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"Danni da parto, tre medici risarciscano 4 milioni" - BergamoNews
Il caso

“Danni da parto, tre medici risarciscano 4 milioni”

I Riuniti furono condannati a pagare quasi 7 milioni di euro per i danni subiti da due gemellini, ora la procura contabile presenta il conto ai medici.

Per il tribunale civile furono responsabili dei danni cerebrali e permanenti riportati da due gemellini nati nel 1990, per la procura della Corte dei Conti devono anche pagare gran parte del risarcimento milionario riconosciuto ai loro genitori e versato dagli Ospedali Riuniti. Ovvero, oltre 4 milioni di euro (nello specifico 4.345.014,36), circa i due terzi di quanto sborsato dall’ospedale nel 2007 (6.956.358,80 euro) dopo i primi due gradi del processo civile terminato con sentenza di condanna e al netto di quanto all’epoca corrisposto dall’assicurazione (258.228,45 euro) e corrispondente al massimale. Ai medici si addebitano i due terzi e non la somma intera, ha spiegato il pm Antonio Attanasio, perché "la rilevante misura del danno è materialmente dipeso anche dalla condotta omissiva dell’azienda ospedaliera, la quale ha stipulato un’assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività medica con previsione di un massimale assolutamente inadeguato". Nelle prossime ore la sentenza.
La causa discussa davanti ai giudici contabili ha origine dall’asfissia feto natale subita dai due gemellini nel 1990, che in base a una consulenza tecnica è stata determinata dall’imperizia dei medici nel seguire la difficile gravidanza della madre e il conseguente parto prematuro. Ricoverata più volte durante la gravidanza nel reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale con diagnosi prima di rottura delle membrane e poi di distacco della placenta quando era alla 22esima settimana di gestazione, la donna era stata dimessa senza che le venisse somministrata un’adeguata profilassi. Alla fine, in occasione di un terzo ricovero per il prematuro manifestarsi delle contrazioni, la paziente il 6 settembre 1990 aveva partorito per via naturale, mentre i medici avrebbero dovuto praticare un taglio cesareo perché i gemelli
erano podalici. Risultato, i due gemelli sono nati uno con grave encefalopatia con tetraparesi spastica e l’altro con diplegia degli arti inferiori e paresi di quelli superiori. I genitori nove anni dopo hanno avviato a Bergamo la causa civile, attualmente pendente in Cassazione, chiedendo 14,5 miliardi di lire di risarcimento, che in secondo grado a Brescia la causa si è conclusa con la conferma della condanna dell’ospedale al risarcimento di quasi 7 milioni di euro perché per i giudici l’accaduto era "prevedibile" e "prevenibile".
 

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