Logo

Temi del giorno:

“Proposta indecente” imprenditori bergamaschi criticano il premier

Il presidente di Confindustria Carlo Mazzoleni parla di richiesta “inopportuna”: con lui Barcella e Moltrasio. Applausi invece alla relazione di Emma Marcegaglia, anche da parte di Matteo Zanetti.

"Una proposta indecente”. Così il presidente di Confindustria Bergamo, Carlo Mazzoleni, definisce la richiesta plateale (e gelidamente accolta) che il premier Silvio Berlusconi ha avanzato all’assemblea, riunita a Roma, di esprimersi in merito al suo invito alla presidente Emma Marcegaglia di assumere l’incarico di ministro all’Industria e allo Sviluppo.
Un parere, quello di Carlo Mazzoleni che ha trovato del tutto “inopportuna” la domanda di Berlusconi, pienamente condiviso dagli altri esponenti dell’imprenditoria orobica presenti all’assemblea dei cent’anni dell’Associazione. “Bizzarra” la definisce infatti Alberto Barcella (presidente regionale): “La forza di Confindustria sta nella sua autonomia rispetto agli schieramenti politici, come si può chiedere così esplicitamente di venirne meno?”. Mentre di “grave e sorprendente errore” parla Andrea Moltrasio (fino a ieri vicepresidente nazionale) che commenta: “Denota un non rispetto delle istituzioni, non solo la nostra, ma anche quelle politiche”.
Proprio Andrea Moltrasio sottolinea come il presidente del Consiglio gli sia parso molto meno combattivo del solito, molto remissivo: “O si è accorto di aver avuto atteggiamenti sbagliati nei confronti della crisi, oppure la situazione è più grave di quanto ammesso finora”. Un timore che ribadisce anche Carlo Mazzoleni: “Non ha dato alcuna risposta alle istanze avanzate da Emma Marcegaglia, istanze chiare, esplicite, senza sconti a nessuno. Non solo non è entrato nel merito ma non ha neanche distribuito la carica di ottimismo di cui forse in questo periodo abbiamo bisogno”.
A proposito delle istanze della leader degli imprenditori, riconfermata proprio mercoledì per il nuovo biennio con il 98% dei consensi, al vicepresidente della Camera di commercio di Bergamo, Matteo Zanetti, è piaciuta in modo particolare “la promozione diretta di un tavolo che faccia incontrare tutte le organizzazioni datoriali e il sindacato per affrontare il momento delicato e definire l’agenda per programmare sviluppo”. Sviluppo e crescita, già: perché la crescita è necessaria, come ribadisce Alberto Barcella, “non solo per uscire dalla situazione difficile degli ultimi anni ma anche per garantire al nostro paese la capacità di mantenersi al livello delle realtà più avanzate”.
Già perché non basta la ripresina della produzione che per l’Italia è data ancora bassa nel 2010, conclude Carlo Mazzoleni “dobbiamo allinearci agli altri Paesi europei e agli Stati Uniti col 2-3 per cento. Per questo c’è stato da parte della presidente di noi tutti un plauso alla manovra del governo che va a intervenire sulla spesa pubblica, ma insieme una richiesta che questi interventi non siano spot ma diventino strutturali e vengano accompagnati dalle dovute riforme”.