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Uccide donna con delle forbici e tenta di togliersi la vita fotogallery

Lauretta Mazzola, 46 anni, colpita con pi?? fendenti dal marito di sua cugina, Ettore Ferrari. Lui tenta di uccidersi con dei farmaci. L'omicidio scoperto dal figlio dell'uomo.

Una donna di 46 anni, Lauretta Mazzola, residente a Sorisole e madre di tre figli, è stata uccisa a colpi di forbici nel tardo pomeriggio del 15 marzo ad Almè, nell’appartamento al piano terra di via Borghetto 2, in pieno centro storico. Al suo fianco è stato trovato, in gravi condizioni, Ettore Ferrari, metalmeccanico di 55 anni, residente in quell’appartamento con la moglie Luisa Consonni, cugina della vittima, e due dei suoi tre figli: l’uomo era in stato comatoso, per aver ingerito diverse scatole di barbiturici. E’ stato trasportato d’urgenza al policlinico di Ponte San Pietro, per una lavanda gastrica in serata. I due erano probabilmente legati da una relazione extraconiugale.
A scoprire l’omicidio e a chiamare subito il 118 è stato il figlio di Ettore Ferrari, Fabio. Durante il pomeriggio aveva chiamato il padre ripetutamente, senza avere alcuna risposta. Attorno alle 18,15 ha deciso di raggiungere il padre a casa, ma senza avere risposte al citofono e alla porta. Il figlio avrebbe quindi rotto il vetro di una finestra per entrare nell’abitazione, trovandosi di fronte al corpo della cugina della madre ormai privo di vita e al padre incosciente.
“Ad un certo punto abbiamo visto Fabio uscire di casa e chiedere aiuto, chiedeva di chiamare il 118” ha raccontato una vicina di casa. Sul posto è intervenuta un’autoambulanza del 118.
Subito dopo una pattuglia dei carabinieri della stazione di Villa d’Almè, seguita da altri uomini dell’Arma, coordinati dal comandante della compagnia di Zogno, capitano Filippo Bentivogli. Pochi minuti dopo c’erano anche tre investigatori della sezione scientifica dei carabinieri di Bergamo. La scena del delitto sembra aver parlato subito chiaro agli investigatori e al pubblico ministero, il sostituto procuratore Franco Bettini.
L’omicidio è stato opera, con ogni probabilità, di Ettore Ferrari, legato a quanto pare alla cugina della moglie da una relazione extraconiugale. Durante una lite l’uomo avrebbe impugnato un paio di forbici, ritrovate in casa vicino al corpo della donna, colpendola ripetutamente. Sarà l’autopsia disposta dal magistrato a dire quanti fendenti, ma sono stati almeno 10, hanno raggiunto il corpo di Lauretta Mazzola. Subito dopo aver colpito a morte la donna Ettore Ferrari ha cercato di togliersi la vita, ingerendo barbiturici e altri farmaci che aveva in casa. Mentre la tragedia si consumava all’interno dell’abitazione, forse in un orario compreso tra le 16,30 e le 18, la moglie di Ettore Ferrari si trovava al centro sociale per anziani del paese, dove faceva la volontaria e seguiva diverse attività ricreative. I rilievi della sezione scientifica dei carabinieri sono proseguiti fino alle 23 circa. Durante tutta la serata, e fino alla rimozione del cadavere di Lauretta Mazzola, una folla di curiosi è rimasta in piazza Lemine, pieno centro di Almè, dove inizia via Borghetto.

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