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Donati Group, energia e design nuove frontiere

La diversificazione coniugata all'innovazione hanno permesso alla societ?? di Medolago di crescere nonostante la crisi.

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Tutto nasce dall’allumino, anzi da uno specifico pannello, il doluflex, una sorta di “passepartout” che ha consentito a Donati Group (nella foto a fianco Franco Donati) di entrare in settori produttivi sempre più vari.
Così, partendo dai progetti “chiavi in mano” nel settore dell’isolamento termo-acustico, il gruppo ha puntato su una diversificazione massima, dall’energia al design, abbinata però ad una fedeltà di fondo al prodotto. Una strategia che ha permesso alla società di Medolago di fronteggiare un’annata difficile e di porre le basi per un’ulteriore espansione. Così se il 2009 è stato chiuso da Donati Group con un fatturato di 14,2 milioni di euro, contro i 14,8 milioni dell’anno precedente, per quest’anno si prevedono vendite superiori ai 18 milioni, grazie a commesse di grande respiro come il rifacimento interno delle carrozze ferroviarie destinate ai percorsi di medio-raggio, commissionato da Trenitalia per un valore di 35 milioni di euro, e la partecipazione ai lavori per il centro direzionale Fiera Rho.
Nel 2009 l’azienda ha invece operato all’interno del cantiere per il nuovo ospedale di Bergamo, dove ha collocato sui soffitti pannelli radianti che consentono una buona climatizzazione contenendo i costi energetici. Analogo intervento, sempre nel 2009, all’ospedale Niguarda di Milano.
Un dinamismo che avrà riflessi positivi anche per gli occupati, saliti dal 2008 ad oggi da 42 a 58 unità e che dovrebbero incrementarsi a fine anno di un’altra quindicina. Questo aumento è legato anche all’obiettivo del rafforzamento del management in un’azienda a gestione familiare, in vista di un futuro passaggio generazionale. 
L’innovazione ha guidato tutto il processo di diversificazione, dal ferroviario e navale, dove è essenziale avere materiali resistenti, leggeri e incombustibili, ai negozi, agli show room, agli alberghi, al design e all’energia. Parallelamente sono nate le società partecipate per l’energia Xeliox e Quattromila, quest’ultima focalizzata sulla creazione di un maxi impianto in Puglia, Rirradia per i controsoffitti radianti e le controllate Restival, centrata sulla produzione di rete stirata che si ricava dalla lavorazione di fogli metallici, e Aton, shopping d’arte e design.
Proprio il design rappresenta una delle focalizzazioni 2010. Fra i progetti c’è la collaborazione per la creazione dell’opera Arlecchino urbano, architettura-scultura contemporanea allestita all’Università statale di Milano in occasione della manifestazione Milano Capitale del Design.
Nasce dal legame con il mondo del design anche Aton, un contenitore per le creazioni di designer o artisti, ma anche una “bottega” aperta da poco meno di un anno in via Quarenghi,
dove sono protagonisti oggetti in alluminio e design internazionale o etnico selezionati in base al contenuto innovativo, alla riciclabilità dei materiali e al buon rapporto qualità-prezzo.
Si lega strettamente al design anche l’ultima corposa collaborazione con il mondo della scuola, quello con il liceo artistico di Bergamo, che ha coinvolto nell’anno scolastico in corso 500 studenti ai quali è stato chiesto di realizzare un oggetto di design, che sarà effettivamente prototipato. Al vincitore andrà una borsa di studio. Recentemente Donati Group ha collaborato con l’Istituto Natta per la creazione di Solarlab, laboratorio solare termo-dinamico, e prima ancora con l’istituto Pesenti per la realizzazione del prototipo di auto promosso da Confindustria Bergamo. 
“Penso che sia importante far respirare ai ragazzi l’aria della fabbrica – spiega Franco Donati, general manager e fondatore della società insieme al fratello Giuseppe, che ne è il presidente – del resto anche i nostri nonni imprenditori erano vicini alla scuola. Oggi invece l’interesse da parte delle imprese non è generalizzato, ma solo sporadico. Non servono nemmeno tanti soldi, più o meno quelli che vengono dati per sponsorizzare la squadra del paese”. 
“Fra i nostri dipendenti la metà è laureata – spiega ancora Franco Donati– e ciò è una diretta conseguenza della nostra strategia: non si può fare i cinesi contro i cinesi, occorre essere sul mercato con prodotti realmente innovativi, altrimenti saremo perdenti”. Di qui la scelta di utilizzare tecnologia interna, costantemente brevettata e realizzata con macchinari “fatti in casa”. Donati Group detiene 8 brevetti internazionali, 16 brevetti europei e una trentina di certificati di prodotto.
Ma per Franco Donati l’impresa innovativa non è sostenuta e la ricerca resta di fatto sulle spalle dell’imprenditore. “C’è troppa burocrazia – denuncia – non è facile partecipare ai bandi pubblici. Noi, per esempio, siamo presenti con Xeliox in progetti finanziati da Industria 2015 e dal bando regionale per le energie rinnovabili, ma in ogni caso si tratta di soldi che arrivano a posteriori e questo spiazza molte imprese, soprattutto le start-up che non sono in grado di anticipare grosse cifre. Inoltre il sistema nel suo complesso è ancorato a vecchi schemi: noi spendiamo ogni anno decine di migliaia di euro per i brevetti, sul bilancio però, a parte le spese vive, tutto questo non risulta, i brevetti valgono zero, eppure in alcuni paesi europei la situazione è diversa e l’impresa viene valutata tenendo presente il suo vero valore”.

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