BergamoNews it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“AAA strozzino cercasi: non ho altra speranza per salvare la mia ditta”

Lettera di un piccolo imprenditore edile bergamasco alle prese con la crisi, ma soprattutto con le banche che non danno prestiti perchè guardano i nudi numeri e non la storia dell'azienda.

Più informazioni su

Buongiorno direttore
non trovando altro sito dove sfogarmi ho pensato a Bergamonews, lo guardo tutte le mattine e vi faccio i complimenti.
Sono un po’ deluso, ho una picola azienda da 17 anni con cinque operai, opero nel settore dei serramenti, edilizia. Pertanto uguale crisi.
Cerco di tenere duro ormai da 2/3 anni ma adesso sono stanco il mio curriculum dice che ho sempre fatto lavorare i miei ragazzi, che ho sempre pagato tutti i fornitori, nessuna cambiale , nessun assegno scoperto, sempre pronto a coprire i miei conti correnti quando i miei clienti venivano meno alle loro scadenze nei miei confronti,abitazione di propietà , capannone quasi di propietà (mi mancano 2 anni su 10 di leasing).
Però le banche, le nostre banche in Bergamo!!!!!, alzano i tassi non danno prestiti, perchè secondo il rating basilea 2, centrale dei rischi, l’azienda è a rischio.
Bene, bravi complimenti a chi guardando i numeri pensa di aver capito tutto di un’azienda.
Oltretutto ho scoperto pagando di tasca mia che i dati inseriti nella centrale dei rischi sono a volte errati e devo essere io a scoprire l’errore e farlo cancellare, solo che fin quando non me ne accorgo ho i tassi alle stelle e bloccano tutto.
Non posso arrabbiarmi con i clienti insolventi perchè altrimenti non ti pagano piu, non posso arrabbiarmi con le banche perchè altrimenti non ti danno piu niente. Ma seriamente chi può vigilare su queste cose? Chi puo risolvere davvero questo gravissimo problema? Attenzione oggi è il mio problema, ma domani sarà il problema della nostra economia.
Il titolo? Perché quel titolo? Semplice potrebbe essere la soluzione.
Grazie e distinti saluti
Maffioletti

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da lodovico

    io vedo molte incongruenze …..SUV e moto e settimane in montagna e cosi via…..ma dietro le finestre di tante villette ci sono montagne di debiti. facciamo un passo indietro e torniamo a spendere meno soldi in cazzate superflue. Maffio non cedere e resisti che non possiamo andare tutti a fondo.PASSERà Anche Questa !!!!

  2. Scritto da Indignato_parte3

    … decide di liberarsi dall’inutile peso di dover pagare lo stipendio mensile ad alcuni suoi dipendenti ma sopratutto di quel lavoratore autonomo che ormai non serve piu’ a nulla. Ovviamente il lavoratore autonomo (che per molti potrebbe anche essere un evasore fiscale), si ritrova in mezzo alla strada, senza un lavoro, senza un sostegno di alcun genere ma sopratutto senza nulla da offrire alla banca per ottenere un prestito e sopravvivere qualche mese. C’era una volta un lavoratore autonomo…

  3. Scritto da Indignato_parte2

    … a questo punto il titolare dell’azienda si agita un pò perchè ha i fornitori da pagare, gli stipendi, il leasing per i macchinari e tutte le spese connesse alla sua attività. Ovviamente urgono rimedi e la prima cosa che viene in mente all’imprenditore non è quella di vendere l’auto lussuosa, la moto di grossa cilindrata, la seconda casa vuota, i terreni di proprietà. No, no, sarebbe troppo banale e scontato… infatti il geniale imprenditore decide di intraprendere la strada piu’ ardua…

  4. Scritto da Indignato_parte1

    Vi racconto una storia: c’era un lavoratore autonomo che lavorava da piu’ di 2 anni presso un’azienda simile a quella del sig. Maffioletti.
    L’azienda andava bene, faceva discreti utili e i proprietari si godevano i meritati frutti del loro lavoro. Auto costose, viaggi transoceanici, settimane bianche, moto di grossa cilindrata, abiti costosi ecc… Nulla da eccepire ovviamente se non fosse per il fatto che, ad inizio anno, alcuni clienti non pagano alcune Ri.Ba e le banche si fan subito sentire

  5. Scritto da Marilu

    Come dipendente di un’azienda simile alla sua, esprimo tutta la mia solidarietà per la situazione in cui si trova lei ma anche l’azienda dove lavoro. Ho visto banche alzare tassi e chiedere rientri, clienti che non pagano (ma la legge è dalla loro parte) e così si mettono ipoteche sulla casa e si mettono i risparmi di una vita ma tutto questo non è servito a niente: nessuna credibilità da parte delle banche. Evviva!
    Ma il governo ha dato aiuti a tutti. TUTTI CHI?

  6. Scritto da LASLA50

    Per Milosevic
    Prendo atto che non è bancario ma saccente sicuramente, visto che si permette di dare certe risposte a chi vuol salvare il futuro alla sua azienda e alle 5 famiglie dei dipendenti
    Sicuramente Lei non è un imprenditore perche se lo fosse avrebbe usato un altro modo di risposta e di porsi
    Le auguro di essere talmente bravo e facoltoso di non dover mai chiedere denaro alle Banche che ora vendono di tutto e non piu il denaro se non a pochi che non ne hanno bisogno o ai grossi carrozz

  7. Scritto da Maory80

    Buon giorno, ho letto l’annuncio e devo dire che mi rispecchio alla perfezione con la situazione descritta. Purtroppo la mia azienda di famiglia,che esiste da 50 anni, è in un momento veramente tragico. Noi operavamo nel settore metalli non ferrosi, commercio, e negli ultimi 2-3 anni gli investimenti fatti non hanno prodotto nulla anzi ogni giorno ci rimettiamo e non sappiamo cosa poter fare. La situazione ormai è tragica e il brutto è che dopo molti sacrifici non ci resta più nulla. Ditemi voi.

  8. Scritto da Apo

    …ma come si concedono 13 milioni di euro per finanziare la compravendita delle quote del “buon” Miro Radici a favore della diocesi bergamasca in un operazione di dubbia utilità e poi non si concede credito ad un imprenditore?…questa è l’Italia ma non sò fino a quando durerà perchè vedo sempre più imprenditori stanchi disorientati e ricordo che sono le imprese che danno un lavoro che risulta poi attivo nel famoso rapporto deficit…non le banche, nemmeno i sindacati o le diocesi o lo stato.

  9. Scritto da siamoalladisperazione

    Purtroppo siamo traditi a tutti i livelli: dai politici che a forza di gridare che la crisi non esisteva o era solo propagana dei media!!! comunisti hanno portato a casa i voti che gli servivano invece di affrontarla seriamente. Dalle banche che appena in difficolta’ sono accorsi tutti (politici in primis) al loro capezzale per aiutarle… andate a vedere i loro bilanci a distanza di due anni: tutti POSITIVI. Le organizzazioni ormai politicizzate fino all’osso si adeguano ai loro capi…

  10. Scritto da madalì

    Siccome non credo proprio che i nostri rappresentanti leghisti- provinciali, regionali e nazionali – leggano Bergamonews ( posso testimoniare, di alcuni di loro, che nemmeno sanno accendere il pc e che anche quanto a lettura son messi maluccio) vi chiedo se non c’è un altro modo per far loro avere sia la lettera dell’imprenditore disperato che i vari commenti. Io non ho idee in proposito, ma forse voi riuscite ad ascogitarne una…Grazie!

  11. Scritto da J.M.

    Anche io vivo una situazione analoga, non sono ancora arrivato ai suoi livelli ma vedo che la situzione piano piano degenera: lavoro sempre più in calo, clienti che fanno una gran fatica a pagarti e ai quali puoi fare ben poco….Eh si, possono ben dirlo le nostre associazioni di categoria, ma a noi piccoli artigiani non viene incontro quasi nessuno.Però io diversamente da lei, speranze ne ho ancora sarò un illuso ma credo che piano piano , lavorando seriamente, la china riusciremo a risalirla..

  12. Scritto da maffio

    qualcuno ha dato un iterpretazione grottesca e disastrosa ma ripeto il titolo era una ovvia provocazione (salvare) ovviamente esagerato. ma la lamentela vera è un altra . CHE NON SI PUO NEGARE UN CREDITO O UN FINANZIAMENTO A UNA AZIENDA SANA.me li ricordo ancora questi venditori di cioccolata (chi capisce è bravo) quando venivano a suonarti il campabnello 4/5 anni fa e ti proponevano fido, portafoglio,spese zero blablablablabla

  13. Scritto da v.

    la capisco, eccome se la capisco… anche io purtroppo vivo una situazione analoga… purtroppo c’è gran poco da fare. il sig. Fabrizio Calvo le ha consigliato di rivolgersi ad un consorzio fidi, beh, le posso solo dire che può avere tutte le garanzie di tutti i consorzi ma la pratica deve essere comunque approvata dalla banca, quindi tragga lei la conclusione. è un incubo! ha tutta la mia solidarietà.

  14. Scritto da bancheladriautorizzati

    Le banche se ne fregano dei rapporti “umani” ragionano solo con i numerii. Tra prestare a pincopalla al “Maffioletti” di turno a rischio al 10% o investire in obbligazioni di megaziende al 6% (anche se rating indecente) sicuramente preferiscono la seconda opzione. Tanto se la megazienda va male scaricherebbero le obbligazioni ai loro clienti (vedi parmalat) e quindi il rischio e’ prossimo allo zero. Tutto il resto avanza. E sen van male usano soldi pubblici x aiutarli e quindi spalle coperte.

  15. Scritto da Pronta

    Maffioletti, mi immagino che la capacità produttiva del suo settore sia in eccesso. Cioè ci sono troppe aziende scariche per il totale lavoro disponibile. Perchè non cerca un patner che ha il macchinario su cui vorrebbe investire e unite le forze? Potreste ridurre i costi sommando insieme i volumi. E magari si concentra a trova “nuovi” mercati nel frattempo? E’ difficile mettersi d’accordo ne sono consapevole ma può essere una soluzione x la sopravvivenza. Non sempre spendere è La soluzione.

  16. Scritto da Triste

    Caro Maffioletti, mi spiace davvero per la sua situazione. Ho un caro amico che si trova negli stessi panni, e mi creda, la capisco davvero. Immagino i sacrifici che ha fatto per la sua impresa, non demorda anche se il momento è buio!! E lasci stare gli strozzini. Il mio vuole essere un commento UMANO, non POLITICO, ma non posso non sottolineare, caro Maffioletti, come tanta gente dia fiducia a quei partiti che parlano e non muovono un dito. Lo spiega Lei ai leghisti che la crisi esiste davvero?

  17. Scritto da angelo carrara

    Caro amico ma,dove eri due anni fà quando il movimento “meno sprechi meno tasse ” di Bergamo denunciava le problematiche dovute a Basilea due ? Probabilmente a casa in pantofole ai tempi la crisi non era ancora evidente.Se anche tu e tutti quelli che ora piangono miseria si fossero fatti vedere forse non saremmo a questo punto.
    Angelo

  18. Scritto da Marco Brembilla

    Caro imprenditore disperato; ti capisco, eccome se ti capisco. Sono nello stesso settore e so cosa sia la crisi che, dicono, durerà fino al 2015. Nei rapporti con le banche sono più fortunato di te, certo una maggiore elasticità gioverebbe ad un settore che è basilare perchè trainante di tanti settori. Non voglio fare discorsi politici, solo esprimerti la più sincera solidarietà, sperando che chi di dovere faccia il proprio….dovere per aiutarci. Non cedere agli strozzini!!!!!!!!!!!!!!!

  19. Scritto da martina

    Le banche e le loro speculazioni finanziarie hanno causato la crisi nelal quale ci dibattiamo ancora oggi e che ha provocato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Tutti i governi, chi più chi meno, ci hanno messo i soldi dei contribuenti per tenerle in piedi ma quei soldi se li sono tenuti ben stretti e adesso hanno ricominciato a fare quello che hanno sempre fatto (spingono ancora a mille i derivati). L’economia reale per loro non è interessante, fanno più soldi con le speculazioni.

  20. Scritto da Fabrizio Calvo

    A che organizzazione imprenditoriale è iscritto/associato? Si è informato al relativo Confidi? Immagino di sì (glielo chiedo per scrupolo).
    Perché non fa avere la sua lettera anche al presidente delle Pmi di Confindustria (Gianluigi Viscardi), a quello di Apindustria (Paolo Agnelli) oltre al neo presidente della Camera di Commercio (Paolo Malvestiti)?
    Intanto, mi farebbe piacere incontrarla, conoscerla e ascoltare la sua storia. Per intero e di persona.

  21. Scritto da maffioletti

    caro milosevic mi scuso per la parola salvare è sicuramente un errore e la lamentela nasce na una richiesta di finanziamento per un rilancio (acquisto di macchinari) per acquisire nuovi lavori.di agonia nemmeno l’ombra in quanto dalla descrizioni è evidente che l’azienda riesce ad affrontare i problemi con le sue forze. rimane comunque l’amarezza di dover far questo da soli e sapere per quanto tempo ancora

  22. Scritto da Lasla50

    Risposta per sig MILOSEVIC
    Lei sarà un appartenente a quella schiera di dipendenti delle banche seduti dietro una scrivania a interrogare il computer e non più capaci di valutare attraverso i valori umani e di mercato le situazioni.
    Per Lei che riceverà un lauto stipendio per 14 volte all anno l’importante è uscire dall ufficio alle 17 e andare a correre o in bicicletta per sentisi in forma per quando godrà dei 40 giorni di ferie senza pensare a chi paga interessi per dei saccenti dipendenti.

  23. Scritto da Basilio Peppuzzo

    Aiutano Fiat, Alitaia e tutti le grandi aziende, poi queste fanno quello che volgiono. Le piccole imprese le lasciano andare a rotoli, peccato che nessuno ha ancora capito che sono quelle la base dell’economia e muovono tutto il mercato. Purtroppo siamo governati da pagliacci che tirano di coca e vanno trans, pensando solo alle loro tasche!
    …il pagliaccio è una persona seria

  24. Scritto da Per i imprendidùr...

    La prosima olta, diga amò ol voto a chei chi và promet la padania, dopo andì a pians per come an sè che cunsacc…

  25. Scritto da Daniel

    Andate a dire queste cose a Tremonti e ai banchieri tedeschi!
    Invece di dare soldi a piaggia per salvare le banche, si poteva vincolare il salvataggio alla presenza di uomini delle istituzioni nei cda delle banche stesse; in questo modo, i governi avrebbero potuto controllare la liquidità datai alle banche e garantire che sarebbe servita per erogare crediti alle imprese. E invece, in nome del libero mercato, abbiamo fatto un regalo ai banchieri che continuano con le politiche di sempre..

  26. Scritto da luigi

    Come ti capisco.
    Oggi devo andare in banca per un rientro,non so iù dove spattere la testa i soldi non girano e i debiti fanno maturare gli interessi anche i giorni festivi.
    Non vedo più l’orizzonte,mi vengono anche cattivi pensieri,ma sparaesi in colpo in testa,forse crerebbe più problemi che risolverne.
    Mi sento solo,mi sento le forze mancare per credere ancora che ci sia
    un domani.
    Mi vergogno a non essere quasi più in grado ad occudire alla mia famiglia. Penso che vedremo tanti cadaveri

  27. Scritto da Mah!? Come mai!?

    Ma come?! Debiti? Problemi con l’impresa!? Ma non ha sistemato tutto la Lega al Governo? Non erano Prodi e Visco i vampiri? Volete farmi credere che i problemi restano anche se vince la Lega?! Noooo daiiiiiiiiiiiiiiiii….