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“La manovra lascia in mutande gli enti locali”

Venerdi 18 giugno sotto la sede della Provincia di Bergamo il Partito Democratico organizza un presidio contro la nuova manovra finanziaria presentata dal Governo.

Venerdi 18 giugno alle 18 sotto la sede della Provincia di Bergamo in via Tasso il Partito Democratico organizza un presidio di protesta contro la nuova manovra finanziaria presentata dal Governo.
E’ una delle tappe di avvicinamento che il Pd organizza in tutta la Lombardia e che porterà alla manifestazione nazionale del 19 a Roma al Palalottomatica. Il simbolo scelto sono delle semplici mutande, che rappresentano lo stato in cui sono ridotti i Comuni…in mutande appunto!
"Quella di Tremonti – ha dichiarato Matteo Rossi, responsabile enti locali del Pd Lombardo – è una manovra fortemente centralista che taglia 4 miliardi di euro agli Enti Locali nei prossimi due anni. I tagli a Regioni Province e Comuni colpiranno famiglie, studenti, lavoratori e piccole imprese. E’ sorprendente come di fronte a questo, gli autorevoli esponenti della Lega non pronuncino una sola parola a sostegno delle autonomie locali contro una manovra che rischia di produrre pesanti danni. Davvero uno strano modo di rappresentare gli interessi della Lombardia. Dopo questa mannaia, nessuna ipotesi federalista potrà essere realizzata compiutamente. La Lega non è più, nei fatti, un partito federalista".
La manovra economica del governo, ha dichiarato Gabriele Riva, segretario provinciale Pd, "non serve a migliorare gli obiettivi del triennio 2010-2012, non ha nulla a che vedere con la crisi greca ed invece è resa necessaria da due anni di errori e di scelte politiche di carattere elettorale. Nasce da qui lo sforamento degli obiettivi di spesa per acquisti di beni e servizi delle amministrazioni centrali di 5 miliardi e un allargamento dell’evasione di almeno 7 miliardi. Contemporaneamente le scelte del governo non sono state capaci di sostenere lo sviluppo. Sono questi i conti non in ordine che l’Europa ci chiede di riportare in ordine. La manovra è frutto di impostazione sbagliata di politica economica che continua a separare risanamento e crescita. Siamo di fronte ad una manovra che non ha alcun elemento di equità, a pagare saranno soprattutto i lavoratori e gli enti locali. I cosiddetti “tagli orizzontali” non distinguono tra cio’ che va tagliato e potrebbe essere tagliato anche molto di piu’ e cio’ che invece ferisce nel vivo il corpo produttivo del Paese, e vanno a penalizzare le categorie più svantaggiate, come quella dei cittadini che percepiscono una pensione di invalidità per la quale la percentuale di invalidità necessaria a ricevere la pensione si alza dal 74% all’80%".
Il Pd propone: investimenti per l’economia verde, il risparmio e l’efficienza energetica; sostegno alla scuola, all’università e alla ricerca; una riforma fiscale per spostare il carico dai redditi da lavoro e impresa ai redditi da capitale; l’allentamento del patto di stabilità interno per comuni Province e Regioni per far ripartire gli investimenti nelle infrastrutture e aprire migliaia di piccoli cantieri; il riavvio delle liberalizzazioni nel settore dei servizi; la lotta all’evasione; una nuova politica industriale; interventi incisivi nella riorganizzazione delle autonomie territoriali.