I bergamaschi e la crisi: ne scrive il Timesonline
Sul Timesonline di gioved?? 27 maggio c’?? un articolo dedicato a come i bergamaschi leggono l’attuale situazione. Il titolo ?? significativo: “Ai piedi delle Alpi Bergamo lamenta la fine della Dolce Vita”.
Sul Timesonline di giovedì 27 maggio c’è un articolo tra l’economico e il sociale firmato da Martin Fletcher,scritto a Bergamo e dedicato a come i bergamaschi leggono l’attuale situazione di crisi. Il titolo è significativo: "Ai piedi delle Alpi Bergamo lamenta la fine della Dolce Vita".
Eccolo
Tra i tanti tesori medievali a Bergamo, con le sue piazze e palazzi, c’è una cappella del 15° secolo che contiene la tomba di Bartolomeo Colleoni, un soldato di ventura che presumibilmente aveva tre testicoli. Le sue porte in ottone sono caratterizzate dal suo stemma, che comprende tre sfere rese lucide e brillanti da parte dei visitatori che li strofinano per avere fortuna.
Negli ultimi tempi quelle palline sono state accarezzate un po più del solito. Angela Fornini, custode della chiesa dice "Con la zona euro in crisi in Italia si riducono le spese per evitare di diventare un’altra Grecia, così le persone sono alla ricerca di ogni aiuto possibile. Per la gente comune, i bei tempi – la Dolce Vita – sono finiti".
Da Mulhouse, nella Francia orientale, ci siamo erano recati a Bergamo con il treno, con cambio a Basilea e Milano. Le due città sono gemellate, ma presentano molti contrasti. Mulhouse è un vecchio centro industriale, Bergamo antica capitale di provincia ai piedi delle Alpi, con costosi ristoranti all’aperto, boutique, bar caffè (senza Starbucks qui) e cassettoni in stile.
Anche gli interessi dei loro cittadini sono diversi.
Mentre Francia e Germania stanno aiutando a finanziare con 750.000.000.000 di euro (640 miliardi di sterline) salvataggio di Grecia e altri Stati membri dissoluti, la questione è se l’Italia dovrà essere un beneficiario di questo piano di salvataggio. Oppure, in altre parole, l’acronimo di quei paesi la cui spesa mette così in pericolo l’euro è Pigs (Portogallo, Repubblica d’Irlanda, Grecia e Spagna) – o Piigs?
Ci sono tante opinioni quanti sono gli italiani, ma non mancano bergamaschi che temono che il loro paese sarà il prossimo dopo la Grecia.
"E’ solo una questione di tempo. Hai guardato l’economia italiana?” chiede Lorenzo Zilioli, 38 anni, un perito assicurativo. "Siamo ogni giorno sempre più come la Grecia”. Renato Di Giacomo, 28 anni, laureato in legge, lavora in un supermnercato e dice: "Noi tutti dovremmo emigrare".
Il loro pessimismo è comprensibile. Il debito nazionale in Italia è 115 per cento del PIL, il più alto della zona euro. Il Governo di Silvio Berlusconi ha annunciato una manovra di 24 miliardi in due anni, con interventi sulle pensioni, l’occupazione del settore pubblico, l’età pensionabile, i contributi alle amministrazioni locali, i beneficiari di prestazioni fraudolenti ed evasori.
"Misure severe per salvare noi stessi", proclama la prima pagina del quotidiano Il Giorno.
L’Italia deve fare "sacrifici molto pesanti per salvarsi dal rischio greco", spiega il braccio destro di Berlusconi. In un altro giornale, L’Eco di Bergamo, un vescovo italiano prevede un aumento dei suicidi.
Altri Bergamaschi, tuttavia, la pensano in maniera opposta evidenziando come il belpaese sia uno dei fondatori orgogliosi dell’Unione europea nonché membro del G8. "Non è vero. Le persone che dicono così non conoscono l’Italia. E’ Pigs solo l’Irlanda" dichiara Franco Tentorio, il sindaco di Bergamo.
Francesca Belotti, che si occupa di economia all’Eco di Bergamo conferma: "Vogliamo essere confrontati con la Germania, la Francia e il Regno Unito".
Loro sostengono che l’Italia è una grande potenza industriale, che il suo 5,3 per cento il disavanzo di bilancio è il più basso di qualsiasi stato dell’Unione europea di grandi dimensioni ad eccezione della Germania, che le sue banche hanno poca esposizione ai fondi tossici e che gli italiani sono dei risparmiatori. "Stiamo lavorando duro e onesto", ha affermato Tentorio, prima di aggiungere il qualificativo "abbastanza".
L’altra questione interessante è se l’Italia emergerà intatta dagli anni incombenti di austerità.
L’hard-destra della Lega Nord, che sogna di creare uno stato indipendente, la Padania, è stata appoggiata con forza alle elezioni regionali di marzo. Con la popolarità in calo di Berlusconi la Lega è un giocatore sempre più potente nella coalizione di governo. Fa emergere il risentimento per il modo in cui il Nord ricco sovvenziona il Sud impoverito dalla mafia e insiste per un "federalismo fiscale" che farebbe gestire dalle regioni le entrate proprie.
I critici dicono che questo non farebbe che approfondire l’abisso che divide l’Italia. Giorgio Bonassoli, assessore della Lega Nord a Bergamo, ha detto che aiuterebbe il sud rimuovendo la burocrazia romana e rendendo i governi regionali più efficienti e responsabili. Liberato dal Sud, il Nord sarebbe il motore del recupero italiano. "Prima era solo una teoria, ma ora è una necessità". In tempi difficili che l’argomento potrebbe risultare seducente.
In entrambi i casi le celebrazioni del prossimo anno per celebrare il 150 ° anniversario dell’unità d’Italia – un risultato che 174 Bergamaschi nell’esercito di Giuseppe Garibaldi hanno contribuito a sigillare – saranno in sordina.

