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Finti gratta e vinci scoperti dalla guardia di finanza

L’attività d'indagine ha permesso di scoprire 1.700.000,00 euro di ricavi e 340.000,00 euro di Iva nascosti al fisco

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gratta e vinci fintiFinti gratta e vinci scoperti dalla Guardia di Finanza di Olgiate Comasco. L’attività ha permesso di scoprire 1.700.000,00 euro di ricavi e 340.000,00 euro di Iva nascosti al fisco.

La società è stata individuata al termine di complesse indagini di polizia giudiziaria svolte a livello nazionale, anche da altri reparti del Corpo, che hanno consentito di sequestrare milioni di tagliandi “gratta e vinci” commercializzati illegalmente, poiché privi delle autorizzazioni dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.

Il rappresentante legale della società è stato denunciato, inoltre, per omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali (era di fatto completamente sconosciuto al Fisco), esercizio abusivo di gioco riservato allo Stato, truffa ai danni dello Stato in relazione a concorso vietato e frode nell’esercizio del commercio, per aver organizzato illegalmente 15 concorsi a premio finalizzati all’immissione sul territorio nazionale di 7.655.600 falsi tagliandi di lotteria istantanea per un controvalore di mercato di 8.048.800,00 euro. Tutto ciò ha comportato un danno erariale di quasi 2.000.000,00 euro.

La società controllata dalle Fiamme Gialle si qualificava come casa editrice per ottenere benefici fiscali e, commissionava ad una tipografia la stampa di cartoline (definite di produzione artistica ma in realtà di bassa fattura e scarso valore, appartenenti a diverse collezioni : stadi, frutta, monumenti d’Italia, bandiere del mondo, ecc.), che poi rivendeva a grossisti o dettaglianti, in genere edicole, bar, ma anche distributori stradali e macellerie.

Alla vendita di dette cartoline, abbinava un “concorso a premio”, non autorizzato, che prevedeva la contestuale consegna di un tagliando del tutto simile ai “Gratta e Vinci” legali.  A questi comportamenti illeciti si deve aggiungere la beffa per i diversi acquirenti, ignari del fatto che i “gratta e vinci” comperati non avrebbero, ovviamente, consentito alcuna vincita.

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