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“Queste Poste sono inefficienti Ridateci i Thurn und Taxis”

Un lettore segnala che anche4 con i nuoi servizi ultrapubblicizzati il servizio di recapito rimane molto scadente. Tanto che verrebbe voglia di tornare ai vecchi tempi.

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Egr. Sig. Direttore,
Le scrivo in merito alla questione poste, sicuramente non la prima che riceverà per questo argomento, ma ormai penso che si sia indirizzati verso una situazione difficile da rimontare.
Vivo in uno di quei paesi nell’hinterland cittadino che, stando all’articolo apparso pochi giorni fa sulla maggior testata locale, “godrebbe del nuovo servizio postale”  con partenza dal “centro all’avanguardia per recapiti efficienti e puntuali” inaugurato alla presenza del responsabile dell’area logistico-territoriale lombarda di Poste Italiane, posso solo supporre con quali parole di elogio.
Perbacco, si potrebbe dire leggendo l’articolo, e di che cosa ci dobbiamo lamentare? Un nuovo centro che, citando l’articolo, fornisce “ un’operatività, dunque, migliorata a vantaggio del cliente finale grazie all’industrializzazione dei processi logistici che favoriranno il recapito celere.”
In quanto libero professionista per legge mi sono dovuto dotare di casella di posta elettronica certificata, nulla di trascendentale, ma guarda caso alcune comunicazioni avvengono ancora tramite carta, posta raccomandata o simile, e tra queste ad esempio le comunicazioni da parte di enti previdenziali che in questo periodo rinnovano i propri organi e per i quali siamo chiamati a votare.
Quindi perché mai non si dovrebbe essere contenti del nuovo centro ipertecnologico quando una raccomandata (dati dal monitoraggio sul sito delle Poste Italiane) viene spedita da Roma il giorno 1 marzo, accettata a Roma Settecamini il giorno 3 marzo, ed in lavorazione presso il centro postale di Bergamo dopo un tentativo di recapito il giorno 10 marzo? Sì, una settimana per il primo tentativo di recapito ma, non essendo in casa al momento del passaggio del postino, posso ritirarla presso l’ufficio postale del mio paese a partire dal giorno 13 marzo.
Dieci giorni, due settimane lavorative per poter avere in mano una raccomandata senza la quale non posso votare (sembra quasi fatto apposta in questo periodo), semplicemente assurdo.
Fortunatamente posso votare telematicamente entro il giorno 16, ma la username e la password sono nella raccomandata che dovrei poter ritirare il giorno 13.
Ma se per caso, svampitello che sono, dovessi smarrire la raccomandata dal tragitto dell’ufficio postale al mio computer posso richiederne una nuova? Certo, mi dicono sul sito dell’Ente, entro le ore 12 del giorno 10 marzo, proprio il giorno in cui il postino è passato da me senza trovarmi.
E’ proprio bello sapere che dalle terre orobiche arrivano i Thurn und Taxis, ma forse ai loro tempi una lettera, escludendo imboscate di briganti, da Roma a Bergamo veniva recapitata in meno di due settimane …..  ma forse bisogna anche pensare che ai tempi il servizio postale serviva per recapitare LA POSTA  e non sprecava le energie maggiori nel mettersi in competizione con le decine di banche esistenti o con le altrettante decine di gestori di telefonia.
Cordialmente
Stefano Mologni

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Commenti

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  1. Scritto da Tiziano Trivella

    La mia testimonianza: una lettera spedita da Bergamo (Via Garibaldi) per Bergamo (Longuelo) il 26 febbraio scorso non è ancora stata recapitata al destinatario al 15 di marzo.
    In linea d’aria sono meno di 3 km; per via di terra sono circa 4 km.
    Qualche problemuccio nelle poste ci dev’essere…
    A meno che la lettera non abbia preso la via del mare…

  2. Scritto da R.Schwamenthal

    Sono pienamente d’accordo con G. Belotti, se le poste facessero le Poste, come una volta e come in altri paesi, non ci sarebbero questi problemi e per utenti, ma anche per i lavoratori postali, sarebbe molto, ma molto meglio.

  3. Scritto da stefano mologni

    Sono d’accordo con entrambi, ma penso che anche la maggior parte delle persone allo sportello delle poste che son costretti a proporti il fondo di qui, la tariffa di là.
    Ed anche i postini che fisicamente recapitano la posta, possibile che in alcune zone ci sia un ricambio ogni mese? non certo per colpa loro ma per i contratti a cui sono sottoposti

  4. Scritto da ureidacan

    Il mio migliore amico, alle scorse elezioni, ha portato 2000 lettere da spedire con la tariffa elettorale ad indirizzi di Bergamo . Le lettere andavano portate al Centro di Gorle, poi venivano recapitate al Centro di Brescia, che le “lavorava” e quindi rispedite ai postini di Bergamo. Non so se per questo, ma è stato trombato alle elezioni.

  5. Scritto da G. Belotti

    La mia opinione è che le Poste debbano tornare a fare le ” Poste ” lasciando perdere le vendite da mercatino del lunedì e i servizi finanziari che portano via tempo e risorse.
    Credo che tornando alle origini e a fare ciò per cui le Poste sono nate le inefficienze che ora sono legate alle mancate consegne sia della posta che dei pacchi e alle lunghe code davanti agli sportelli caleranno drasticamente.
    E mi raccomando : che non si privatizzi nulla!