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Bruciato dal genero, ex sindaco gravissimo - BergamoNews
Borgo di terzo

Bruciato dal genero, ex sindaco gravissimo

L'ex primo cittadino Giannino Trapletti cosparso di benzina dal genero senegalese che poi si accoltella. Feriti anche i familiari.

Durante una lite in famiglia ha cosparso di benzina il suocero, facendo finire il liquido infiammabile anche addosso al suo figlio più piccolo, di un anno, alla moglie, alla cognata e alla suocera. E mentre il suocero era in preda al rogo si è accoltellato più volte al torace, in un gesto suicida. Protagonista dell’insano gesto, che ha seminato il panico in un condominio di via Pezzotta 13, a Borgo di Terzo, attorno alle 22 del 28 marzo, è stato un senegalese di 33 anni, contro la famiglia italiana di sua moglie. Lui stesso, Matar Mal, è ricoverato in pericolo di vita alle Cliniche Gavazzeni, a causa delle ferite profonde che si è auto inferto al torace. Il suocero, l’ex sindaco di Borgo di Terzo Giannino Trapletti, lotta tra la vita e la morte, a causa di ustioni di secondo e terzo grado sul 90% del corpo, all’ospedale Niguarda di Milano. Lesioni più lievi per gli altri famigliari, anche per il bimbo di un anno e per il fratellino di due anni, rimasto lievemente intossicato.
L’immigrato senegalese, operaio disoccupato con regolare permesso di soggiorno, non vive più da qualche mese nell’abitazione coniugale, dove risiede invece la famiglia della moglie, dalla quale si sta separando. Secondo una ricostruzione effettuata dai carabinieri della stazione di Casazza e della compagnia di Clusone, l’uomo ha raggiunto l’abitazione con una tanica di benzina, che potrebbe anche costargli l’accusa di premeditazione. Dopo aver iniziato a litigare nel cortile del condominio con la moglie, e dopo aver chiesto al suocero di 59 anni di non intromettersi, lo ha cosparso di benzina, e il liquido infiammabile è finito anche sulla moglie, di 37 anni, sul bimbo di un anno, sulla suocera, di 57 anni, e una cognata di 27. Il tutto di fronte al suo primo figlio, di due anni.
Mentre le fiamme divampavano, avvolgendo in particolare Giannino Trapletti, il senegalese si è colpito più volte al torace con un coltello. I carabinieri, intervenuti sul posto da Casazza, hanno trovato l’immigrato a terra, in una pozza di sangue, mentre i vigili del fuoco spegnevano le fiamme addosso al suocero. I feriti sono stati trasportati d’urgenza agli Ospedali Riuniti di Bergamo, ad Alzano e Lovere. L’immigrato, in stato di arresto, ha ricevuto le prime cure alle Cliniche Gavazzeni, dov’è tuttora piantonato in stato di arresto. E’ in prognosi riservata e rischia la vita. Lotta tra la vita e la morte anche il suocero, trasferito all’ospedale Niguarda di Milano. Prognosi meno gravi per il resto della famiglia: la moglie è fuori pericolo, nonostante le ustioni di secondo grado, due giorni per la guarigione del figlio di due anni, intossicato, per il più piccolo, già dimesso, 8 giorni di prognosi. Venti giorni per la suocera e la cognata.

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