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Presidio delle operaie licenziate dalla coop. Mgl fotogallery

Da sei mesi senza lavoro e private del diritto al sostegno della mobilit??: la situazione delle 40 operaie, in gran parte straniere, licenziate da settembre 2009.

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Le operaie e gli operai diventano visibili solo quando salgono sulle gru e si danno fuoco?
E’ la domanda che si pongono e pongono le lavoratrici della MGL sostenute dalla Confederazione unitaria di base avviando una nuova protesta con presidio da mercoledì mattina 31 marzo dalle 9 alle 12 e poi nei giorni seguenti davanti alla sede dell’Inps di Bergamo in viale Vittorio Emanuele.
Da sei mesi senza lavoro e private del diritto al sostegno, seppur minimo e temporaneo della mobilità.
Questa continua a essere la situazione delle 40 operaie, in gran parte straniere, licenziate dalla coop MGL, da settembre 2009.
Gran parte di esse da un mese, con il sindacato Cub, si sta mobilitando per avere verità e giustizia, e i soldi cui hanno diritto, dopo che l’accordo sindacale firmato da Cgil, Cisl e Uil, nell’ottobre 2009 è stato applicato solo a metà, ovvero immediatamente nella parte che prevede il licenziamento e mai reso effettivo nella parte che stabilisce l’accesso all’assegno di mobilità.
In questi mesi, davanti alle condizioni che andavano via via peggiorando delle lavoratrici, con le prime utenze tagliate per morosità, la minaccia dello sfratto… la vita pesantemente condizionata da questo ingiusto stato di disoccupate,  sindacati azienda e Inps si sono rimpallati le responsabilità per l’accordo mai applicato, ma non hanno portato soluzioni concrete.
"Durante questo mese di iniziative sindacali, abbiamo cercato anche la mediazione istituzionale della prefettura, per arrivare ad una rapida soluzione, purtroppo senza successo. Non c’è alternativa, la mobilitazione va avanti, cercando nuove ed efficaci forme. La protesta ora passa davanti alla sede centrale dell’Inps dove agiremo per fa emergere tutte le responsabilità per questo accordo bidone".

Alle 11 si è tenuto anche il presidio dei lavoratori della Comital di Nembro davanti alla prefettura. Gli 88 operai sono in cassa integrazione da quasi un anno. Da allora, oltre a riavviare a vuoto i macchinari per evitare che l’immobilità li danneggi, i lavoratori hanno continuato a sperare che si facesse avanti qualcuno per rilevare l’azienda. Da settimana scorsa i lavoratori hanno deciso di presidiare la fabbrica in maniera giornaliera e continuativa, per costringere l’azienda a sedersi al tavolo della trattativa e spiegare cosa sta facendo per la gestione degli impianti e perché dimostri maggiore disponibilità a trattare di Ammortizzatori Sociali. 

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Commenti

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  1. Scritto da Italiano

    anche io non tengo ammortizzatori sociali, licenziato a luglio con famiglia a carico…e italiano…