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Via Quarenghi, fermati 13 irregolari: cinque arresti

Controlli sull’immigrazione ma anche sulla regolarit?? dei negozi: sequestrate in due bazar 200 scatole di cosmetici ai metalli pesanti.




Anche in via Quarenghi, in due bazar cinesi, sono stati individuati prodotti a base di metalli pesanti, per i quali si procede al sequestro in tutta Italia su mandato della procura di Venezia. La scoperta nella giornata di ieri, 20 maggio, durante il maxi controllo pianificato dai carabinieri in collaborazione con la Guardia di Finanza e la polizia locale.
Il bilancio dell’operazione è stato definito. Nei due bazar cinesi i militari hanno sequestrato 200 confezioni di prodotti ritenuti pericolosi, anche se non esplicitamente della stessa marca di quelli sequestrati inizialmente dalla procura della Laguna.
Sono stati cinque, in tutto, tra i controlli della mattina e quelli della sera, gli immigrati arrestati perché irregolari rispetto alla legge sull’immigrazione: si tratta di un nigeriano di 26 anni, un boliviano di 28, un peruviano di 31, un tunisino di 26 e un boliviano di 31 anni. Altri otto immigrati sono stati denunciati a piede libero sempre per irregolarità rispetto alla Bossi-Fini. In tutto sono state 300, in circa 12 ore, le persone controllate.
I carabinieri, tramite il Nucleo antisofisticazione e Sanità (Nas), hanno anche passato al setaccio sei negozi, quattro dei quali sono stati multati o per aver mal conservato alcuni alimenti o per mancate misure di sicurezza: sei mila euro di multa per un minimarket, tremila per un altro negozio simile, mille euro di sanzione per un take away e altre sanzioni per una macelleria che lavorava carne utilizzando una sega da falegnameria, senza misure di sicurezza.
Ai controlli ha partecipato anche la Guardia di Finanza, con perquisizioni in borghese in due market, un bar, un negozio di parrucchiera e una tintoria. Le Fiamme Gialle hanno rilevato infrazioni in quattro negozi su sei: i titolari non hanno rilasciato lo scontrino al cliente al momento dell’ingresso dei militari. La sanzione dell’Agenzia delle entrate, complessivamente, potrebbe ammontare a duemila metri quadrati.