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La lettura dell'8 marzo sui quotidiani: dal “Gendarcide” delle nascite mai avvenute alla condizione delle lavoratrici

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Controllo delle nascite, salari, lavoro, violenza, sesso, diritti. Sono i temi tracciati dalla lettura dei principali quotidiani italiani che oggi trattano il tema della condizione femminile. Non tutti sanno, per esempio, che esiste un termine che si chiama “Gendercide”: il genocidio di genere denunciato dall’ultima copertina dell’Economist. Lo ricorda Pierluigi Battista nel suo fondo sul Corriere della Sera di oggi, dove viene trattata la questione dell’eugenetica e della scelta delle nascite in India e Cina.
«Si dice che in Cina e India del Nord – scrive Battista – per ogni 120 maschi nascono solo 100 femmine, mentre la media mondiale è di 103-106 maschi ogni 100 femmine. Se non è il destino, il caso la sorte, la coincidenza, come mai mancano all’appello almeno 15 femmine per ogni centinaio di nati maschi in quella parte del mondo?». Una domanda crudele, come crudele è la risposta. Questo è il tema forse più forte toccato dai quotidiani di oggi. Sai parla ancora sul Giornale, in un articolo di Annamaria Bernardini de Pace dell’uso dell’immagine femminile della donna in televisione, sui media, nelle pubblicità. Il titolo è tutto dire: “Donne ribellatevi ai corpi nudi usati in copertina”. «Il corpo nudo in contesti inadeguati, con accostamenti strumentali e spesso sordidi, ferisce a morte la dignità femminile». Il rischio di questo atteggiamento è ricordato dai numeri, terribili, che si leggono nelle statistiche Istat: “Almeno 6 milioni e 743 mila donne – il 10 per cento dell’intera popolazione italiana – tra i 16 e i 70 anni, almeno una volta nella vita hanno subito violenza”.
L’8 marzo come analisi del presente femminile è il sunto del pezzo di Daniela Del Boca e Nadia Urbinati su Repubblica: “Basta Lamenti” è il titolo scelto per ricordare, tra le altre cose, che “Ricerche recenti mostrano come ci sia una perdita effettiva a non valorizzare i talenti femminili, come la parità di genere fra gli occupati potrebbe favorire incrementi del Poli del 13 per cento nell’Eurozona e del 22 per cento in Italia”; ancora nell’articolo sullo stesso quotidiano di Anais Ginori viene ricordata la storia di questa ricorrenza.
Ma è il tema del lavoro il piatto forte degli altri interventi presenti nei quotidiani di oggi. Se si scopre che le donne italiane hanno una busta paga più alta delle colleghe eruropee rispetto agli uomini, come ricorda Marco Zatterin sulla Stampa, c’è ancora molto da fare per difendere la condizione della donna nel pianeta lavoro. Lo tratta Francesca Barbieri sul Sole24Ore che compie una carrellata sui nuovi strumenti che il Ministero delle Pari opportunità sta mettendo in campo per contrastare le discriminazioni in fabbrica o alla scrivania.

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