ridotti trasferimenti statali che mi obbligheranno a intervenire sui servizi". 
Così commenta per esempio Luca Carrara, alla guida di Albino, 18 mila residenti e dunque una decurtazione del 7 per cento della sua busta paga: "Il mio stipendio ha già subito una decurtazione del 30 per cento insieme a quello dell’amministrazione: una sanzione per non aver rispettato il patto di stabilità (quando mi hanno eletto, a mertà 2009, i conti erano già imbastiti, non certo da me). Ma quel che mi preoccupa è che ben mezzo milione di trasferimenti non arriveranno più ad Albino. Cosa faremo? Temo dovremo ridurre il capitolo dei servizi sociali. D’altra parte gli stipendi dei dipendenti non si possono abbassare". Luca Carrara si aspettava che la protesta dei sindaci lombardi con la restituzione simbolica della fascia ottenesse almeno un risultato: "Invece nonostante la stragrande maggioranza dei primi cittadini lombardi sia del centrodestra, la stessa coalizione che governa a Roma, nemmeno le loro sollecitazioni hanno avuto risposte".
Anche il sindaco di Romano di Lombardia, Michele Lamera, Pdl, ha già ridotto il proprio stipendio del 10% in ottemperanza a una precedente finanziaria: "Se un’ulteriore decurtazione del 7% fosse l’unico taglio sarebbe il minore dei mali. Invece siamo alle prese con una nuova razionalizzazione della spesa perché altri fondi verranno ridimensionati. Non vogliamo intervenire sulla spesa sociale e non vogliamo mettere le mani nelle tasche dei cittadini, perciò agiremo sul capitolo delle manutenzioni, fin dove possiamo". Michele Lamera non crede nelle proteste simboliche ma non esclude che tenterà "di far valere le mie ragioni nelle sedi competenti". 
Invece dal fronte Lega, Giuseppe Prevedini, sindaco di Caravaggio che fino a nuovo censimento viene considerato con meno di 15mila abitanti nonostante ne abbia 16 mila e rotti, e quindi subirà un  taglio del 3 per cento soltanto, sta già pensando alle mosse per migliorare la situazione economica della cittadina della Bassa: "La richiesta che faccio ai miei parlamentari di riferimento è di muoversi per accelerare i tempi e far sì che entro tre mesi parta davvero il federalismo demaniale. Con la possibilità per i comuni di vendere i bene demaniali che a quel punto diventeranno di loro proprietà. Caravaggio respirerebbe: tante sono infatti le aree demaniali che riuscirebbe a vendere facendo cassa".