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Questa italia, paese degli impuniti

A tutti i livelli trionfa chi non rispetta le regole. Anche di fronte alle cose più gravi alziamo le spalle e cerchiamo giustificazioni. Che tristezza.

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Siamo, noi italiani, un popolo di allenatori di calcio, di liberi interpreti del regolamento condominiale, di ottimizzatori della coda multipla e di anticampanilisti: riconoscere alla nostra nazione il sommo compendio dell’ enciclopedia delle carenze ci viene naturale, come la mano sul cuore agli statunitensi o le flebo di burro ai francesi.
Ci accomuna altresì il desiderio frustrato di certezza della pena, la consapevolezza che non è cosa di queste parti.
E’, purtroppo, vero: è tanta la consuetudine all’ impunità, che il menefreghismo ha traslocato da vicende gravi per oggetto e conseguenze al quotidiano quasi accetto.     Se la fa franca chi froda migliaia di investitori, chi ammazza guidando ubriaco, chi opera gente sana, chi vende branzini dello scorso millennio, chi fa case di pongo e chi carbonizza boschi secolari, pare davvero niente fregare il resto al cliente, parcheggiare nell’ unico posto per disabili, mollare il cane in autostrada, lordare i bagni pubblici e allagare la scuola.
Tanto, che ci possono fare? Neghiamo, deridiamo, al massimo facciamo causa, che qui un bel giro in appello non si nega a nessuno.
Non va mica bene, così.
Perché è chiaro che l’ esempio deve venire dall’ alto, ma la vita è fatta di piccole cose , ed è da quelle che si parte ogni giorno.
Io non mollo, e vivo scomoda. Per quanto ottuso possa apparire, resto una sostenitrice della questione di principio, del non cedere un centimetro alla mala creanza, del provarci ogni benedetta volta. Solo che attorno vedo stupore, magari curiosità, comunque estraniazione: chi assiste ai miei tentativi svizzeri mi trova buffa, ingenua, un po’ idiota; c’ ho “buon tempo”, in pratica. Spero sempre in qualche ex vigliacco che, forte di me, mi si aggiunga, ed invece vedo cedere ogni volta un po’.
Esempio: un’ amica stimata è in bus con un pubblico ufficiale solitamente severo, e si stupisce del suo ignorare l’ adolescente spalmato su tre sedili, piedi carrarmati sulla seduta ed occhio vitreo. Lo rimprovera con ironia, ma lui serio reagisce: “Non metterò mai più bocca, giuro”. E spiega perché: un’ anziana in viaggio aveva chiesto alla sedicenne bestia di turno di cederle il posto; lui manco l’ aveva calcolata, lei l’ aveva interrogato su che reazione avrebbe avuto se fosse toccato alla di lui mamma, e, davanti alla risposta intuibile, il poliziotto era intervenuto. Senza esito, o quasi. Perché la vecchia signora era rimasta appesa alla maniglia, il piccolo lord aveva continuato a produrre muffa stanziale, l’ ufficiale gli aveva comminato una multa ed era rientrato in ufficio. Dove, qualche giorno dopo, aveva ricevuto notizia di un provvedimento a suo carico, avviato a seguito dell ‘ incursione presso i superiori della genitrice di quella perla di figliolo. La signora Muffa Senior denunciava l’ aggressione subita da scarrafone suo, che viaggiava seduto poiché afflitto da gravi disfunzioni patologiche, a parer mio palesemente ereditarie, che partivano dalla pianta del piede ma evidentemente colpivano pure la parola e la meninge. Multa annullata, canini materni rimessi nel fodero e nota di demerito sul curriculum del graduato.
Ora, è ovvio il biasimo alla furia che non riesco davvero a chiamare madre – non se lo merita – , ma è la rinuncia dell’ ufficiale che proprio non mi va giù. 
Non si può cedere sempre, non è giusto, non va bene. Se non diamo per certo che ad ogni azione seguono conseguenze e responsabilità, come possiamo sperare in un’ etica condivisa? Chi male agisce deve esserne responsabile; se una cattiva azione diviene uso, va rafforzato un deterrente.
Perché la vergogna è una cosa importante.
Perché basta poco.
Perché se vogliamo una nazione fondata sulla meritocrazia, bisogna che ricordiamo che la certezza della pena è sua sorella.

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Commenti

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  1. Scritto da Che volete ?

    Questo è il paese dove di girolamo esce dal parlamento tra gli applausi della destra . C’è altro da dire ?

  2. Scritto da IL SINISTRO

    SI, C’E’ DA AGGIUNGERE MARAZZO IL SINISTRO, CHE PASSEGGIA IMPUNITO PER ROMA CON LA SCORTA, COME SE NIENTE FOSSE! CHE FACCIA DI BRONZO!

  3. Scritto da Un condono non si nega a nessuno

    Se anche ci fosse la certezza della pena, ci sarebbe già pronto un bel condono…

  4. Scritto da Indignato terminale

    questo paese è uno schifo totale ma tutto parte da roma, tutto ha origine da quella maledetta città. Il centro del potere malato di questo paese si annida nei palazzi romani e non sono solamente quelli della politica. A tutti quelli che ancora si ostinano a difendere la chiesa romana provate a leggere il libro Vaticano SPA magari dopo essere usciti di chiesa e aver fatto la vostra bella e santa offerta per le OPERE DI CARITA’.

  5. Scritto da leo cat

    Sede comitato elettorale PDL, zona Triangolo, nessun passo carrale su tutto il perimetro di Via Palma il Vecchio, ma… sostano sull’ampio marciapiede, quasi costastemente, auto, dal suv alla smart, allegramente decalcomati in sostegno di tale Saffioti. Spesso in sosta sulla sede stradale, con le quattro frecce lampeggianti, uno/due altri mezzi, di fronte al citato comitato. La sede dei vigili è a pochi passi. Impuniti? Le regole ci sono, vanno rispettate, ma….. solo dagli altri!?!? VERGOGNA!

  6. Scritto da karajan

    C’è di peggio, la maggiorparte non solo parteggia per questi, ma li vota anche. E allora? Siamo veramente un popolo di disgraziati?
    Ma c’è qualcuno che ci può risvegliare? Oltretutto siamo il paese più cattolico del mondo. Non è che anche la chiesa abbia delle grosse colpe? Andiamo a messa e poi usciamo dalla chiesa più disperati di prima. Ho molti timori!!

  7. Scritto da marilena

    per karajan: condivido ma ti dico subito che essere cattolici non significa essere onesti. Anzi, diventa un alibi che di questi tempi fra l’altro sta perdendo anche credibilità.La chiesa è solo potere temporale che non esita a sporcarsi le mani, predicano bene e razzolano male, per non parlare po degli scandali sessuali.

  8. Scritto da pier

    il grado di inciviltà parte dai politici, i quali sono indegni e immorali perciò anch’io nel mio piccolo faccio l’incivile, il prepotente e mando tutti a fan***** ( e mi riesce gran bene )

  9. Scritto da Sergio-Svizzera

    Mi pare di capire che l’autrice dell’articolo (perché non si firma?) sia o viva in Svizzera. Nella patria di Guglielmo Tell la certezza della pena è un fatto scontato come il segreto bancario, e se mai un menteccatto si sognasse di stravvaccarsi sui sedili di un mezzo pubblico ne pagherebbe le conseguenze, foss’anche il figlio di madre fornita di 10 molari, 8 canini e 6 incisivi. A queste latitudini, se arpionati dalla legge, anche gli squali finiscono in pescheria.

  10. Scritto da karajan

    scusa@ 4, non ho capito cosa vuoi dire o forse sei tu che vivi in svizzera. Spiegati meglio e non fare confusione che ce n’è abbastanza. x marilena: sai, non volevo infierire riguardo ai cattolici, ma avremmo una grande forza – ricordati il vangelo – e loro (hai ragione) lo usano per andare al …….. dopo che sono usciti dalla messa.

  11. Scritto da Sergio-Svizzera

    Signor karajan, non badi a ciò che scrivo, mi capita spesso di parlare da solo, di sostenere lunghe conversazioni con me stesso, e sono così rincoglionito che spesso non capisco nemmeno una parola di quello che dico.