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Solo il 5% dei bimbi bergamaschi sa chi ?? un pedofilo

Saranno illustrati il 25 marzo i risultati dell'iniziativa che ha coinvolto 531 alunni delle primarie di Bergamo, Verdellino, Brembate, Almenno, Stezzano, Villa di Serio, Borgo di Terzo, Predore.

Solo il 5 per cento dei bimbi coinvolti nel progetto "Sembra un gioco…" ha un’idea corretta di chi sia un pedofilo e il 70 per cento non ha mai sentito parlare di pedofilia. Quasi nessuno poi (solo il 10%) riconosce la dinamica dell’abuso da parte di una figura familiare mentre meno della metà riconosce il comportamento di adescamento da parte di uno sconosciuto.
Sono i dati emersi dal progetto che è approdato a Bergamo dopo essere stato applicato, dal 2004, in una buona fetta delle scuole italiane. Dati che, insieme ai risultati dell’iniziativa che ha coinvolto 531 alunni delle primarie di Bergamo (Savoia), Verdellino, Brembate, Almenno, Stezzano, Villa di Serio, Borgo di Terzo e Predore, saranno illustrati giovedì 25 marzo alle 16 al centro Bambino e famiglia dell’Asl di Bergamo. 
E’ la psicologa Roberta Sacchi, della Cooperativa Tre, la responsabile del progetto nazionale ed è lei che descrive quanto successo nella giornata di applicazione di "Sembra un gioco…" nelle scuole orobiche: "All’inizio ai bimbi vengono fatte alcune domande costruite appositamente per capire la loro conoscenza delle varie situazioni legate a pedofilia e abusi. Da qui per esempio abbiamo verificato che solo 27 bambini danno una definizione esatta di chi sia un pedofilo, gli altri o danno risposte bizzarre, del tipo: è chi cammina sul filo, oppure mettono in relazone il termine con i maltrattamenti fisici o il rapimento o l’omicidio".
Quindi tramite un gioco, il nascondino, si concretizza la situazione di uno sconosciuto che invita i piccoli e si capisce qual è la loro reazione: ebbene più del 60 per cento si allonatna senza avvisare nessuno. Solo alla fine del gioco, dopo una serie di altri interventi che orientano i bambini verso la scelta giusta, si inverte il comportamento e tutti reagiscono avvisando la maestra del pericolo. 
Insomma, un gioco ma anche un metodi di apprendimento che è in uso negli Stati Uniti e nel Nord Europa e che verrà illustrato nei dettagli il 25 marzo.  

Commenti

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  1. Scritto da milly.67

    Perchè non si pubblica i nomi,cognomi,domicilio dei pedofili condannati ??
    Io VOGLIO sapere se vicino a casa mia c’è un PEDOFILO,VOGLIO proteggere la mia famiglia !!
    Attaccate un cartello fuori dalla casa di un pedofilo così tutti sappiamo chi è.

  2. Scritto da parola bugiarda?

    dove sono finiti i soliti commentatori, ureidecan,cuin,lele, grossi, macario ecc.? perchè ci privano dei loro sempre puntuali e motivati commenti? eppure l’argomento è drammatico. ai bambini vengono mostruosamente impartite lezioni che non possono che sconvolgere la loro mente indifesa! La Procura dovrebbe esaminare cosa insegnano questi “professori di tutto esperti”. Orwell dice “male è bene, bene è male” usiamo invece le giuste parole nel loro vero significato!!!!!

  3. Scritto da marilena

    Una iniziativa interessante. Personalmente confesso che non sarei in grado, probabilmente, di riconoscere le dinamiche di un abuso in famiglia, perciò penso che sia ancora più difficile per un bambino. Nella mia famiglia non ci sono più bambini e per i nipotini è ancora presto, spero di non dover mai affrontare un problema così duro.