L'esperto e le imprese
|“Piccole no, grandi no: s?? alle multinazionali tascabili”
Incontro con gli imprenditori tessili bergamaschi. Luca Bettale della Bain & Company: “Non ?? sempre vero che grande ?? bello. Esiste una scala ottimale”.
"Fermate la crisi… voglio scendere!": è un appello che in molti lanciano oggi come oggi cercando di non cadere nella disperazione. Il punto è: come fermarla questa stramaledetta crisi. Prova a cercare le strade, o meglio le scale, migliori per "scendere" dai problemi del tessile in Italia ma anche in Bergamasca Luca Bettale della Bain & Company, società di consulenza strategica, invitato da Confindustria Bergamo proprio per delineare uno scenario competitivo che metta a fuoco le prospettive del settore.
La "ricetta" dell’ingegner Bettale (nella foto Sparaco) è legata alla riorganizzazione aziendale, in particolare alle dimensioni delle imprese, troppo piccole quelle italiane e locali.Ma nemmeno il troppo grande può andar bene. Ecco perché l’esperto della Bain & Company punta sulle "multinazionali tascabili".
"Questa crisi, che rimarrà nella storia dell’economia internazionale, obbliga le aziende a ripensarsi. Ognuna cerca la propria strada che passa dal contenimento dei costi e da una ristrutturazione che non può limitarsi alle singole aziende".
Perché il punto è la dimensione che obbliga a mettersi insieme. Come? "Questo il nodo da sciogliere. Premesso che il troppo piccolo non consente di stare al passo del mercato globale, bisogna anche evidenziare che il troppo grande porta a rigidità, l’opposto della indispensabile flessibilità di movimento, necessaria per assecondare via via le novità".
Non è sempre vero dunque che grande è bello: "Esiste una scala ottimale oltre la quale non ci sono più reali vantaggi economici. Una scala che cambia a seconda delle funzioni aziendali, una scala che cambia nel tempo". L’ingegner Bettale chiama queste aziende adatte al Duemila "multinazionali tascabili": pronte, flessibili, adattabili.
Ora le imprese tessili della Bergamasca possono provarci, anche se la strada dell’unire le forze e della collaborazione non è molto amata dai piccoli imprenditori: ma riorganizzare, unificare, creare intese per ditte della grandezza giusta consentirà di sopravvivere al mometaccio e di rilanciarsi nel dopo crisi.



